Nel cinema horror, la maternità diventa spesso terreno di crisi e trasformazione, lontana dall'immagine rassicurante a cui è tradizionalmente associata. Tra depressione post-partum e crolli psicologici, la figura materna viene raccontata come instabile, talvolta pericolosa, spinta in territori disturbanti, dove il legame con il figlio può diventare ossessione.
Tra baby blues e derive psicologiche, questi film mettono in scena il lato più inquietante delle mamme pazze, portando il conflitto direttamente dentro le mura domestiche.
Questa lista raccoglie alcuni degli horror più incisivi sulle madri fuori controllo o su figure femminili che arrivano ad accettare situazioni anomale e persino diaboliche pur di soddisfare il proprio istinto materno.
Non tutte le protagoniste presenti in questi film sono assassine o violente: alcune sono donne fragili, manipolate, schiacciate dal dolore o incapaci di separare la realtà dalle proprie ossessioni. Ed è proprio questa condizione a rendere ancora più disturbante il loro ruolo, trasformando la famiglia e la casa in luoghi di squilibrio.
Di seguito una selezione di horror sulla maternità che degenera:
1Baby Blues (USA - 2008)
Nel 2008, Lars Jacobson e Amardeep Kaleka dirigono Baby Blues, un disturbante horror psicologico che affronta in modo diretto il tema della depressione post-partum e della psicosi post-partum.
Senza ricorrere al soprannaturale, Baby Blues costruisce tutta la tensione su una realtà concreta, rendendo ancora più angosciante la progressiva perdita di controllo della protagonista. Proprio per il modo realistico con cui tratta il baby blues, resta probabilmente il film più duro e turbante della lista, con sequenze che possono risultare difficili da sostenere.
Ispirata ai tragici eventi legati ad Andrea Yates, che nel 2001 uccise i suoi cinque figli nella vasca da bagno, la storia è ambientata in una fattoria isolata e segue una madre sopraffatta dalla solitudine e dalla fragilità emotiva. Con il marito quasi sempre assente per lavoro, la donna precipita in una spirale di follia dopo aver trovato nei pantaloni dell'uomo un pacchetto di fiammiferi di un locale a luci rosse, arrivando a mettere in pericolo i propri figli.
2À l’intérieur (Francia - 2007)
Alexandre Bustillo e Julien Maury sono i registi di À l'intérieur, uno degli esempi più estremi del rapporto tra horror e maternità, film da noi considerato uno dei Migliori horror francesi.
À l'intérieur affronta il tema del rapporto madre-figlio su territori violenti, eliminando ogni filtro e costruendo un racconto feroce, in cui protezione e distruzione si confondono fino a diventare indistinguibili.
La tensione nasce da una situazione semplice ma brutale: due donne legate dallo stesso desiderio di maternità ma poste su fronti opposti. L'assedio domestico si trasforma rapidamente in una spirale di violenza sempre più esplicita, dove una donna incinta diventa il bersaglio di una mamma assassina.
La storia vede protagonista Sarah, una donna incinta prossima al parto che, rimasta sola in casa durante la notte di Natale, viene presa di mira da una misteriosa sconosciuta determinata a impossessarsi del bambino che porta in grembo.
3Grace (USA, Canada - 2009)
L'horror Grace è diretto da Paul Solet e affronta il tema della maternità in chiave estrema, intrecciando trauma e ossessione.
La protagonista non è una madre assassina nel senso classico ma una donna che, pur di proteggere quella che considera sua figlia, finisce per compiere azioni sempre più gravi pur di tenerla in vita.
Presentato al Fantastic'Arts di Gérardmer, dove ha vinto il premio della giuria, Grace costruisce un racconto teso e scomodo, in cui l'amore materno si trasforma in qualcosa di morboso e pericoloso.
Questo horror sulla maternità disturbata nasce da un cortometraggio di sei minuti scritto e diretto dallo stesso regista, che nel 2006 ha vinto diversi premi nei festival di settore.
