Magic – Magia | Recensione film

Magic – Magia | Recensione film

DVD horror extreme TetroVideo

magic-locandinaCorky Withers (Anthony Hopkins) è un ventriloquo di grande successo. Quando sta per avere un contratto molto ricco decide di fuggire e di trovare pace “nel passato”, presso la donna che ha sempre amato.
Con lui c’è il pupazzo Forca.
Tra Forca e Corky c’è un rapporto ambiguo, particolare.
Corky è timido, pauroso, incapace di affrontare la vita. Forky è l’esatto opposto: sboccato, furbo, privo di qualsiasi paura.
Gli istinti nascosti di Corky trovano appagamento tramite il pupazzo, privo di limiti e disposto a tutto.

All’interno del filone horror dolls movie c’è una sottocategoria nata con l’episodio diretto da Alberto Cavalcanti nel 1945 dal titolo Il pupazzo del ventriloquo.
Fonte di Cavalcanti era stato il melodramma Il grande Gabbo del 1929.
Si risale quindi fino alle radici del cinema, perché il personaggio del ventriloquo ben si presta ad un’analisi di tipo psicologico, con una possibile doppia personalità alquanto accesa, e con i suoi effetti spesso nefasti verso sé e verso gli altri.

Magic, infatti, più che un vero horror, è un thriller psicologico, che dopo una prima parte alquanto descrittiva diventa ricco di tensione, di un fascino che sarebbe stato molto più evocativo con la scelta del bianco e nero come colori.
Pochi sono i comprimari, ma tutti ben delineati.
Sullo sfondo un lago ed un bosco solitari come la mente di Corky, ormai affossata nei suoi confini e del tutto pronta a sfoderare tutta la sua pazzia.
Il finale è poeticamente macabro, in particolare con l’ultimo scambio di battute tra i protagonisti.

Pin – Chi c’è in fondo a quella scala… ed, in misura minore, Dead Silence, hanno debiti verso Magic.
Le musiche sono un ottimo supporto alla storia.
Un giovane Anthony Hopkins era già con pochi capelli: infatti porta un parrucchino.

Recensione a cura di Zick

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