Videodrome: torna al cinema il cult di David Cronenberg

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Scritto e diretto dal grandissimo regista canadese David Cronenberg nel 1983, il body horror Videodrome torna al cinema. Il film è stato restaurato in 4K nel 2022 da Arrow Films con la supervisione di James White e James Pearcey presso il laboratorio Silver Salt, a partire dal negativo camera originale 35mm ed elementi intermedi conservati da NBC Universal.
Restauro approvato dallo stesso David Cronenberg (Il demone sotto la pelle, Brood, Scanners).

Videodrome è in sala dal 19 settembre grazie alla Cineteca di Bologna e al suo Il Cinema Ritrovato Al Cinema, progetto che riporta sullo schermo i grandi classici della storia del cinema in versione restaurata.

Qui è presente l’elenco completo delle sale italiane che hanno in programma Videodrome dal 19 settembre in poi.

Interpretato da James Woods (C’era una volta in America, Vampires), Videodrome affronta il tema della mutazione della carne e della fusione fra tecnologia e uomo. Il film rientra nel body horror (che esplora il terrore dell’uomo di fronte alla contaminazione e infezione della carne), sottogenere dell’horror di cui David Cronenberg è ritenuto il pioniere.

Trama di Videodrome: Max Renn (James Woods), il proprietario della stazione televisiva Civic TV, partecipa come ospite a un talk show in cui incontra la speaker radiofonica Nicki Brand (Deborah Harry) e il misterioso Brian O Blivion (Jack Creley), un uomo che comunica esclusivamente attraverso registrazioni video, attraverso i quali parla dei pericoli della televisione.
Un giorno Max viene messo al corrente dell’esistenza di un programma intitolato Videodrome, uno show brutale che mostra scene di torture e violenze a sfondo sessuale. Interessato a voler aggiungere Videodrome nella programmazione di Civic Tv, l’uomo si mette alla ricerca dei produttori dello show ma finirà in un vortice di allucinazioni, omicidi e complotti governativi…

Videodrome è a tutti gli effetti il ‘manifesto’ del cinema di Cronenberg: un film paradigmatico, pluristratificato e scioccante. Sconvolgente come un’allucinazione, lucido e denso come un saggio teorico sul mondo mass-mediale in cui ci è dato di vivere. Raramente il cinema ha portato così in profondità la riflessione su se stesso, sul proprio senso, sul suo rapporto con gli altri media e con il corpo degli spettatori. […] Cronenberg riflette sull’intossicazione iconica derivata dal consumo di immagini televisive e sulle modificazioni fisiche e antropologiche che la diffusione della TV sta apportando all’apparato percettivo umano.
Videodrome ha cioè la forma inquietante di un’interrogazione problematica sulla natura riproduttiva delle immagini e sul rapporto di ambivalente fascinazione e repulsione che l’occhio umano prova di fronte ai propri sogni e ai propri incubi reificati e incessantemente riprodotti sullo schermo della TV
”.
(Gianni Canova, critico cinematografico)

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