Interview with American screenwriter and director Jeremiah Kipp

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jeremiah-kippDarkVeins had the pleasure of interviewing American producer, screenwriter and director Jeremiah Kipp, whose busy filmography includes several short films including Berenice, Contact, Crestfallen, The Minions, Painkiller (review of the film here) and the feature film The Sadist with Tom Savini. Jeremiah Kipp talks about his films and future plans.

DV: Ciao Jeremiah, grazie per averci concesso questa intervista! Parlaci un po' di te.

JK: Sono un filmmaker di New York, mi guadagno da vivere come regista e qualche volta anche come assistente alla regia. È una vita finanziariamente impegnativa e artisticamente appagante, dove mi sento come uno di quei ragazzi che ha detto "sto per scappare e unirmi a un circo!". Infatti la mia è un'esistenza quasi nomade dove si incontrano e rincontrano continuamente compagni di viaggio lungo il percorso. Posso dire che a volte è difficile ma mai noiosa. Nei momenti migliori si hanno esperienze altamente adrenaliniche ed estreme, paragonabili agli sport estremi; momenti di picco che non si possono mai dimenticare. Non c'è da stupirsi se così tanti artisti facciano uso di sostanze stupefacenti in quanto la vita non è una serie di momenti estatici. Quando si precipita in basso, il risultato potrebbe essere devastante se non si riesce a ricomporre la propria vita... forse è per questo che faccio film sugli estremi della vita.

DV: You have written and directed several short films. When did you discover your passion for filmmaking?

JK: Sono cresciuto con i miei nonni nei profondi boschi del Rhode Island. Il mio defunto nonno mi ha trasmesso l'amore per la lettura, grafica, fotografia, recitazione e, quando la mia famiglia ha acquistato una videocamera VHS destinata a filmare matrimoni e picnic, abbiamo subito iniziato a riunire i bambini del vicinato per fare film di zombie in cortile e di guerra nei boschi. Abbiamo fatto una versione di tre ore de "L'ombra dello scorpione" di Stephen King, dove mio nonno interpretava Randall Flagg. È stato molto divertente, e il realizzare dei film ha unito tutti quegli amori che ho avuto da bambino: la narrazione di storie, l'elemento visivo, l'aspetto della recitazione. Quando trovi ciò che ti rende felice, vuoi rimanere lì per il resto della tua vita. Sono nel business del cinema da allora.

DV: Berenice è l'adattamento cinematografico del racconto di Poe. Contact (2009) affronta temi quali droga, nudità, sangue e violenza. In Crestfallen (2011) la musica è di Harry Manfredini ("Venerdì 13"). Cosa ci puoi dire di questi tre cortometraggi?

bereniceJK: Berenice è nato come parte di un'antologia horror chiamata Creepers che è disponibile per l'acquisto su creepersfilm.com. Avrei voluto fare il film già da parecchio tempo, dal momento che la fine del racconto di Poe è davvero sorprendente. Quando il racconto fu pubblicato, i lettori maldisposti hanno scritto all'editor chiedendo come avesse potuto pubblicare una tale immondizia. Decise lì per lì che avrebbe continuato a disturbare il pubblico, perché, per poter apprezzare un racconto, bisogna leggerlo. Abbiamo modernizzato la storia inserendo anche dei riferimenti sessuali. Non eravamo poi molto lontani dalla verità visto che la scrittura di Poe è voluttuosa e suggerisce immagini di ossessione sessuale e incubi perversi.

For me Contact and Crestfallen sono delle opere complementari. Entrambi sono film d'amore, le cui storie sono raccontate da una prospettiva molto danneggiata. DCF 1.0Contact è stato realizzato quando mi trovavo in un momento davvero critico e disperato, ed è nato dalla convinzione che più si è vicini a qualcuno, più quel qualcuno diventa misterioso. Noi esseri umani siamo animali pericolosi ma abbiamo ancora voglia di stare vicini e toccarci l'un l'altro, o di amarci. In Contact the characters try to get closer but this causes something unpleasant, complications, and heartbreaking shock.

crestfallenCrestfallen è più di un caleidoscopio di vita, è basato su una sceneggiatura di Russ Penning il quale l'ha adattata liberamente alla propria esperienza: il suo tentativo di suicidio. Il nostro personaggio principale (interpretato da Deneen Melody) vive un inquietante viaggio simile a quello di Russ. Il film è, in definitiva, un'affermazione della vita e di come questa sia degna di essere vissuta anche nei momenti più dolorosi. La musica di Harry Manfredini è opportunamente travolgente ed epica, dato che i nostri sentimenti sono immensi: l'amore, l'odio, la paura, l'invidia sono potenti come un'orchestra. Harry ha apprezzato moltissimo il film e il suo contributo è stato essenziale per l'impatto emotivo che ha avuto sul lavoro finito. Mi piacerebbe lavorare ancora con lui qualche volta. Lui è di Chicago e ha promesso di spezzarmi le gambe se non lo assumo nel mio prossimo lungometraggio.

minionsDV: The Minions is the title of your fascinating and elegant short film about witches. Can you tell us about it? What was your inspiration for it?

