Blood Sucking Freaks | Recensione film

Blood Sucking Freaks | Recensione film

DVD horror extreme TetroVideo

bloodsucking-freaksUn illusionista (Master Sardu / Seamus O’Brien) imbastisce un macabro spettacolo teatrale incentrato su scene di tortura e violenza (esplicita) commessa su “modelle” giovani, nude ed indifese.
Il pubblico pagante può così sanare il suo appetito di sadismo.
La questione si pone solo quando, aldilà degli strani discorsi dell’illusionista formulati mentre è intento ad amputare, recidere ed operare su urlanti fanciulle, un gruppo di “modelle” è costretto a subire angherie ed ingiurie di ogni sorta: sino all’estremo limite di doversi cibare con i resti di altre vittime.
E tutto con il supporto di un deviato medico (Ernie Pysher) e di alcune compiacenti assistenti del sadico illusionista.
Dove inizia (e dove finisce) l’incubo?
E’ quello che tenta di stabilire uno svanito indagatore di nome John Tucci (Dan Fauci), sino ad arrivare alla conclusione che la realtà –spesso- è molto peggiore della fantasia!

Curioso regista questo Joel M. Reed, che nello stesso anno gira anche Blood Bath, salvo ritornare sul tema horror solo nel 1981 con Night of the Zombies… poi scompare nel nulla sino al 2006, dove lo ritroviamo nei panni di produttore del sequel (in cantiere) Blood Sucking Freaks 2.
Ma -per tornare alla perla in questione- si sottolinea l’efficace risultato di questa incredibile realizzazione incentrata sullo splatter più gratuito ed esaltata dalla rappresentazione di sequenze porno horror tout court: come quella che vede un sadico lanciare freccette su un sedere femminile dipinto a mò di “centrino”…
La violenza del film è talmente accentuata da risultare, a conti fatti, risibile ed inverosimile: generando –in più contesti- l’ilarità involontaria.
Ad ogni modo l’opera, gustosissima nel suo delirio visivo – e in un certo senso riuscita sul piano tecnico- fu al centro di una serie di polemiche esplose allorchè un gruppo di femmiste ci intravide (fors’anche giustamente) un fondo di maschilismo piuttosto gagliardo.
L’accanimento “femminista” (forse) è anche stato dettato da uno dei titoli alternativi del film che, giocando con l’acronimo T.I.T.S. (The Incredible Torture Show), allude al contenuto “carnale” (e vero centro delle pulsioni violente) di cui la storia è, a suo modo, infarcita.
Dei film distribuiti (e non prodotti) dalla Troma di Lloyd Kaufman questo rappresenta forse la punta di diamante: anche perchè la forzatura di dialoghi surreali e metaforici, l’interpretazione alticcia dell’illusionista e la presenza abbondante di fanciulle (generalmente in “carne”) sottoposte a “sodomie” mentali di ogni sorta (e culminanti nella soppressione fisica) lo rendono un inclassificabile e sbronzo peregrinare (dello sbalordito spettatore) nei labirinti abbaglianti del mondo onirico e del delirio. In quel limbo “pervertito” e corruttore dei più nobili istinti, qua redenti al maligno, ma in una forma talmente innocua ed emancipatoria da rasentare l’orgasmo.
“Fai ciò che più ti piace” recitava un passaggio della Bibbia Nera di Anton La Vey… ma fallo col male, sembra essere il consiglio del film…
Attenzione alle inquietanti immagini dove una sega recide carne ed ossa –davanti ad un pubblico in delirio- ad una recalcitrante (e te lo credo!) fanciulla: fastidiosa, quanto essenziale, summa dell’intero clima del film…

Recensione di Undying1

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