La storia vede protagonista Madeline Matheson, una donna all'ottavo mese di gravidanza che perde il marito in un incidente d'auto in cui muore anche la bambina che porta in grembo. Rifiutando di accettare la perdita, decide comunque di portare a termine la gravidanza e partorisce Grace, che inspiegabilmente torna in vita. Poco dopo, però, la neonata inizia a emanare un odore anomalo e a sviluppare anche una strana attrazione per il sangue umano.
4The Brood - La covata malefica (Canada - 1979)
Partendo da psicosi e trauma, l'horror cult The Brood di David Cronenberg affronta i temi della maternità in chiave "body horror", come orrore fisico e psicologico, dando forma alla rabbia della madre attraverso una pericolosa prole che lei controlla tramite la telepatia.
Pur non essendo una mamma assassina nel senso tradizionale, la donna dà forma fisica alla propria rabbia, generando figli mostruosi che uccidono al suo posto.
The Brood diventa così un film in cui il male non arriva dall'esterno ma prende forma dall'interno e si trasmette a chi sta intorno, trasformando il legame madre-figlio in qualcosa di incontrollabile.
Sicuramente tra i migliori sulla maternità e follia nel cinema horror.
Trama: Nola Carveth è una donna affetta da disturbi psichiatrici e in cura presso la clinica del dottor Raglan, che utilizza una tecnica sperimentale chiamata "psicoplasmia".
Il marito Frank inizia a sospettare che la terapia stia avendo effetti pericolosi, soprattutto quando il comportamento della moglie diventa sempre più instabile e violento. Mentre i suoi tentativi di portarla via dalla clinica falliscono, una serie di omicidi brutali viene compiuta da piccoli umanoidi deformi generati proprio dal corpo di Nola tramite una sacca amniotica esterna.
5Venerdì 13 (USA - 1980)
Diretto da Sean S. Cunningham, Venerdì 13 è uno degli slasher più influenti della storia del cinema horror e introduce una delle figure materne più iconiche e disturbanti del genere: Pamela Voorhees, interpretata da Betsy Palmer.
A differenza di molti horror costruiti attorno a possessioni o derive psicologiche, qui la violenza nasce direttamente dal lutto e dall'ossessione materna. Pamela, devastata dalla morte del figlio Jason, annegato anni prima a Camp Crystal Lake, trasforma il dolore in una furia omicida rivolta contro chi considera responsabile della tragedia.
Pur comparendo solo nel primo capitolo, il personaggio di Pamela Voorhees ha avuto un impatto enorme sul franchise, dando origine alla leggenda di Jason e trasformando il trauma familiare nel motore dell'intera saga.
La storia segue un gruppo di ragazzi incaricati di riaprire Camp Crystal Lake, un campeggio segnato da una serie di eventi tragici. Quello che dovrebbe essere un normale lavoro estivo si trasforma presto in un incubo quando qualcuno inizia a ucciderli uno dopo l'altro.
6Baby Blood (Francia - 1990)
Baby Blood è un cult del body horror europeo che mescola splatter e fantascienza. Con questo film, Alain Robak realizza un'opera che gioca tra orrore fisico e una vena di ironia nera, affrontando la gravidanza in modo estremo. Gli effetti speciali artigianali e il design della creatura contribuiscono a dare al film un'identità precisa, rendendolo uno dei titoli più particolari dell'horror francese tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90.
Il film è inserito nella nostra lista sui Migliori film horror francesi.
Trama: dopo essere entrata in contatto con una misteriosa entità parassitaria, una giovane donna scopre di essere incinta di una creatura che comunica con lei e si nutre esclusivamente di sangue umano. Da quel momento inizia una fuga disperata, segnata dalla necessità di soddisfare la fame del feto e sopravvivere alle conseguenze delle sue azioni.
