Su-mi (Su-Jeong Lim) e Su-Yeon (Geun-Yeong Mun), due sorelle dalla vita tuttaltro che facile, dopo un periodo passato in una clinica psichiatrica, fanno ritorno a casa accompagnate dal padre che nella loro vita è praticamente una figura assente e distaccata. Nella lussuosa villetta le attenderà anche la loro matrigna Eun-Joo, brava donna di casa e molto curata d’aspetto, ma che le ragazze non hanno mai accettato, visti i suoi modi poco cortesi nei loro confronti. Le giovani, inoltre non hanno ancora supeto la tragica morte della loro vera madre. A completare il tutto si aggiunge una alquanto misteriosa presenza che è solo visibile dalla piccola Su-Yeon. Ma, è tutto così semplice?
Questa ghost-story, prodotta nella Corea del sud, è tragica, angosciante e, come tutti i film orientali, di una lentezza quasi insostenibile. Se non amate i film lenti, non andate a guardarla, rischiereste di annoiarvi, al contrario, questa è una chicca imperdibile.
Durante tutta la visione di Two Sisters (2003), di certo non manca la tensione, ne tanto meno i momenti da brivido. È un horror psicologico capace di incollare lo spettatore alla poltrona e in certi momenti di farlo sobbalzare.
Notevole la capacità di far durare un film 115 minuti, girato quasi interamente in una sola casa e con solo 4 attori, senza stancare lo spettatore.
Il regista Kim Ji-Woon, ha voluto usare dei colori che non erano ancora apparsi in un film coreano, il risultato è stato eccellente, riuscendo a riprodurre colori caldi e delicati.
Il titolo originale (Janghwa, Hongryeon) è il nome della antica leggenda da dove prende spunto il film e tradotto significa “Fiore di rosa, Loto rosso”. Two sister non è stata la prima pellicola a portare sullo schermo questa leggenda, ce ne sono state altre prima, come il primo trattamento cinematografico, che al 1925.
La conclusione di questa pellicola è lasciata allo spettatore, non c’è il classico finale dove tutto viene spiegato razionalmente, così che chi lo stia guardando debba solo ascoltare e vedere per capire. Su quale conclusione sia giusta o sbagliata ci si potrebbe quindi discutere all’infinito visto che ognuno ha le proprie idee e un proprio modo di interpretare i fatti.
Ad ogni modo, per comprendere maggiormente la vicenda, guardare il film una sola volta non basta, consiglio quindi una seconda visione.
Caldamente consigliato!
Recensione di VAMPIRA









