It | Recensione film

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itUn essere diabolico, conosciuto coi nomi di It o Pennywise, tormenta una cittadina del Maine, uccidendo i ragazzini colpendoli con le loro paure più nascoste.
Tuttavia un gruppo di amici riesce a sconfiggerlo (ma non definitivamente) e giurano, tra loro, di tornare a combatterlo assieme qualora, in futuro, dovesse ritornare.
Così accade trent’anni dopo…

It è uno dei romanzi di King più amati, un’opera monumentale sull’infanzia, l’amicizia, e le paure infantili.
Il film tratto dal libro è un prodotto televisivo di tre ore, con molti limiti, ma con un enorme vanto: i suoi primo dieci minuti sanno spaventare a morte ogni bambino.
Prendo pure io la tessera del club.
Primi anni ’90: Canale 5 fa grande pubblicità al film. Sorrisi e canzoni tv ne parla dettagliatamente. La pellicola viene trasmessa in prima visione tv in due parti, una domenica ed il lunedì successivo.
Quella domenica sera mi metto davanti alla tv della cucina e vedere quel film horror…
Un bambino, il fratellino del protagonista, gioca con una barchetta di carta costruitagli dal fratello (forse King si ispira al rapporto col suo fratello maggiore) ed esce fuori a giocare.
La barchetta scorre lungo la strada e sta per cadere in un tombino, ma un pagliaccio, Pennywise, la blocca.
Inizia un dialogo tra uno “sconosciuto” ma buffo clown ed un bambino, sorpreso e spaventato.
Basto poco per presentarsi ed il clown non è più uno sconosciuto: il piccolo non ha disubbidito al papà che gli ha insegnato a non parlare con chi non conosce. Ed ora può riprendersi la barchetta… e, se vuole, anche un palloncino. Solo che il prezzo è molto, molto, alto.

L’indomani, quando torno a scuola, quasi tutta la classe ha visto il film e quasi tutta la classe non ha dormito la notte e si è fermata a queste scene inziali…

Rivisto il film anni dopo, ci si rende conto come da piccoli si vede un mondo diverso come la paura cambi con l’età e come un film si possa decisamente rivalutare con gli anni.

Tolti i ricordi personali (ma che, leggendo sul web, sono ampiamente condivisi), il film ha indubbiamente un proprio fascino “morboso”, sebbene non sia privo di pecche.
Tim Curry, “ambiguo” com’è, è perfetto nei panni di It, ma tutto il cast generale si muove abbastanza bene.
Nemmeno gli effetti speciali sono male.
Tuttavia ad aver merito è proprio la prima parte del film, perché nella seconda si verifica un calo qualitativo generale, fino ad un finale che è persino assurdo e trash.
Momenti angoscianti non mancano, ma solo quando recita Curry, l’autentico mattatore della pellicola, con il suo sorriso terrificante.
Paurosissimo se lo si vede con gli occhi da bambino, non più che discreto se cresciuti.

Recensione a cura di Zick

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