Warlock – Il Signore delle Tenebre | Recensione film

Warlock – Il Signore delle Tenebre | Recensione film

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Warlock-il-signoreStato del Massachussets, anno di grazia 1691. Un uomo viene giudicato colpevole di atti di stregoneria e complicità col demonio, quindi condannato al rogo. Ma un evento straordinario giunge a salvare l’eretico: una nube anomala lo avvolge e lo catapulta in avanti di tre secoli. Il cacciatore di streghe Giles Redfern, che lo aveva catturato, lo insegue nell’insolita e pericolosa avventura. A trovare l’emissario del diavolo sarà Cassandra, una ragazza che vive sotto lo stesso tetto con un omosessuale. Sarà proprio quest’ultimo a subire le attenzioni poco amichevoli di Warlock, la reincarnazione terrestre del maligno. Fuggito dalla casa, raggiunge il negozio di una medium e, tramite le sue capacità, scopre che il suo compito è quello di recuperare alcune parti della “bibbia del diavolo”, andate perdute nei secoli. Ma Giles giunge nel XX° secolo per riportare Warlock nel suo tempo e giudicarlo per i suoi crimini. Sarà proprio Cassandra, condannata all’invecchiamento precoce da un’assurda maledizione lanciatagli dallo stregone, ad aiutare il cacciatore “temporale” nella sua battaglia contro il male…

Un cultore di cinema horror rimane interdetto di fronte ad una pellicola del genere. Steve Miner è un valido regista, autore di titoli piuttosto importanti e ben riusciti (Chi è sepolto in quella casa, Venerdì 13 parte 2 e 3), ma stavolta è difficile giudicare una storia interessante, ma sceneggiata confusamente, utilizzando attori poco carismatici e con un uso limitato degli effetti speciali (alcuni sono davvero di qualità scadente). Se uniamo il fatto che il doppiaggio in lingua italiana è piuttosto penoso e che le battute “divertenti” sono degne di un b-movie, il risultato finale non può essere troppo appetibile per chi mastica cinema ogni giorno. È un peccato perché il soggetto iniziale non era malvagio ed un attore come Julian Sands poteva essere impiegato sicuramente meglio: la parte dello stregone sarebbe calzata bene, se non lo avessero ridotto alla stregua del mago di Oz… Peccato.

Recensione di Maxena

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