Il formato episodico ha dato vita ad alcune delle opere più iconiche del cinema horror, offrendo allo spettatore un viaggio attraverso storie diverse, spesso legate da una cornice narrativa o da un filo conduttore che attraversa i diversi segmenti.
Un ruolo fondamentale nello sviluppo di questo filone è stato svolto dalla britannica Amicus Productions, che tra gli anni '60 e '70 ha realizzato alcune delle antologie horror più celebri della storia del cinema (molte delle quali dirette dal regista britannico Freddie Francis), tra cui Le 5 chiavi del terrore, Il giardino delle torture, La casa che grondava sangue, Asylum e La bottega che vendeva la morte, contribuendo in maniera decisiva a definire l'identità dell'horror a episodi.
A caratterizzare queste produzioni fu anche una nutrita presenza di interpreti legati al cinema fantastico e gotico britannico: soprattutto Peter Cushing, autentico volto ricorrente delle antologie Amicus, ma anche Christopher Lee, Ingrid Pitt, Donald Pleasence, Herbert Lom e altri attori familiari agli appassionati del genere. Molti di loro erano già associati alla Hammer e al gotico inglese dell'epoca, creando un ideale punto di contatto tra due delle realtà più importanti dell'horror britannico, pur con identità produttive e stilistiche differenti.
Negli anni successivi, il formato antologico ha continuato a offrire terreno fertile per sperimentazioni e collaborazioni tra importanti autori dell'horror, dando vita a cult come Il villaggio delle streghe, Due occhi diabolici, Creepshow, insieme a molte altre produzioni diventate punti di riferimento per gli appassionati e che approfondiremo in un prossimo articolo.
Quella che segue è una selezione dei migliori horror a episodi realizzati negli anni '60 e '70, tra grandi classici, titoli meno conosciuti e autentiche gemme del cinema di genere. La lista resterà aperta e potrà essere aggiornata nel tempo con altri film ritenuti meritevoli di essere inclusi.
I racconti del terrore (USA - 1962)
I racconti del terrore (aka Tales of Terror) di Roger Corman è uno dei più celebri horror antologici ispirati alle opere di Edgar Allan Poe.
Interpretato da Vincent Price, Peter Lorre e Basil Rathbone, il film adatta tre racconti dello scrittore statunitense, alternando horror gotico e suggestioni soprannaturali. Ancora oggi, I racconti del terrore rappresenta uno degli adattamenti cinematografici più riusciti dell'immaginario di Poe.
- "Morella" è incentrato sul ritorno di una donna morta e sui segreti di una famiglia tormentata;
- "Il gatto nero" è un episodio che fonde insieme i racconti "Il gatto nero" e "La botte di Amontillado" in una macabra storia di rivalità e vendetta;
- "Il caso del signor Valdemar": un medico ipnotizza un uomo morente per manipolarne la volontà ma la morte non pone fine all'esperimento e il cadavere reclama la propria vendetta.
I tre volti della paura (Italia, Francia - 1963)
Diretto da Mario Bava (con lo pseudonimo di John Old) nel 1963, I tre volti della paura (aka Black Sabbath) è uno dei grandi classici del cinema horror a episodi e una delle opere che hanno contribuito a definire l'immaginario gotico italiano.
Composto da tre racconti, il film mostra tutta l'eleganza visiva del cinema di Bava, capace di trasformare luci, colori e ambientazioni in strumenti di tensione e inquietudine.
Dalla paura psicologica de "Il telefono", in cui una donna viene tormentata da misteriose telefonate minatorie all'interno del proprio appartamento, al celebre episodio "I Wurdalak" (tratto da un racconto di Aleksej Konstantinovič Tolstoj) con Boris Karloff nei panni di un vampiro legato a una famiglia perseguitata dalla maledizione dei non-morti, all'horror soprannaturale "La goccia d'acqua" (tratto da un racconto di Anton Čechov), dove un'infermiera ruba un anello dal cadavere di una medium, I tre volti della paura resta ancora oggi una delle antologie horror più influenti e affascinanti della storia del cinema di genere.