7La casa nera (USA - 1991)
Diretto da Wes Craven, La casa nera è un horror atipico che mescola tensione e critica sociale, affrontando il tema della maternità e della paternità in chiave grottesca e deviata attraverso i personaggi di "Mamma" (Wendy Robie) e "Papà" (Everett McGill). I due rappresentano una versione distorta del nucleo familiare: figure autoritarie e violente che controllano la casa e la loro finta "famiglia" con sadismo, imponendo regole assurde e punizioni brutali. La loro dinamica trasforma lo spazio domestico in un luogo di oppressione, dove il ruolo genitoriale diventa strumento di controllo e repressione.
La casa nera è spesso letto anche come una metafora sociale, in cui la coppia di bianchi benestanti incarna un potere che sfrutta e opprime i più deboli, rappresentati dai ragazzi del ghetto trasformati in "figli" prigionieri.
Trama: in una piccola città americana, il giovane Grullo, alle prese con lo sfratto e con una madre gravemente malata, decide di entrare con due complici nella casa di una ricca coppia che sfrutta gli abitanti del ghetto. Quella che sembra un'abitazione come le altre si rivela però un luogo maledetto: al suo interno i proprietari tengono prigionieri diversi ragazzi, punendoli in modo brutale per ogni trasgressione.
8Carrie - Lo sguardo di Satana (USA - 1976)
Carrie – Lo sguardo di Satana è uno dei titoli più rappresentativi nel rapporto tra horror e figura materna. Tratto dal romanzo Carrie di Stephen King, il film è diretto da Brian De Palma e segue Carrie White, un'adolescente emarginata che vive sotto il controllo ossessivo della madre Margaret, una fanatica religiosa che reprime ogni forma di libertà e crescita personale.
La madre, interpretata da Piper Laurie, incarna una figura autoritaria e disturbata, convinta che il corpo e la sessualità della figlia siano strumenti di peccato. Questo clima oppressivo contribuisce a isolare Carrie e ad alimentare il suo disagio, fino a condurla verso una violenta esplosione finale.
Pur non essendo una madre assassina in senso diretto, Margaret rappresenta una presenza distruttiva, capace di trasformare la maternità in controllo e repressione.
Negli anni il film è stato candidato a due Premi Oscar (1977) e nel 2001 l'American Film Institute lo ha inserito al 46° posto nella lista dei "cento migliori thriller e horror della storia".
Al successo della pellicola sono seguiti un sequel, Carrie 2 – La furia (1999) e due remake (Carrie nel 2002 e Lo sguardo di Satana – Carrie nel 2013).
9American Gothic (USA - 1988)
Diretto da John Hough, American Gothic è uno degli horror più particolari legati alla figura della madre folle e autoritaria. Il film utilizza l'estetica della famiglia rurale americana per costruire un contesto dominato da repressione, infantilizzazione e fanatismo domestico, trasformando la figura materna in una presenza soffocante.
Interpretata da Yvonne De Carlo, la madre incarna infatti una maternità deviata fondata sul controllo assoluto e sulla punizione. Insieme al "patriarca", tratta gli adulti come bambini da educare e correggere, imponendo regole assurde all'interno di una famiglia rimasta bloccata in una dimensione infantile e patologica.
Attraverso toni grotteschi e momenti di forte disagio, American Gothic mette in scena una famiglia fuori dal tempo, dove il ruolo materno perde ogni funzione protettiva e si trasforma in uno strumento di dominio.
Piccola curiosità: American Gothic prende ispirazione dal celebre dipinto di Grant Wood da cui eredita anche il titolo.
La storia segue un gruppo di giovani rimasti bloccati su un'isola dopo un guasto al loro aereo. Ospitati da due anziani contadini ostili a qualsiasi forma di modernità, i ragazzi scoprono presto che la coppia vive insieme ai figli Fannie, Woody e Teddy che, pur essendo adulti, hanno mantenuto un comportamento infantile. Quello che inizialmente sembra un semplice soggiorno si trasforma rapidamente in un incubo.
