OTX.LAB è la divisione neurale di OutroNox dedicata alla ricerca, sperimentazione e produzione di nuove forme di horror attraverso l'intelligenza artificiale.
Il progetto opera sotto la direzione di Antony Coia, fondatore e unico proprietario di OutroNox, già founder e amministratore unico delle etichette horror estreme TetroVideo e Goredrome Pictures.
Nato dall'esigenza di superare i limiti produttivi del cinema tradizionale, OTX.LAB esplora nuove possibilità visive e narrative, spingendosi verso territori che fino a pochi anni fa sarebbero stati difficilmente raggiungibili. L'intelligenza artificiale non viene concepita come sostituto del cinema ma come uno strumento creativo capace di dare forma a visioni inedite e immaginari fino a oggi irraggiungibili.
In un momento storico in cui gran parte dell'industria cinematografica osserva ancora l'intelligenza artificiale con diffidenza, OTX.LAB si afferma come realtà pionieristica e precorritrice. Non si limita a studiare il fenomeno ma investe concretamente in infrastrutture proprietarie indipendenti, sviluppate internamente e prive del supporto di servizi cloud esterni, spesso al centro di rilevanti questioni etiche.
OTX.LAB diventa così il primo studio al mondo specializzato nell'horror estremo ad acquisire e pubblicare un film horror realizzato interamente con l'intelligenza artificiale come principale strumento di produzione.
Il titolo della suddetta opera è attualmente mantenuto segreto ma il film è già stato definito come uno "Splatterfest estremo" e una "lettera d'amore al cinema horror italiano" più oltraggioso degli anni Settanta e Ottanta.
Antony Coia commenta così questa nuova direzione: “Proprio il profondo amore per il cinema horror che popola i miei incubi sin dagli anni Ottanta, mi ha guidato verso questa scelta, per molti controversa. OTX.LAB rappresenta una strada parallela: da sempre supportiamo e continueremo a supportare il cinema tradizionale.
Da oggi, parallelamente a questo percorso, intraprendiamo anche una nuova strada. Amo l'extreme horror, ma ora è impossibile ignorare una certa stagnazione creativa: troppo spesso tutto appare derivativo, prevedibile, prigioniero di formule ormai esauste. Negli ultimi vent'anni il genere ha continuato a spingersi nella violenza ma raramente nell'immaginazione. Oggi l'intelligenza artificiale rappresenta uno strumento capace di riaprire porte rimaste chiuse troppo a lungo, permettendo di esplorare territori visivi e narrativi che il cinema horror tradizionale fatica ormai a raggiungere.
Siamo ancora di fronte a una tecnologia immatura, imperfetta e piena di limiti ma già concretamente utilizzabile e dotata di un potenziale enorme. L'AI, per me, deve essere uno strumento creativo e mai una scorciatoia”.
Con OTX.LAB, Antony Coia e OutroNox aprono un nuovo capitolo dell'horror più estremo e sfrontato perché il futuro dell'orrore non sarà soltanto filmato: sarà anche generato, modellato e reinventato.








