Il Fabbricante di Bambole: all’interno di una balera un gruppo di malviventi viene a conoscenza che un anziano fabbricante di bambole, specializzato nella realizzazione dei bulbi oculari da innestare sui modelli, è in possesso di un discreto capitale nascosto nella propria dimora. Nel tentativo di derubarlo, i delinquenti lo uccidono, per apprendere poi che l’uomo ha quattro figlie, tante quanto loro….
Le formose fanciulle, sorprese durante il sonno, vengono aggredite dal gruppo e quindi violentante… ma forse, le “apparentemente” innocue ragazze, non sono propriamente esseri umani…
Tara: è la storia di un venditore ambulante di palloncini che, rapito dalla sublime bellezza di Tara, inizia a seguire la ragazza e spiarne i movimenti. Purtroppo Tara è fidanzata e, nel giro di breve, consegue il matrimonio con il suo ragazzo…
Uno spasimante della ragazza, però, pare non gradire il matrimonio: tanto da arrivare ad uccidere Tara…
Avvenimento inaspettato per il venditore ambulante di palloncini che, dopo il funerale, raggiunge la cripta ed apre la bara dove riposa il marmoreo -ed etereo- corpo del cadavere: finalmente potrà accoppiarsi con Tara!
Ideologia: un giornalista, accompagnato da consorte, raggiunge la villa dello strano Prof. Oaxiac Odez (!). Qua il luminare sottopone alla loro attenzione le sue strane teorie (inesistenza dell’amore, predominanza del corpo sullo spirito, superiorità degli istinti animali sulla razionalità umana) che vedono, come esemplari da “laboratorio”, alcuni prigionieri umani sottoposti a torture innominabili…
La perplessità ed dubbio, della coppia ospitata, sugli effetti dei trattamenti sarà comunque presto debellato: quando Oaxiac li imprigiona a loro volta, sino alla delirante conclusione di destinarli ai restanti prigionieri come… prima portata di un insolito banchetto!
Ze Do Caixao Trilogia di racconti sulla falsariga dei più celebri film Horror della Amicus, con una differenza: J. Marins spinge a fondo sul pedale del grottesco e del macabro. Effetti speciali rozzi, ma efficaci ed animali vivi come vermi, ragni e serpenti che causarono non pochi problemi alle attrici che dovevano farsi percorrere il corpo dalle “disgustose” creature. Si narra, infatti, che durante le audizioni per i suoi film, Marins imponeva alle attrici insopportabili provini: esse dovevano “… leccare rane, mangiare scarafaggi, infilarsi serpenti in bocca…”. La famigerata “prova delle tarantole” non è leggenda: “… la storia del test è vera perché mi era successo di scritturare attrici che non si dichiaravano impaurite, ma che poi, al momento delle riprese, appena vedevano le tarantole fuggivano via facendomi perdere tempo e denaro. Da allora le prove preliminari sono divenute obbligatorie”…
Ne Il Fabbricante di Bambole (O fabbricante de bonecas) il regista ferma il suo sguardo sul balletto iniziale, mentre l’obiettivo della M.d.P. si insinua tra i seni, i fianchi e le mutandine delle ragazze: sequenza di russmeriana memoria, al limite della gratuità e del comico. Per il resto la storia assume una dimensione “fiabesca”, ibridata tra la cultura animista e quella sudamericana. Dei tre, questo è il segmento meno incisivo, che presenta solo sul finale, qualche elemento gore (legato all’eye-violence).
Tara è, invece, il miglior racconto della trilogia. Il racconto parte in stile quasi neorealistico e melodrammatico, avanzando coraggiosi ed innovativi movimenti di macchina, per incanalarsi su un piano più struggente e virare, nell’inatteso finale, sul macabro con una conclusione decisamente forte (considerato che siamo sul finire dei sixty) connotata da esplicito gusto necrofilo….
Il terzo, incredibile episodio, Ideologia, è una summa di effetti gore e splatter, una vera e propria fiera del Grand Guignol, tanto da risultare “indigesto” (termine più che appropriato) ad alcuni spettatori quando si manifesta sullo schermo il banchetto, a base di carne umana, conclusivo….
Ed è questo specifico episodio che rappresenta un momento di transizione del regista: quando nella fase iniziale del racconto vediamo il protagonista intervistato alla televisione. Un momento di metacinema, che rompe con le due opere precedenti (A Meia Noite Levarei Sua Alma e Esta Noite Encarnarai no Teu Cadaver) e che verrà sviluppato ulteriormente nel seguente Ritual do Sadico: quando cioè Marins apparirà nel film postulando sui suoi due ruoli e -quindi- sull’identificazione tra se stesso e do Caixão. Il tutto con ben 20 anni d’anticipo rispetto ad analoghi prodotti tipo Un Gatto nel Cervello (di Fulci) o Nightmare Nuovo Incubo (Di Craven)….
Nello stesso anno (1968) Marins diresse anche un episodio (Pesadelo Macabro) in un altro horror dalla struttura “a racconti”: Trilogia do Terror , frutto della collaborazione di altri registi.
Primi e primissimi piani, montaggio frenetico, dialoghi privi di logica e ridotti all’osso, un uso spregiudicato della colonna sonora. Lo Strano Mondo di Zé do Caixão è un film allucinante e visionario e rappresenta un “trip” unico nel panorama cinematografico brasiliano.
(Le dichiarazioni del regista sono state estrapolate dall’intervista a Marins pubblicata sul n. 11 della rivista Amarcord).
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