Dal 2001 sono passati tre anni e tantissime persone, soprattutto i fans del videogame che aspettavano con calda e tenace trepidazione questo seguito che, secondo alcune voci doveva chiamarsi con il sottotitolo di Nemesis ed è invece approdato in tutti i cinema con il nomignolo di Apocalypse – che in verità c’entra proprio poco e nulla con quello che si vede in pellicola.
Torna dunque il personaggio di Alice, questa volta con qualcosa in più rispetto allla semplice eroina pronta a difendere il mondo dalle forze del male: il T virus ha modificato la sua genetica, rendendola più forte e più veloce di qualsiasi umano.
Stranamente, dopo il successo del primo film, per questo seguito, non è stato chiamato lo stesso Anderson (che da voci di corridoio si è rifiutato di dirigere il seguito ma solamente di firmare la sceneggiatura) ma è stato assunto Alexander Witt: c’è da dire subito che tanto era stato dignitoso il primo film, incredibilmente brutto e fuori misura risulta questo seguito, andando a toccare argomenti che con la saga di Resident Evil c’entrano veramente poco.
Prima di tutto dobbiamo parlare della mimesi fra film e il videogame: se nella prima pellicola veniva rispettata in parte la saga posta dalla Capcom, qui viene completamente mandata alle ortiche. Alice continua a fare la sua bella figura ma oscurando totalmente il ruolo della seconda eroina, quella Jill che nel mondo della Playstation risolveva gran parte della situazione mentre qui è totalmente messa fuorigioco dalla bella figura della Jovovich.
Gli zombie questa volta fanno la parte dei fessi: da una parte sono caratterizzati molto male, con un trucco veramente osceno mentre dall’altra, per le strade distrutte di Racoon City si aggira il Nemesis, creatura modificata geneticamente per il solo scopo di ripulire le strade della città sia dalle forze speciali della Umbrella Corporation che per affrontare Alice in uno scontro mortale. Alla base di questo mostro, oscuri signori tramano per vedere chi fra le due creature (la bella e la bestia), sia effettivamente il soldato più forte. E qui il crack finale, del film tratto dal videogame resta relativamente poco.
Alice sembra possedere le stesse caratteristiche viste per NEO e company nei tre film della serie di Matrix, con la spettacolare sequenza della donna che, vincendo la gravità, corre sul palazzo dall’alto verso il basso per arrivare a terra con una capriola e una serie di fucilate verso i “cattivi”: semplicemente osceno.
L’unica cosa che realmente si salva è la figura del Nemesis, possente creatura armata di lanciamissili e rotellone a mitraglia che ha realmente la forza di emergere oltre tutti gli altri personaggi, anche della stessa Alice che è diventata più una donna cyborg che non la bella figura che era stata nella prima pellicola. Quello che realmente sconforta è la voglia da parte della casa di produzione (Sony), di fare altri due film ispirati alla saga di Resident Evil, possiamo solamente aspettarci quali orrori (in senso negativo), riusciranno a tirarne fuori.
Capolavoro mancato nel vero senso della parola, con la prima pellicola, potevamo avere fra le mani due film di degno valore tratti dal videogames horror per eccellenza e invece la deficienza umana non ha mai fine… peccato, accontentiamoci del primo lavoro e incrociamo le dita per i seguiti che verranno in futuro.
Recensione a cura di Deimos







