Fatal frames – Fotogrammi mortali | Recensione film

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fatal-framesAlex Ritt (Rick Gianasi) è un regista di videoclip che giunge in Italia per lavoro. Assiste alla morte di Rebecca (Veronica Logan) per mano di un folle assassino: è solo l’inizio di una catena di omicidi brutali. Alex è il principale dei sospettati per la polizia, ma forse la soluzione del mistero è nella figura del pittore Andrea Pisani, un artista maledetto…

Al Festa cerca di dirigere un film pretenzioso, citazionista, un’opera ipnotica e complessa, con diversi modelli nella mente (dall’opera argentiana a Il segno del comando).
Sfortunatamente non riesce nell’ambizioso progetto sebbene in ben due ore di film qualche trovata interessante ci sia.
La fotografia, soprattutto per le luci, è notevole. L’inizio del film, in bianco e nero, così come il finale che dà una struttura circolare alla narrazione, è ottimo.
Le musiche sono sicuramente all’altezza, tra l’altro del medesimo regista, nato nel mondo dei videoclip. Discreti gli effetti speciali.
I difetti sono nella storia, molto artificiosa, con passaggi narrativi anche forzati.
La recitazione non sempre è delle migliori sebbene ci siano camei molto interessanti.
La soluzione del mistero è ben poco credibile.
Sicuramente il film è un’esperienza visiva, ma non è un per tutti, soprattutto per chi cerca di avvicinarsi all’horror.
La genesi della pellicola è stata molto travagliata e questo ha inciso fortemente. Dedica generale a Donald Pleasence, morto durante le lavorazioni.
C’è da dire che per molti il film è inguardabile. Per me è un’occasione mancata ed irripetibile.

Recensione a cura di Zick

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