Kwaidan (Giappone - 1964)
Ispirato ai racconti di fantasmi raccolti da Lafcadio Hearn, Kwaidan è una delle antologie horror più note e raffinate della storia del cinema giapponese. Il film è diretto da Masaki Kobayashi, su una sceneggiatura di Yoko Mizuki, ed è composto da quattro storie legate alla tradizione nipponica.
Ambientati nel Giappone feudale, i quattro episodi raccontano storie di fantasmi, maledizioni e apparizioni soprannaturali, dove il confine tra il mondo dei vivi e quello degli spiriti appare sempre fragile e incerto.
Grazie alla straordinaria cura visiva, alle scenografie stilizzate e all'atmosfera sospesa che permea ogni episodio, Kwaidan resta ancora oggi uno dei massimi esempi di horror antologico e uno dei capolavori assoluti del cinema fantastico giapponese.
- "Capelli neri": un samurai abbandona la moglie per soldi ma sarà perseguitato dalle conseguenze delle proprie scelte;
- "La donna della neve": un giovane boscaiolo incontra la leggendaria Donna delle Neve che gli risparmia la vita a una sola condizione: mantenere il segreto sul loro incontro.
Piccola curiosità: la storia di questo episodio verrà ripresa e rielaborata molti anni dopo ne "La promessa degli amanti", segmento de I delitti del gatto nero (1990). - "La storia di Hoichi senza orecchie": un giovane monaco cieco è dotato di un grande talento musicale che viene convocato ogni notte dagli spiriti dei guerrieri caduti;
- "In una tazza di tè": un samurai viene perseguitato da una misteriosa figura apparsa nel riflesso della sua tazza di tè, per poi trovarsi coinvolto in un inquietante confronto con forze soprannaturali.
Le 5 chiavi del terrore (Regno Unito - 1965)
Diretto da Freddie Francis, Le 5 chiavi del terrore (aka Dr. Terror's House of Horrors) è il primo dei grandi classici dell'horror antologico targato Amicus Productions, casa britannica che contribuì enormemente alla diffusione del cinema horror, soprattutto quello a episodi, negli anni '60 e '70.
Reso celebre per le sue atmosfere e per il cast di altissimo livello (che include anche Christopher Lee), il film è un grande classico che ha segnato la storia del cinema horror a episodi e resta ancora oggi una delle antologie horror più influenti degli anni '60.
La storia segue cinque uomini in viaggio su un treno dove il misterioso Dr. Shock, interpretato da Peter Cushing, legge loro il destino tramite i tarocchi che lui chiama "le chiavi del terrore".
Ogni carta introduce un racconto diverso:
- "L'uomo lupo": un uomo torna nella casa di famiglia dove vive un licantropo;
- "La vite rampicante": un musicista entra in contatto con una strana pianta;
- "Voodoo": un compositore ruba una melodia legata a una maledizione;
- "La mano strisciante": un critico d'arte viene perseguitato da una mano mozzata;
- "Vampiro": un medico scopre di aver sposato una creatura della notte.
Il giardino delle torture (Regno Unito - 1967)
Il giardino delle torture (aka Torture Garden), diretto da Freddie Francis nel 1967, è un'altra delle più celebri antologie horror della Amicus Productions. Ispirato ai racconti di Robert Bloch, autore del romanzo Psycho, il film è composto da quattro episodi collegati dalla figura del misterioso dottor Diabolo (Burgess Meredith), proprietario di un inquietante luna park dove Atropo, una sinistra attrazione, rivela il destino attraverso le sue forbici.
Sospeso tra horror gotico e soprannaturale, Il giardino delle torture è una delle antologie più rappresentative della Amicus Productions. Le interpretazioni di Jack Palance, Peter Cushing e Burgess Meredith contribuiscono a rendere memorabili i racconti che conservano ancora oggi tutto il loro fascino.
