La bambola del Diavolo | Recensione film

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bambolaPaul Lavond (Lionel Barrymore) era uno stimato banchiere che venne arrestato causa un complotto di tre suoi colleghi. In prigione conosce Marcel (Henry B. Walthall) ed i due riescono ad evadere.
Marcel torna a casa dalla moglie Malita (Rafaela Ottiano) e mostra a Paul i risultati degli esperimenti che per anni prima lui e poi la moglie hanno realizzato: creature viventi rimpicciolite alle dimensioni di una bambolina. Questa operazione comporta però, come effetto collaterale, una riduzione della volontà ed ogni essere vivente miniaturizzato diventa una pedina nella mani di chi gli impartisce ordini.
Marcel tuttavia muore per un infarto e Paul decide di attuare la sua vendetta servendosi degli studi dell’amico.

Ultimo horror diretto da Browning e capostipite del filone horror dolls movie, è una storia di vendetta, retribuzione e di sentimenti famigliari, con un finale che sfocia nel melodramma svuotandosi di ogni elemento orrorifico e fantascientifico.
Gli effetti speciali sono ancora suggestivi ed il fascino del bianco e nero lo rendono un gioiellino dell’horror classico.
Molto buone le interpretazioni di Barrymore e della Ottiano, quest’ultima è una superba Lady Frankenstein, immediata icona della pellicola, ma tutto il cast è a proprio agio.
Da notare come l’inizio sia decisamente narrativo, presentando un mad doctor, Marcel, dagli scopi bizzarri ma, per il suo modo di pensare, onorabili. Sua moglie è una donna a lui succube, così innamorata da portare il suo progetto fino in fondo, anche a scopo della stessa vita.
La parte centrare è quella più orrorifica e con elementi del cinema giallo, movimentata e vivace, che introduce un finale da lacrima movie.

Recensione a cura di Zick

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