Hostel | Recensione film

Hostel | Recensione film

DVD horror extreme TetroVideo

hostelPaxton (Jay Hernandez) e Josh (Derek Richardson) sono due giovani americani che stanno girando l’Europa, alla ricerca di facili avventure. Nel loro tragitto fanno la conoscenza di Oli (Eythor Gudjonsson), un inglese incontrato nel loro peregrinare: persuasi dall’idea che le giovani ragazze del luogo siano tanto belle quanto disponibili, i ragazzi giungono in uno strano ostello di una vecchia e sperduta localita slovacca…
In realtà le bellezze locali sono al servizio di un’organizzazione che, mediante offerta via internet, procaccia vittime: vendute ad un prezzo abbordabile e pronte per essere sottoposte a torture, sino alla morte…

Eli Roth (Cabin Fever) torna a dirigere un film.
Questa volta, suggestionato da alcuni siti web a carattere “illecito” (non v’è certezza del fatto che la storia sia vera o-invece- frutto di campagna promozionale), il giovane regista trova appoggio in Quentin Tarantino che lo esorta a portare sugli schermi una vicenda tetra e spaventosa, vagamente (per alcune sequenze) memore di Saw- L’Enigmista.
Hostel, vede alcuni personaggi (assassini) agire con una inquietante maschera modellata sulla sembianza di un animale cornuto e spaventoso (e che richiama alla mente il killer di Motel Hell).
La qualità dell’operazione è garantita, oltrechè da un plot di certo interesse, dagli effetti speciali a cura del KNB Group di Greg Nicotero (basterà ricordare i risultati, in termini di effetti speciali, conseguiti nell’incredibile La Terra dei Morti-Viventi) e dalla co-produzione di Scott Spiegel artefice del buon remake -aggiornato ai nostri tempi- dal titolo 2001 Maniacs.
Si sa che alcuni tagli sono stati fatti su scene di nudo (che nella prima parte del film abbondano) e che saranno reintegrati nella versione DVD del film, assieme ad un finale -alternativo- crudissimo, che gli stessi Tarantino e Scott Spiegel (co-produttore amico di Raimi e già regista di Intruder) hanno optato per eludere.
Breve cameo di Takashi Miike, per un film che ha sollevato diverse polemiche per via di alcuni contenuti di carattere “razzista” e per la forte dose di violenza, che ha spinto la distribuzione ad optare per due tipi di distribuzione: compresa una finalizzata ad abbasarne il divieto ai minori di anni 14 e ricca di tagli…

Recensione a cura di Undying1

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