- "Enoch": un uomo è ossessionato da un gatto magico di cui diventerà il suo padrone/schiavo;
- "Terrore su Hollywood": un'aspirante attrice è coinvolta in una vicenda dai risvolti soprannaturali;
- "Il signor Steinway": un pianista in cerca di successo è ossessionato da un pianoforte posseduto;
- "L'uomo che collezionava Poe": uno scrittore è disposto a tutto pur di impossessarsi degli straordinari racconti di un misterioso collega.
Tre passi nel delirio (Francia, Italia - 1968)
Tre passi nel delirio (aka Histoires extraordinaires) riunisce tre registi d'eccezione ovvero Roger Vadim, Louis Malle e Federico Fellini, in un'antologia ispirata ai racconti di Edgar Allan Poe.
La forza del film risiede proprio nel contrasto tra i tre episodi, ciascuno caratterizzato dallo stile inconfondibile del proprio autore. A impreziosire l'antologia contribuisce anche un cast di grande richiamo, con interpreti come Jane Fonda, Alain Delon, Brigitte Bardot, Terence Stamp e Peter Fonda.
- "Metzengerstein": una giovane e ribelle contessa sviluppa un'ossessione per il cugino, mentre un misterioso cavallo sembra incarnare una forza soprannaturale legata alla sua famiglia;
- "William Wilson": un ufficiale austriaco, cinico e crudele, è perseguitato da un misterioso sosia che incarna la parte migliore di sé e compare ogni volta che sta per compiere un'azione disonesta, fino all'inevitabile confronto finale;
- "Toby Dammit": un attore inglese, alcolizzato e in declino, accetta di recitare in un western "cattolico" in cambio di una Ferrari ma una misteriosa presenza lo trascina verso un tragico destino.
La casa che grondava sangue (Regno Unito - 1971)
Prodotto dalla Amicus Productions e diretto da Peter Duffell, La casa che grondava sangue (aka The House That Dripped Blood) è una delle antologie horror più note degli anni '70 e riunisce alcune delle più grandi icone del cinema horror britannico tra cui Peter Cushing, Christopher Lee e Ingrid Pitt.
Scritto da Robert Bloch, autore del romanzo Psycho, il film è composto da quattro episodi collegati da una misteriosa abitazione di campagna e dall'indagine di un ispettore di Scotland Yard chiamato a ricostruire le inquietanti vicende dei suoi precedenti occupanti.
Con episodi diversi tra loro ma ben legati dal racconto cornice, La casa che grondava sangue è ancora oggi uno dei migliori film horror a episodi degli anni '70 e, ovviamente, un classico intramontabile della Amicus Productions.
- "Method for Murder": uno scrittore è perseguitato da un personaggio uscito dai suoi romanzi;
- "Waxwork": due uomini sono ossessionati da una figura di cera che ricorda una donna del loro passato;
- "Sweets to Sweets": una bambina è al centro di una vicenda legata all'occulto;
- "The Cloak": un attore horror entra in possesso di un enigmatico mantello vampiresco.
Asylum - La morte dietro il cancello (Regno Unito - 1972)
Diretto da Roy Ward Baker, anche Asylum - La morte dietro il cancello (aka Asylum) è considerato uno dei migliori horror a episodi prodotti dalla Amicus Productions. La sceneggiatura è firmata da Robert Bloch, che adattò per il grande schermo quattro dei suoi racconti brevi.
La cornice narrativa segue un giovane medico che, per ottenere un impiego in un ospedale psichiatrico, deve individuare quale tra quattro pazienti sia in realtà l'ex direttore della struttura, ormai impazzito. Da questo espediente prendono forma quattro storie autonome che alternano follia e soprannaturale, mantenendo costante la tensione fino al finale.
