Non si deve profanare il Sonno dei Morti | Recensione film

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Non-si-deve-profanare-il-sonno-dei-mortiManchester. George decide di trascorrere il fine settimana nella sua casa in campagna lontano dal caos della città. Quando si ferma a fare benzina, una ragazza, Edna, urta e danneggia la sua moto con l’auto, così George le chiede un passaggio. Edna, che ha fretta di incontrare la sorella e il cognato, lo convince a passare prima da loro, ma durante il viaggio si accorgono che i morti stanno ritornando in vita e George individua la causa nella macchina ad ultrasuoni costruita per eliminare i parassiti dalle coltivazioni.
Uscito qualche anno dopo il capolavoro di Romero, La Notte dei Morti Viventi, questa pellicola diretta magistralmente da Jorge Grau è da molti considerata una specie di sequel di quest’ultimo con inserita la spiegazione della resurrezione dei morti. La particolarità che li differenzia sta nel modo in cui vengono uccisi gli zombi: se nei film romeriani i morti viventi muoiono se colpiti alla testa, quelli di Grau devono essere bruciati.
Non si deve profanare il Sonno dei Morti è un film di grande valore, purtroppo sottovalutato e misconosciuto, che coinvolge forti temi naturalistici, come quello dell’inquinamento provocato dall’uomo con le relative conseguenze: il ritorno dei morti in vita.
Ottima sia l’ambientazione della campagna inglese che amplifica il senso di desolazione e il destino dei protagonisti, sia la tensione che raggiunge livelli altissimi nella sequenza della cripta grazie anche ai sospiri inquietanti degli zombi che regalano un’atmosfera claustrofobica e orribilmente affascinante.
Una pellicola cupa e intensa, sicuramente fondamentale per gli amanti degli zombie movie.

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