La croce dalle sette pietre | Recensione film

DVD horror extreme TetroVideo

la-croceAd un impiegato di banca viene rubata una croce che gli permette di non diventare un uomo lupo nelle notti di luna piena. Nel cercare di recuperare la preziosa collana, dovrà combattere contro la camorra.

Opera unica (in tutti i sensi) di Marco Antonio Andolfi.
Indubbiamente è il peggior film horror italiano di sempre, ben peggio de Il bosco 1, spesso considerato (ed anche a torto) il portabandiera del trash nostrano.
Prodotto con finanziamenti statali, è un calderone di generi, dal sadomaso all’horror di basso livello, dall’ erotico al mafia movie.
E’ molto lento e sconnesso, con una recitazione generale davvero penosa e dilettantesca, sebbene compaiano alcuni attori noti, come Mitchell, Belle ed Ardisson.
Gli effetti speciali non possono nemmeno venir definiti come tali: l’uomo lupo è meno realistico di un costume di carnevale per bambini e Satana pare anche lui un licantropo.
I dialoghi spesso ci regalano momenti involontariamente comici con parlate in napoletano, e le scene di sesso non mancano, come l’orgia sadomaso di inizio film, che è un buon incipit per il trash che si sta per vedere.

In Giappone ha avuto un buon successo (!) con il titolo Talisman (ed allungato con delle inutili scene di guerra prese da telegiornali).
Andolfi (che di questo “capolavoro” è regista, protagonista – così si sollazza lui ignudo con le altre attrici – sceneggiatore, curatore degli effetti speciali) ha anche recitato nell’amatoriale Sick-o-pathics, introvabile horror ad episodi del 1996 e nel mediometraggio di Luca Ruocco, Jekyll/Hide, in un doppio cameo.
Nel 2007 torna alla regia con Riecco Aborym, seguito del suo film capolavoro. Tuttavia, questo mediometraggio (dura poco più di venti minuti) non è così trash come il predecessore e delude molti suoi fan.

Il dubbio che il regista abbia avuto intenzione di realizzare non un cult, ma Il Cult dei trash horror è davvero forte. Se fosse così, Andolfi sarebbe il vincitore assoluto.

Recensione di Zick

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