Grazie alla qualità della scrittura di Robert Bloch (autore del romanzo Psycho), all'atmosfera inquietante e a un cast che comprende Peter Cushing, Herbert Lom, Charlotte Rampling e Britt Ekland, Asylum - La morte dietro il cancello occupa un posto di rilievo nel panorama dell'horror antologico britannico degli anni '70.
- "Frozen Fear": dopo aver ucciso la moglie per vivere con l'amante, un uomo viene perseguitato dai resti della donna, che sembrano tornare in vita per vendicarsi.
- "The Weird Tailor": un sarto in difficoltà realizza un abito con un misterioso tessuto capace di riportare in vita i morti, con conseguenze inquietanti.
- "Lucy Comes to Stay": una donna appena uscita da una clinica viene spinta da un'enigmatica amica a compiere atti sempre più violenti, in una storia che esplora schizofrenia e sdoppiamento della personalità.
- "Mannikins of Horror": un medico ossessionato dal trasferimento dell'anima in piccoli automi conduce esperimenti inquietanti, mentre l'episodio svela il mistero al centro della cornice narrativa.
Delirious: Il baratro della follia (Regno Unito - 1973)
Nel 1973 Freddie Francis dirige anche Delirious: Il baratro della follia (aka Tales That Witness Madness), uno degli horror antologici più affascinanti degli anni '70. Attraverso una cornice narrativa ambientata in un ospedale psichiatrico, il film racconta quattro storie accomunate dal tema della follia, nelle quali realtà e allucinazione finiscono progressivamente per confondersi. Bambini immaginari, tigri feroci, alberi maledetti e inquietanti figure femminili danno vita a episodi che alternano horror psicologico e soprannaturale, sostenuti dall'atmosfera tipicamente britannica della Amicus Productions.
Grazie all'atmosfera elegante costruita da Freddie Francis, alla sceneggiatura di Jennifer Jayne e a un cast che comprende Joan Collins, Donald Pleasence, Kim Novak, Jack Hawkins e Michael Jayston, Delirious: Il baratro della follia resta uno dei capitoli più suggestivi e sottovalutati del cinema horror dell'epoca.
- "Mr. Tiger": un bambino trascurato dai genitori trova conforto in una tigre immaginaria che lo protegge dalla realtà;
- "Penny Farthing": un antiquario eredita un misterioso biciclo vittoriano capace di trasportarlo indietro nel tempo;
- "Mel": un uomo si affeziona a un tronco d'albero dalle sembianze femminili, scatenando la gelosia della moglie.
Piccola curiosità: in questo episodio compare una sequenza in cui una donna viene aggredita da alberi animati, anticipando una scena che Sam Raimi ha poi reso celebre ne La casa (1981). - "Luau": un principe hawaiano nasconde un oscuro rituale dietro un'apparente storia d'amore, mettendo in pericolo la figlia della donna che lo ospita.
La bottega che vendeva la morte (Regno Unito - 1974)
Con una struttura che lega quattro episodi attraverso un inquietante negozio di antiquariato, La bottega che vendeva la morte (aka From Beyond the Grave) è uno dei titoli più apprezzati prodotti dalla Amicus Productions. Diretto da Kevin Connor nel 1974, il film adatta alcuni racconti dello scrittore R. Chetwynd-Hayes.
La bottega che vendeva la morte è composto da quattro episodi collegati da un misterioso negozio di antiquariato gestito da un enigmatico proprietario interpretato dall'iconico Peter Cushing, dove ogni cliente acquista un oggetto destinato a cambiare tragicamente il proprio destino.
Con il suo raffinato racconto cornice e quattro episodi capaci di mantenere alta la tensione, La bottega che vendeva la morte rappresenta uno dei risultati più riusciti della stagione d'oro della Amicus Productions.
