Il Bosco fuori | Recensione film

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BOSCO_FUORIAurora e Rino vengono salvati da alcuni aggressori da uno strano signore che abita in un bosco della periferia di Roma. All’inizio è gentile ed ospitale, poi mostrerà il suo vero volto. Soprattutto è la casa dove abita ad avere un segreto…

Buon tentativo di ridare risalto all’horror italiano, in particolare a quello splatter, in un periodo dove le produzioni di genere sono poche e molto difficilmente distribuite.
Prodotto dai Manetti Brothers e diretto da Albanesi, autore di interessanti corti, è un film che trae indubbiamente spunto da Non aprite quella porta ed omaggia diversi classici italiani, come Phenomena, Profondo Rosso, Suspiria.
Tuttavia, non è privo di pecche di un certo peso.
La prima parte del film è molto statica, poco stimolante, e non è supportata da una buona recitazione: molti personaggi sembrano alquanto freddi e poco convincenti.
La mezz’ora finale, invece, è decisamente più vivace, splatter ed angosciante.
Gli effetti speciali di Stivaletti sono ottimi, non inferiori a diversi prodotti americani e rendono il film alquanto violento e splatter.
Non manca qualche piccolo colpo di scena.
I tre romani di borgata, per quanto odiosi, sono i personaggi più convincenti di tutto il film.
Tenendo conto gli evidenti limiti di budget, è un discreto tentativo, consigliato agli amanti del gore, del sangue a litri e dei freak movie.
Buon successo di vendite del dvd in Giappone.

Recensione a cura di Zick

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