JK: I had previously worked with playwright Joe Fiorillo on a short film entitled. The Days Gos slept, and ours was a great experience where we said we should make more films together. I was reading a novel by Joe, and one of the chapters was essentially the plot of The Minions. Abbiamo deciso di farne un film, ero attratto dall'idea di qualcuno che doveva confrontarsi con una forza sovrannaturale che potrebbe essere reale o meno. Questo tuttavia non lo rende meno terrificante. Nel fantastico racconto "La leggenda di Sleepy Hollow" dello scrittore Washington Irving, non sappiamo se il maestro di scuola Ichabod Crane abbia bevuto troppo, se sia superstizioso, o se sia effettivamente attaccato da un fantasma spaventoso. The Minions deals with opposing themes such as the natural and the supernatural and inner evil as opposed to outer evil. All this is presented from the point of view of our character William who dares to walk along the witch's path.

saviniDV: Parliamo di The Sadist (2015), il tuo film interpretato da Tom Savini. Com'è stato lavorare con Savini? Come descriveresti il tuo lungometraggio?

JK: Nessuno odia questo film quanto me. La Producer's cut è disponibile su Amazon ma ha un aspect ratio sbagliato (abbiamo girato in formato widescreen e lo hanno rilasciato fullscreen), e l'edit non è mio in alcun modo. Probabilmente avrei dovuto togliere il mio nome da questo progetto. È un film con un killer che si aggira nei boschi, dove l'assassino è un veterano di guerra con grave disturbo post-traumatico da stress (DPTS). È una sorta di Rambo cattivo.
I nostri produttori sono stati orribili, ci siamo odiati, ed è difficile parlare del film in modo positivo. Non lavorerò più con quei produttori, non mi fiderò mai più di loro. Il cast e la troupe di New York sarebbe d'accordo con me nel dire che lavorare con persone del genere è stato un vero inferno.
Having said that, I really enjoyed working with Tom Savini, a supportive man, powerful as a tank, an extraordinary guy. People who know him say he is a very grumpy man, but the Tom I met was full of positive energy and love for film.

DV: What are the other horror films you've directed? What about the most recent one? Can you tell us about them?

painkillerJK: Painkiller lo descrivo come un "body horror che incontra Fight Club"... un film brutale sia davanti che dietro la telecamera. Gli amanti del genere lo hanno apprezzato moltissimo. È stato realizzato sulla base di un altro corto intitolato Baggage con lo sceneggiatore / produttore / attore Rob Dimension, una sorta di malsano episodio di "Alfred Hitchcock Presenta" con un cattivo colpo di scena finale. Il pubblico può trovare quel film gratis su YouTube here. I like to balance my filmmaking career between nerve-wracking narratives such as. Baggage and Painkiller alternati a corti più poetici e all'avanguardia come The Minions and Drool.

DV: What are you currently working on? Tell us about your upcoming horror projects.

theresaJK: Quest'anno mi sono ritrovato coinvolto in due lungometraggi. Uno è un progetto ultra-low budget, squallido e grintoso intitolato Theresa & Allison, un film di vampiri che mi ricorda i video osceni realizzati da William Lustig nel 1980. È come se Lustig stesse facendo "Alice nel paese delle meraviglie". Il produttore, Charles D. Lincoln, è un vero e proprio folle e non avremmo mai pensato che sarebbe riuscito a coinvolgerci così tanto. Se tentassimo una valutazione MPAA, otterremmo sicuramente quella NC-17. Ci siamo spinti abbastanza oltre pur mantenendo il mio interesse nel fare film che siano belli ma allo stesso tempo anche macabri.

black-wakeL'altro film è Black Wake starring Nana Gouvea and Eric Roberts, written by the screenwriter of Painkiller, Jerry Janda. The script was written almost as a joke. We struggled to make Painkiller; fare le riprese in ambienti angusti era come girare all'interno di un sottomarino, e spesso abbiamo scherzato sul fatto che il prossimo film dovrà essere girato su una spiaggia.
In un'intervista, Jerry mi ha anche sentito dire che odio i film found footage e che non vorrei mai farne uno. Questo gli ha fatto scattare subito la scintilla: ha scritto la sceneggiatura per un found footage girato sulla spiaggia e ispirato a quei meravigliosi racconti di HP Lovecraft dove antiche divinità stanno per risvegliarsi, vogliono risorgere per reclamare la terra. Il film tratta della fine del mondo documentata da scienziati pragmatici che vanno fuori di testa.

DV: What are your top five favorite horror movies and why? Do you have a favorite director?

JK: Ci sono tanti registi meravigliosi e noi attingiamo da ognuno di loro. Alcuni dei miei film di genere preferiti includono "L'alba dei morti viventi" di George Romero, "La Cosa" di John Carpenter, "Possession" di Andzej Zulawski, "Non aprite quella porta" di Tobe Hooper e "Il bacio della pantera" di Val Lewton. Questi sono i primi cinque film che mi sono venuti in mente, probabilmente se mi farai questa stessa domanda domani, tirerò fuori altri titoli!

DV: The movies you mentioned are part of the list of my favorite movies! What are your film influences?

JK: It depends from project to project, as I admire Steven Spielberg's stunning visual storytelling as much as Abel Ferrara's gritty, raw aggression. You couldn't find two of the most different directors but I drew from both and the others.
Painkiller is a body horror inspired by the brilliant David Cronenberg but we also thought of other directors such as William Friedkin, John Cassavetes and James Cameron. We are all walking in the sand following the deep footsteps of those who came before us.

DV: Leave a message for DarkVeins readers!

JK: Molti dei miei film possono essere visti gratuitamente sul mio sito, quindi vi invito a raggiungere il sito e a dare un'occhiata. Se vi piacciono, guardate The Minions and The Days God Slept in VOD.
The great passion of my life is cinema, and it is made to be shared with the audience.
And to all DarkVeins readers, get scared.

DV: Thank you Jeremiah!

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