- "The Gate Crasher": un uomo è tormentato da uno specchio maledetto;
- "An Act of Kindness": un acquirente (Christopher Lee) ruba una misteriosa medaglia dal negozio per poi finire vittima di due stregoni;
- "The Elemental": un cliente truffa il bottegaio scambiando il prezzo di una scatola d'argento, per poi ritrovarsi sulla spalla un Elementario ovvero una piccola creatura mitologica molto pericolosa;
- "The Door": un uomo acquista dall'antiquario una porta capace di aprire un varco verso un'altra dimensione.
Trilogia del terrore (USA - 1975)
Diretto da Dan Curtis, Trilogia del terrore (Trilogy of Terror) è un film televisivo antologico composto da tre episodi tratti da racconti di Richard Matheson e accomunati dalla presenza di Karen Black, qui impegnata in quattro ruoli differenti.
21 anni dopo lo stesso regista ne ha diretto il sequel, Trilogia del Terrore II.
- "Julie" gioca sul rapporto ambiguo tra un'insegnante e uno studente;
- "Millicent e Therese" ruota attorno a due sorelle gemelle dai caratteri opposti;
- "Amelia" vede protagonista una donna che viene assalita da un feticcio Zuni animato e armato di coltello, dando vita a una lunga sequenza di tensione e terrore fisico culminante in un finale divenuto celebre.
I tre segmenti derivano da racconti di Matheson ma soltanto "Amelia", tratto da "Prey", fu adattato per lo schermo dallo stesso scrittore. Gli altri due episodi furono invece sceneggiati da William F. Nolan.
Karen Black contribuì inoltre in maniera significativa alla sceneggiatura di quest'ultimo episodio che ha reso il film un cult: la prova trasformista di Karen Black e l'efficacia essenziale di quest'ultimo episodio hanno contribuito a fare di Trilogia del terrore uno dei titoli più ricordati dell'horror televisivo degli anni '70.
Artigli (Regno Unito, Canada - 1977)
Artigli (The Uncanny), scritto da Michel Parry e diretto da Denis Héroux nel 1977, è un'antologia horror britannico-canadese prodotta da The Rank Organization e costruita attorno a tre racconti accomunati dalla presenza inquietante dei gatti.
Il film occupa un posto particolare in questa lista perché rappresenta una sorta di prosecuzione ideale della tradizione antologica resa celebre dalla Amicus. Pur non essendo una produzione Amicus, il film fu infatti co-prodotto da Milton Subotsky, una delle figure chiave dello studio britannico, e ne riprende chiaramente il modello: una storia-cornice, più racconti autonomi e un cast di volti molto noti al cinema horror dell'epoca. Rispetto a molte antologie precedenti, però, sceglie un filo conduttore particolarmente compatto, affidando ai gatti il ruolo di presenza ricorrente e minacciosa in tutti i segmenti.
L'episodio cornice ("Montreal 1977") segue la vicenda dello scrittore Wilbur Gray (Peter Cushing), deciso a convincere il proprio editore (Ray Milland) che i felini siano creature soprannaturali capaci di esercitare un oscuro potere sull'uomo. I tre episodi si spostano tra epoche e ambientazioni differenti, intrecciando vendetta, stregoneria e omicidio, con un cast che comprende anche Donald Pleasence, Samantha Eggar e Joan Greenwood.
- "Londra 1912": un'anziana e facoltosa donna decide di lasciare la propria eredità ai numerosi gatti di casa. La governante decide di ucciderla per distruggere il testamento ma i felini mettono in atto una sanguinosa vendetta;
- "Quebec 1975": rimasta orfana, la piccola Lucy si trasferisce dagli zii insieme al suo gatto Wellington. Quando la zia cerca di liberarsi dell'animale, la bambina ricorre a un libro di stregoneria appartenuto alla madre per vendicarsi;
- "Hollywood 1936": un arrogante attore cinematografico (Donald Pleasence) uccide la moglie simulando un incidente sul set per favorire la giovane amante Edina. Il gatto della vittima però lo porterà verso un tragico destino.































