The Ring 2 | Movie Review

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the-ring-2A seguito dei terrificanti avvenimenti accaduti in precedenza (cifr. The Ring di Gore Verbinski), Rachel (Naomi Watts) e suo figlio Aidan (David Dorfman) si trasferiscono in una piccola cittadina costiera dell’Oregon…
Rachel, durante il suo nuovo lavoro come giornalista, apprende che un terrificante crimine ha condotto alla morte un giovane ragazzo, rinvenuto con il volto orribilmente distorto in una smorfia agghiacciante. Recatasi sul luogo del macabro avvenimento rinviene una vhs, e comprende immediatamente che la “maledizione” di Samara la sta seguendo: decide, pertanto, di distruggere la videocassetta, con la conseguenza di attirare l’attenzione della malefica bambina fantasma sul piccolo Aidan che, lentamente ed inesorabilmente, inizia a dare segni di possessione…

Questo remake americano, diretto però dall’autore del ciclo originale, Hideo Nakata, rappresenta un valido esempio di rielaborazione (liberamente modificata rispetto all’originale) riuscito e forse superiore al modello di riferimento (ed anche al primo capitolo diretto da Verbinski, forse più legato all’originale).
In primo luogo gli effetti speciali di Rick Baker, pur se limitati, donano un fascino sinistro al personaggio negativo di Samara; quindi le ottime interpretazioni (in particolare di Naomi Watts e del piccolo talento espressivo David Dorfman), che rappresentano un caso felice (quanto raro nel cinema horror) di ottima immedesimazione; senza dimenticare poi la comparsa, nel breve ruolo della madre di Samara, di Sissy Spacek (celebre Carrie nel film di De Palma)…
Decisamente notevole la sceneggiatura di Erhen Krueger, che adatta al gusto occidentale un tipo di cinema pieno di relazioni con le credenze giapponesi, senza peraltro rinunciare agli elementi fondamentali del ciclo (non dimentichiamo che l’acqua, presente in varie sequenze del film) è al centro del celebre Dark Water, sempre diretto da Nakata.
Di notevole impatto, inoltre, la sequenza dell’aggressione da parte di un gruppo di cervi e tutta la parte iniziale, con la comparsa, inaspettata, delle mani (o braccia) di Samara; personaggio che oltrettutto, pur essendo meno esposto in questo rifacimento (non la vediamo mai in faccia, e questo incrementa, ulteriormente, la tensione), accresce di fascino mano a mano che la pellicola si avvicina agli ultimi fotogrammi…
Alcuni momenti del film presentano una forte similitudine con L’Esorcista (la possessione di Aidan e il suo ricovero in clinica) ed Il Presagio (quando il bambino è ormai posseduto), donando, nel complesso, ancor più carisma all’opera.
Opera che, a tutti gli effetti, incute (e non poco) timore e spavento: facendo felice lo spettatore che, di fronte all’ennesimo remake, si aspettava un film di tutt’altro (minore) spessore…

Review by Undying1

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