Josefel Zanas, un becchino chiamato dai compaesani Zé do Caixão (Beppe la Bara), viene temuto da tutti per i suoi frequenti ed incontenibili scoppi d’ira e per la sua crudeltà. Caixão è ateo, blasfemo (si nutre con carne d’agnello il venerdì santo!) e violento. Una vera e propria incarnazione del Male, sino ad arrivare al punto di deridere, umiliare e torturare i suoi compaesani, sempre nell’ottica della profanazione e dello sberleffo alla religione costituita…
Caixão è ossessionato dall’idea di avere un figlio: e l’attrazione provata nei confronti di Terenzinia (la donna del suo migliore amico) è motivo di azione delittuosa; vittima l’amante di Terenzina, seguito dalla povera ragazza, sottoposta da Caixão ad un brutale stupro…
Le conseguenze saranno imprevedibili, allorché Terenzina decide di uccidersi: ma non prima di aver gettato su Zé una maledizione…
Mojica scrive, dirige e recita nel ruolo principale con una tecnica di regia in grado di produrre sequenze memorabili, come quella della sfida ai morti (visionaria e con la Ragione “diluita” nelle pestilenziali nebbie cimiteriali ed offuscata dalle tenebre notturne), mentre urlante nel cimitero la sua ombra si staglia fiacca e ondulatoria, sotto la fioca luce delle candele votive…
O come il lungo, delirante (e demenzial filosofeggiante) monologo –della durata, in piano sequenza, di quasi 5 minuti- nel quale postula la sua teoria sulla vita e sulla morte, sullo spazio e sul tempo, sul coraggio e sulla paura: in una unità di luogo -spazio/tempo- che lo vede rinchiuso nelle tetre mura di una camera mortuaria.
Il film venne girato in soli 12 giorni, all’interno di una sinagoga abbandonata e trasformata, per l’occasione, in un teatro di posa…
E’ filologicamente considerato come primo Horror brasiliano e primo di una serie (interpretata dallo stesso eccentrico Marins nei panni di Zé) che si protrae (con impressionanti modifiche, a seguito de Lo Strano Mondo di Zé do Caixão) sino ad anni molto recenti…
Già in nuce si possono qua ritrovare temi che il regista fa propri e sviluppa (sempre con eccessi visivi culminanti nel pasto pasoliniano –ante Salò e le 120 Giornate di Sodomia- dei prigionieri costretti a cibarsi tra loro nell’episodio –connotato a mò di Inferno dantesco- presente nello Strano Mondo di Zé do Caixão, dove Marins interpreta l’ambiguo dott. Oaxac Odéz): e cioè sangue (con sequenze protosplatter), violenza e sesso; quest’ultimo previa tortura, tramite tarantole e serpenti, di prosperose fanciulle semivestite (attrici scelte dopo adeguato provino “sui generis”)….
Ovviamente si tratta di un inedito cinematografico nel nostro Paese, ma che trova diffusione (in data 2 marzo 1998) via satellite sull’ora estinta Tele + , accompagnato da un’altra manciata di pellicole (Il Risveglio della Bestia e Lo Strano Mondo di Zé do Caixão).
Al suo fianco, su Rai 3, qualche mese prima il buon Ghezzi (Fuori Orario) aveva inserito nel palinsesto Questa Notte mi Incarnerò sul Tuo Cadavere (il seguito di A Mezzanotte Possiederò la Tua Anima).
Versioni pressoché integrali (a giudicare dal montaggio e dal sincrono tra audio e immagini) circolate con sottotitoli in italiano.
Non si contano le presenze di Marins ai vari Festival (specie verso metà anni ’90) anche italiani: ai quali lo stravagante autore si è sempre presentato con un look inconfondibile (addobbato come Zé e con unghie lunghissime, che pare non aver mai tagliato!)…
Un’ultima curiosità circa la genesi di questa mefistofelica serie: a seguito di alcune dichiarazioni del regista, pare che l’idea alla base di A Mezzanotte Possiederò la Tua Anima sia nata a seguito di un incubo ricorrente che lo perseguitava, sino a costringerne la famiglia ad invocare una sorta di stregone locale per esorcizzarlo. L’incubo aveva, come unità di luogo, un posto specifico; si svolgeva cioè sempre nei pressi di un cimitero, nelle vicinanze del quale Marins incontrava un personaggio nerovestito. Nell’avvicinare la cupa figura, il regista riconosceva la sua faccia…
Marins trovò l’ispirazione (onirica e al tempo stesso surreale, come buona parte della sua cinematografia) per il primo film horror brasiliano…
Recensione a cura di undying1







