Il più importante horror britannico pre-Hammer è un film ad episodi con un racconto cornice, diretto da Dearden.
Un architetto viene chiamato per una consulenza riguardo la ristrutturazione di alcune stanze di una villa nella campagna inglese.
Qui incontra diversi signori che stanno discutendo con uno psicologo freudiano sulle loro esperienze insolite, tra razionalità e paranormale.
Primo episodio è Il conducente del carro funebre di Balis Dearden, una sorta di Final Destination ante litteram, fin troppo breve ma nonostante tutto efficace.
Segue Il ricevimento natalizio di Alberto Cavalcanti, classicissima ghost story con protagonista una dolce ragazza ed un bambino molto particolare.
In Lo specchio incantato il matrimonio di due innamorati è in crisi per colpa di uno specchio fatato che riflette la vita ed i sentimenti di un’altra persona… Davvero buona la regia di Robert Hamer.
Molto debole come trama e fin troppo ironico è Una storia di golf di Charles Crichton, che infatti poi si darà con successo alle commedie, ispirato ad un racconto di Wells.
Quinto ed ultimo episodio è Il pupazzo del ventriloquo di Alberto Cavalcanti particolarmente inquetante e cupo, un autentico gioiellino d’annata, capostipite di un filone molto affascinante.
La storia cornice si conclude con un quarto d’ora di assoluto genio e terrore
Un film tanto elegante quanto raffinato, tenebroso ma anche ironico, abilmente costruito per lasciare, a fine visione, un certo senso di inquetudine allo spettatore.
Indubbiamente un film da vedere e che ispirò molto di ciò che venne dopo di lui.
Recensione di Zick







