Rats – Notte di Terrore | Recensione film

Rats – Notte di Terrore | Recensione film

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rats-notte_di_terroreEsplosioni di bombe atomiche hanno obbligato gli uomini superstiti a rifugiarsi nel sottosuolo.
Alcuni di loro dopo qualche anno sono tornati in superficie, iniziando una vita “primitiva”.
Agli inizi del XXIII secolo una banda di motociclisti, discendenti di questa fazione, giunge in una città dove trovano un enorme palazzo abbandonato.
Al suo interno c’è cibo, acqua e molti fastidiosissimi topi, feroci e crudeli.

La pellicola viene accreditata a Vincent Dawn alias Bruno Mattei ma in realtà il grosso del lavoro (non solo di sceneggiatura) venne realizzato da Claudio Fragasso.
Rats è un post-atomico volutamente scanzonato, a suo modo simpatico, che come molti altri prodotti di quel periodo doveva essere facilmente commerciabile.
In effetti conserva tutt’ora quel fascino da cinema bis che costituisce la sua natura.
Come molti horror di Fragasso un contributo di un certo peso è da ricercare nella macchina da scrivere di Rossella Drudi (nemmeno lei accreditata): il finale, riuscito anche se un po’ telefonato da qualche dialogo precedente, è indimenticabile.

Uno spirito molto artigianale pervade l’ossatura del film, ricca di diverse trovate di un certo peso che hanno sempre come protagonisti i veri mattatori del film: i topi.
Malvagi, senza freni: cadono dall’alto, arrivano dal basso, penetrano in ogni luogo possibile (come Patrick vive ancora ha insegnato…).
I topi tanto odiati dagli uomini sono la gran metafora del film, così come lo spazio: l’alto ed il basso, il sottosuolo e la superficie, l’evoluzione e l’inferiorità.
Solo che il tutto è tirato un po’ troppo per il lungo: i tempi morti sono evidenti.
La recitazione generale, inoltre, è modesta.
Il budget molto basso non dà merito alle spavalde idee di base.

I topi sono i veri padroni, come gli zombi lo sono nei film di Romero.
Non manca un certo erotismo alla Mattei nella prima parte del film.
Ci sono un paio di leggende collegate o collegabili al film. La più famosa è che molte cavie da laboratorio usate per la pellicola sono davvero scappate per le strade di Roma.
L’altra è che l’attrice Geretta sia in realtà un uomo…
“Nessun problema” direbbero gli affamati topi contro il genere umano. Loro non fanno discriminazioni.
Qualche buona scene splatter non manca, ottime le musiche.

Recensione a cura di Zick

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