Schramm | Recensione film

schrammUn uomo morto è riverso in una pozza di tempera bianca… si tratta del “Killer del rossetto”, così chiamato per via del rossetto con cui colora le sue vittime.
Buttgereit, autore del devastante e fenomenale Nekromantik, lo riporterà in vita grazie a numerosissimi flashback (che non seguono un ordine cronologico) utili ad approfondire il suo carattere e la sua psicologia perversa. Tutto ciò accompagnato da una musica penetrante e ossessiva, quasi ipnotica.

Trattasi di un’opera allucinata in cui il regista predilige l’aspetto interiore del protagonista piuttosto che le sue azioni da assassino.
Buttgereit ci presenta il triste dipinto della malattia di un uomo e lo fa addentrandosi nella sua mente attraverso una sorta di viaggio verso l’anticamera per l’inferno.

Ci mostra quali sono i pensieri e le visioni di una mente deviata, le allucinazioni che si confondono con la realtà e prendono forma (impressionanti sono la vagina dentata e la gamba amputata), le azioni estreme che sfociano nell’autoerotismo disperato e nell’autopunizione (un occhio strappato, un pene inchiodato).

Un quadro mentale instabile di un uomo affetto da gravi disturbi mentali, un uomo che affogherà nel silenzio della sua pazzia.
Malsano, angosciante… questo è il mondo in cui ci scaglia Buttgereit.

Il respiro del serial killer che sovrasta una buona parte del film ricorda quello dell’assassino in Maniac (altro film disturbante) di William Lustig.

Recensione di Lady of sorrow

leggi anche

Barbara Torretti
Barbara Torretti
Editor e moderatrice della community di DarkVeins. Appassionata di cinema horror, mi occupo anche di recensioni e di interviste attinenti il circuito cinematografico, musicale e artistico.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here
Captcha verification failed!
CAPTCHA user score failed. Please contact us!

it_ITItaliano