Il dottor Krallman (Jose Elias Moreno) per salvare il figlio gravemente malato di leucemia (Augustin Martinez) gli trapianta il cuore di un poderoso gorilla, catturato allo zoo.
All’inizio l’operazione sembra essere riuscita perfettamente, poi però il figlio si trasforma in un ibrido uomo-gorilla stupratore di ogni bella donna che trova nei paraggi…
José Cardona con suo figlio José Cardona Junior è stato un prolifico e poliedrico regista messicano che ha diretto quasi 150 film, con pochi mezzi ma svariate idee: un artigiano del cinema che sfruttava al massimo quello che aveva, mischiando spesso le passioni e gli interessi dei suoi concittadini nelle trame dei suoi horror (e non solo).
Tematiche così diverse tra loro come il dramma per la violenza fisica, il wrestling, l’horror, l’erotismo e la citazione cinefila venivano mescolate senza problemi.
Korang è un’opera irripetibile di exploitation di quel periodo, con esplicite scene di stupro.
E’ indubbio che il budget fosse irrisorio: la trasformazione in mostro ed il trucco sono indubbiamente risibili ai giorni d’oggi.
Ma non è un film Troma: Cardona dirige con una certa serietà e tutti gli attori si fanno prendere troppo sul serio.
Prendendo spunto da classici come King Kong (per il finale) e Frankenstein (per la morale di fondo) viene realizzata una storia veloce e non originale.
Maliziosa la telecamera di Cardona, che inquadra il simpatico sedere della Norma Lazareno col suo aderente costume rosso da lottatrice e tutte le altre ignude bellezze femminili.
Non mancano l’intervento della polizia, l’aiutante storpio del medico ed i problemi etici.
I trapianti di cuore che si vedono nel film sono veri: Cardona ha usato dei video di alcuni documentari.
Ci si arrangia come si può.
Storicamente interessante, non altro.
Recensione a cura di Zick







