Roma: Simona (Mimsy Farmer) è una giovane studentessa di medicina intenta a stilare una tesi di laurea per l’Università. Il tema della relazione verte sulla medicina legale, e la giovane ragazza cerca materiale per la sua ricerca nell’obitorio romano: studiando una serie di cadaveri anonimi e partecipando a diversi esami autoptici.
Mano a mano che la ragazza procede, approfondendo la materia, una serie di inquietanti suicidi turba l’assolata e torrida città: persone appartenenti ai più svariati ceti sociali si tolgono la vita con frequenza sempre più crescente. Sino a quando Betty (Gaby Wagner), una giovane americana, si uccide nei pressi della spiaggia di Ostia. La giovane “vittima” era residente al “Roseto”, proprio di fianco a Simona. La studentessa, sotto stress per le crude immagini cui è sottoposta all’obitorio, comincia a temere per la sua incolumità.
La serie di spaventosi suicidi, frattanto, viene liquidata da alcuni docenti dell’Università, come conseguenza di un’improvvisa attività delle “macchie solari”: in grado di alterare l’equilibrio psichico delle persone, già sottoposte a forte stress dall’anomala ondata di calore estivo…
Ma questa è, in vero, solo una parte della verità: perché oltre alle “macchie solari” agisce, nelle affollate strade romane, anche la mano di un feroce e spietato killer…
Armando Crispino aveva già dato ottimi segnali nella direzione del bel giallo L’Etrusco Uccide Ancora, di qualche anno precedente, e con Macchie Solari conferma una predisposizione al genere di rara efficacia.
Il plot narrativo, che inizialmente pare essere ascrivibile ad un Horror puro, vira verso il finale al “giallo” classico, miscelando con perfetta calibrazione gli “ingredienti” e farcendo tutta la vicenda di immagini particolarmente gore e splatter: le sequenze e le foto all’interno dell’obitorio.
Pur essendo, a tratti, la sceneggiatura piuttosto contorta, Crispino ripara con un sapiente utilizzo della M.d.P., con l’ausilio di ottime interpretazioni (la Farmer e Lovelock in particolare) e con l’efficacia degli eccellenti effetti speciali…
Da segnalare che la brava Mimsy Farmer si dedicò, in quel periodo, ad interpretare una serie di Thriller italiani (tra gli altri Quattro Mosche di Velluto Grigio, Black Cat ed Il Profumo della Signora in Nero)…
Musiche di Ennio Morricone, per un film veramente unico nel panorama cinematografico italiano dell’epoca: che deve, ancora oggi, trovare una degna edizione in home video…
Recensione a cura di Undying1







