A Pleasant Valley (La Valle del Piacere), una cittadina “fantasma” dislocata nel nel Sud America, giungono sei turisti -Yankee- nordamericani…
La destinazione del gruppo è stabilita da un dirottamento eseguito, ai loro danni, da due loschi figuri intenti a riposizionare opportunamente la segnaletica stradale.
Appena giunti nel paese, i turisti vengono accolti amorevolmente dagli abitanti e invitati (costretti) a festeggiare il centenario della cittadina, in qualità di ospiti d’onore.
Peccato che tutti gli abitanti siano, in realtà, presenze spettrali, vittime della “guerra di secessione” e che, in maniera nemesiaca, rivolgano la loro –comprensibile- sete di vendetta nei confronti degli occasionali anfitrioni, discendenti “nordisti”….
Rispetto al debutto, costituito da Blood Feast, Lewis punta qua più ad un tipo di narrazione “ironica”, stile commedia, infarcendo comunque vari momenti della pellicola con sequenze (per l’epoca) molto forti ed esplicite.
Rivisto ai nostri giorni il film sembra, sostanzialmente, una commedia: anche a causa dei datati effetti speciali. Ma considerato il tema (ancora oggi tra Nord e Sud America esistono forti attriti) ed il modo di affrontarlo, all’epoca il film costituiva un vero e proprio “pugno nello stomaco”…
Two Thousand Maniacs prende, sin da subito, le distanze dal cinema convenzionale e tranquillizzante: a cominciare dal ribaltamento “morale” dei coevi Hammer o AIP. Qua a pagare sono innocenti turisti, colpevoli solo di trovarsi nel luogo sbagliato al momento sbagliato….
Tecnicamente inferiore al già “basso” livello del suo predecessore, il film di Lewis appare sviluppato in maniera superficiale; sia in termini narrativi (con la svolta finale degli abitanti “fantasma”) che realizzativi. Al tutto va sommata una recitazione meno che amatoriale ed un minor impatto visivo degli effetti: sui quali predominano la scena di un enorme macigno che frantuma il capo ad una vittima ed uno squartamento -previo stiramento degli arti- da parte di quattro cavalli….
Da collante tra il primo ed il secondo film, la presenza della playmate Connie Mason, nei panni (succinti) della sensuale bellezza: uno degli altri ingredienti, oltre allo splatter, che distinguono i film del regista.
Questo è Lewis e, con la sua seconda opera, il regista rinforza quella tipologia di cinema iconoclasta e antimoralista. Tipologia di cinema che, alcuni anni dopo, sarà caratteristica di Lloyd Kaufman, ma che influenzerà, a differenza della Troma, l’intero panorama cinematografico mondiale.
In questi tempi di carenza totale di idee e di “innovazioni” narrative per il genere horror, in contrasto con una forte tendenza di revival, si è puntato anche sul rifacimento (in realtà una sorta di rivisitazione attuale) di questo film: 2001 Maniacs (2005) diretto da Tim Sullivan annovera, nel cast, oltre alla star Robert Englund (il Freddy di Nightmare) altre due celebrità in campo horror: Eli Roth (Cabin Fever, Hostel) e Scott Spiegel (regista del violentissimo Intruder).
Two Thousand Maniacs venne diffuso in Italia, sull’ora estinta T+, nella seconda metà degli anni ‘90: in versione sottotitolata e nel pacchetto cumulativo (comprensivo di Blood Feast, Gore Gore Girls e A Taste of Blood) dedicato ad H.G. Lewis…
Recensione a cura di Undying1