Madri segnate dalla perdita e dalla manipolazione
Non tutte le figure materne presenti in questi horror diventano violente o assassine. Film come Goodnight Mommy, Rosemary’s Baby e Lamb raccontano di donne fragili, manipolate o consumate dalla perdita, spinte ad accettare situazioni sempre più anomale pur di colmare un vuoto affettivo o preservare un legame che sta sfuggendo al controllo.
10Goodnight Mommy (Austria - 2014)
Diretto da Veronika Franz e Severin Fiala, Goodnight Mommyè un horror psicologico austriaco che esplora temi come la perdita, il lutto e la percezione alterata della realtà attraverso gli occhi dei bambini, mettendo in discussione il legame madre-figlio.
La trama si regge sul contrasto tra la madre, che dovrebbe proteggere, e il sospetto crescente dei bambini, trasformando la casa in uno spazio sempre più ostile.
La protagonista non è una madre assassina, ma una figura emotivamente assente, segnata da un trauma che ha incrinato il rapporto con i figli e alterato la quotidianità familiare.
Goodnight Mommy costruisce la tensione su silenzi, gesti minimi e un clima sempre più opprimente, mettendo al centro un legame familiare che si incrina fino a diventare irriconoscibile.
Nel 2021 è stato realizzato un remake omonimo a cura di Matt Sobel.
La storia vede protagonisti due gemelli che, dopo il ritorno della madre da un intervento chirurgico al volto, iniziano a sospettare che la donna non sia davvero chi dice di essere.
Isolati in una casa di campagna e guidati da un crescente senso di diffidenza, i bambini mettono in discussione l'identità della madre, dando vita a una situazione che degenera progressivamente.
11Rosemary's Baby - Nastro rosso a New York (USA - 1968)
Diretto da Roman Polanski e interpretato da Mia Farrow, Rosemary's Baby è tratto dall'omonimo romanzo di Ira Levin e si trova al 9º posto nella lista dei "Cento film più coinvolgenti e avvincenti del cinema americano".
Il film è considerato una pietra miliare del cinema soprattutto per la tensione psicologica accentuata da una grande regia e per il trattamento del tema del satanismo mischiato a quello della maternità.
A differenza di altri titoli della lista, Rosemary's Baby non presenta una madre assassina ma racconta una maternità vissuta come imposizione e perdita di controllo, in cui la protagonista diventa vittima di un disegno più grande.
Il film lavora su tensione e sospetto, costruendo un racconto in cui la condizione materna perde ogni sicurezza e si trasforma in una condizione opprimente.
La storia segue Rosemary, una giovane donna che si trasferisce con il marito in un vecchio palazzo di New York e rimane incinta in circostanze poco chiare. Con il passare dei mesi, la gravidanza diventa sempre più difficile e il comportamento delle persone intorno a lei si fa ambiguo, alimentando il sospetto che dietro al bambino ci sia qualcosa di oscuro.
12Lamb (Islanda, Svezia, Polonia - 2021)
Diretto da Valdimar Jóhannsson e interpretato da Noomi Rapace, Lamb è una cupa esplorazione della maternità, trattata attraverso una favola horror-folkloristica ambientata in Islanda. Trattasi di un film che tratta il lato oscuro della maternità nei film horror.
In Lamb, la protagonista affronta il lutto per la perdita di un figlio accogliendo nella propria vita "Ada", una creatura ibrida nata nella fattoria. Il bisogno di colmare quel vuoto la porta ad accettare senza riserve una situazione anomala e insolita, trasformando quel legame in qualcosa di sempre più difficile da sostenere.
Questa scelta innescherà conseguenze inevitabili per la coppia, mettendo in luce un rapporto fragile e irrisolto tra uomo e natura.
La storia segue Maria e Ingvar, una coppia senza figli che vive in una fattoria in Islanda. La vigilia di Natale, nel loro allevamento ovino, i due trovano un neonato che per metà è umano e per metà invece è agnello. I coniugi decidono di prendersi cura della creatura ibrida e di allevarla come se fosse un figlio, senza pensare alle inevitabili conseguenze.



















