Quella Villa accanto al Cimitero | Recensione film

quella-villaIl professor Norman Boyle è un ricercatore scientifico che intende proseguire gli studi del professor Petersen, morto suicida. Per portare a compimento il lavoro, si trasferisce con la famiglia nella villa dove il suo predecessore ha vissuto fino alla morte, situata a New Whitby nei pressi di Boston. Fin dalla partenza, alcuni episodi misteriosi coinvolgono il figlio Bob: una bambina di nome Mae appare in diverse occasioni ad ammonirlo dall’entrare in quella casa.
Dopo il trasloco, la quiete notturna viene turbata da strani suoni di origine sconosciuta, ma il peggio deve ancora venire. Norman compie delle ricerche sul professor Jacob Freudstein, scienziato e primo proprietario della villa, morto molti anni prima e sepolto nell’attiguo cimitero di famiglia. Viene a conoscenza che il professore fu radiato dall’ordine dei medici per i suoi esperimenti crudeli su esseri umani e che la morte di Petersen può essere collegata a questo oscuro personaggio. Dopo la scoperta della tomba del professor Freudstein in una stanza della casa e l’apertura della cantina, sede degli esperimenti, i coniugi Boyle decidono di trasferirsi; si recano in un’agenzia immobiliare per farsi assegnare un altro alloggio, ma la titolare viene in seguito uccisa barbaramente all’interno della villa. Anche la baby sitter di Bob cade sotto i colpi del misterioso assassino; tutto ciò sconvolge la già precaria tranquillità familiare dei Boyle. Quando alla fine troveranno vuota la tomba, comprenderanno l’orribile verità: il dottor Freudstein non è morto!

Lucio Fulci ha un enorme pregio: riesce a creare atmosfere pregne di suspance e a sconvolgere lo spettatore con scene particolarmente raccapriccianti senza ricorrere a budget iperbolici. Non si smentisce anche in questa pellicola, dove la presenza della MacColl (icona fulciana) e del bravo Malco rendono l’interpretazione all’altezza della situazione. La sceneggiatura a tratti risulta un po’ confusa, ma ad ovviare a questo particolare ci pensano il ritmo e la dinamicità della storia che impediscono di annoiare; inoltre il finale, che lascia poche speranze ai protagonisti, è un altro marchio di fabbrica che non poteva mancare. Ottimi gli effetti speciali di un altro grande del cinema di genere italiano come Giannetto De Rossi, sempre pronto a sfamare gli appetiti dei fans dello splatter più crudo, così come discreta è la colonna sonora realizzata da Walter Rizzati, in alcuni frangenti piuttosto coinvolgente. Uno dei pochi difetti di questo film è il nome scelto per il soggetto principale: Freudstein… Forse con un po’ di fantasia in più… Ma Fulci è anche questo.

Recensione di Maxena

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Barbara Torretti
Barbara Torretti
Editor e moderatrice della community di DarkVeins. Appassionata di cinema horror, mi occupo anche di recensioni e di interviste attinenti il circuito cinematografico, musicale e artistico.

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