Dead Inferno | Recensione film

Dead Inferno (2014) è il film d’esordio di Brett Mullen, regista indipendente americano che nel 2018 si è fatto notare con il cortometraggio Belladonna e con il lungometraggio Fantasma (aka Bloody Ballet). Come in questi ultimi due film, anche in Dead Inferno è palpabile l’amore verso il cinema del passato e in particolare per le opere cinematografiche di Lucio Fulci.
Ricco di citazioni ai film cult sui morti viventi e al cinema italiano degli anni ’70 e ’80, Dead Inferno è uno zombie movie old style che emula anche i practical effects e la fotografia del periodo per una preziosa visione che riporta indietro nel tempo inondando di nostalgia e di emozioni lo spettatore.

Brett Mullen affronta i cliché del genere donando loro una nuova lucentezza. Ed ecco che in una storia che attinge a Frankenstein di Mary Shelley si elevano i tributi ai capisaldi del genere che vanno da Zombi, Il giorno dei morti viventi, Re-Animator, …E tu vivrai nel terrore! L’aldilà. Alle sfruttatissime e sempre amate figure del mad doctor e dello zombi si accavallano quelle della lap dancer e della giovane eroina per un’interessante incrocio fra le decadi del cinema di genere horror.

Il motore della storia è l’amore, sentimento che spinge alla follia il Dr. Carter, un uomo che, distrutto dal dolore per la perdita della moglie, dedica la sua vita alla ricerca di un siero che possa resuscitarla. Ogni tentativo però sembra vano perché tutti i test della sua formula falliscono miseramente.
Cara (Alex Elliott) assiste ai disperati tentativi sperimentali del padre cercando di proteggere il segreto della sua famiglia mentre nel mondo regna la morte.

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In Dead Inferno non mancano orde di zombi lenti, protagonisti di interessanti sequenze violente o immortalati mentre banchettano a base di carne umana. I practical effects che adornano ferite, morsi e smembramenti sono discreti a differenza però del make-up di alcuni zombi o “infetti” che invece non è sempre soddisfacente.
Il film presenta però anche delle pecche come i siparietti da commedia (la coppia in macchina) assolutamente forzati o alcuni dialoghi eccessivi (le ricerche della polizia). Tuttavia, la bellezza dell’orrore proposto da Brett Mullen prende il sopravvento e cattura l’attenzione grazie a macabre profanazioni di tombe, morti che risorgono, folli esperimenti e una strana forma di contagio, il tutto accompagnato da una notevolissima colonna sonora synthwave firmata da quel genio di Umberto.

In questo ricco mix di personaggi e morte si distinguono le performance di Rob Springer (il mad doctor) e di Alex Elliott (Cara). Nel cast ci sono anche Ed Ricker, Jeff Briggs, Shane Terry, Samantha Mills, Kathy Butler Sandvoss, Miles Snow e Jess Barbour.
La sceneggiatura di Dead Inferno è di Brett Mullen e Sky Tilley.

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Barbara Torretti
Barbara Torretti
Editor e moderatrice della community di DarkVeins. Appassionata di cinema horror, mi occupo anche di recensioni e di interviste attinenti il circuito cinematografico, musicale e artistico.

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