I Morti Viventi sono tra noi | Recensione film

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i-morti-viventiL’industria Okf produce ed esporta latte. La segretaria del presidente di tale industria è coinvolta nella contaminazione di una cisterna di latte con sostanze chimiche, atto che causerà, oltre allo scandalo, la morte di tre ragazze. Le giovani risorgeranno dalla morte grazie ai rifiuti chimici che vengono riversati sulle tombe.
Ci troviamo di fronte ad una deliziosa pellicola francese dalla tipica impronta anni ’80 in cui vengono fusi horror ed erotismo. La storia (alquanto delirante) è accompagnata infatti da un susseguirsi di nudità e efferati omicidi.
Lo zombi che uccide una donna conficcandole il tacco a spillo nell’occhio, la sequenza dell’evirazione a morsi, la donna incinta nella doccia alla quale si apre la pancia, o quella della spada sono certamente scene memorabili e godibili nella loro crudezza. Il film scade a tratti nella demenzialità involontaria nel momento in cui gli zombi nuotano in piscina, si nascondono o affrontano una situazione lesbo. A parte questo e il finale deludente, I Morti Viventi sono tra Noi (diretto da Pierre B. Reinhard nel 1987) gode (oltre al discreto make-up e alle ottime scene splatter) di una fotografia e di una musica eccellenti che regalano alla pellicola un alone di mistero e un pizzico di fascino oscuro.
Il momento in cui le tre morte escono dalla tomba accompagnate da una musica macabra e intensa e si dirigono lentamente verso il cancello del cimitero caratterizza sicuramente l’apice del vecchio horror in puro stile anni ’80.
Una pellicola da ricordare e da riassaporare.

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