Creepshow | Recensione film

DVD horror extreme TetroVideo

CreepshowBill (Joe King) è un ragazzino attratto da riviste a fumetti horror, mentre il severo padre Stan (che sfoglia invece giornali con donnine nude) lo rimprovera continuamente… Quando uno degli ultimi acquisti di Bill (in stile E.C. Comics anni ’50) a base di racconti macabri viene gettato dal padre nel cestino, il personaggio che introduce le storie (Creepy) prende vita e si manifesta a Bill, invitandolo a vendicarsi…
Creepy presenta quindi i cinque racconti contenuti nell’albo.

Nel primo, Fathers Day, si assiste alla vendetta di un anziano misantropo e lunatico che è stato ucciso dalla figlia Bedelia Grantham (Viveca Lindfors) nel giorno della “festa del papà”, a vantaggio di una perfida genia di eredi. Dopo sette anni, nel giorno di festa dedicato, appunto, al papà, mentre Bedelia è intenta a “meditare” sulla tomba del genitore, questi si manifesta sottoforma di “morto vivente” che reclama la meritata torta…
The Lonesome Death of Jordy Verrill è invece la storia di Jordy (Stephen King), un demente contadino che, testimone della caduta di una strana meteorite, si appresta a recuperare il reperto “spaziale” immaginando di venderlo a qualche scienziato. Ma quando l’effetto di uno strano contagio si manifesta, Jordy comincia a subire una metamorfosi inquietante…
In Something to tide you over, Richard Vickers (Leslie Nilsen), dopo avere scoperto il tradimento della moglie Becky (Gaylen Ross) con Harry (Ted Danson), architetta una vendetta “diabolica”: con uno stratagemma conduce Harris sulla sua spiaggia privata, dove ha scavato (nella sabbia) una fossa; dopo aver costretto, sotto minaccia, Harry a gettarsi all’interno della buca, Richard lo seppellisce vivo, lasciando all’esterno solo la testa. Mentre la marea produce l’innalzamento del livello dell’acqua, il vendicativo marito riprende (con telecamera) il supplizio che, parallelamente, ha inflitto anche alla moglie. Ma lo spettacolo che si sta godendo Richard (coronato da urla e gemiti di pietà delle povere vittime) ha breve corso… qualcuno, difatti, si sta avvicinando alla casa dell’uxoricida e ha parvenze spettrali, per non dire “zombesche”….
Il rinvenimento di una misteriosa cassa (The crate) datata 1874, nel sottoscala di una Università si rivela, per il Professor Henry Northrup (Hal Hoolbrok) illuminante. All’interno, proveniente da una spedizione artica, è rinchiusa una feroce creatura che si ciba di quanti (per curiosità o per circostanza) si avvicinano alla cassa… Henry, vessato da continue umiliazioni da parte della consorte Wilma (Adrienne Barbeau), architetta un piano per eliminare la moglie, conducendola nel sottoscala, dove dimora la feroce creatura…
In They’re creeping up on you ci viene presentato Upson Pratt (E.G. Marshall): un ricco e spietato speculatore che opera nel mercato finanziario, gettando sul lastrico imprenditori indebitati e rilevandone le proprietà. Ma Pratt è anche profondamente misantropo e maniacalmente igienista: vive infatti isolato in un ambiente asettico, e preclude ogni contatto umano. La presenza di scarafaggi nel suo lussuoso (ma deprimente) palazzo lo induce a chiamare la disinfestazione. Nel frattempo, riceve la telefonata della moglie di Castonmeyer, una delle sue ultime “vittime”, che si è uccisa a causa del tracollo finanziario indotto da Pratt. La donna, dopo essere stata ulteriormente denigrata dallo sprezzante igienista, lo “maledice”… Quella notte un black out investe la città e Pratt, rimasto solo e al buio, comincia a notare che le blatte sono, in numero crescente, presenti in ogni anfratto e persino nel cibo…
Quando si chiude il quinto racconto, assistiamo alla cornice finale di Bill che, dopo aver ordinato una bambola voodoo, si vendica sul padre…

Creepshow rappresenta un felice esempio di riuscito connubio tra regista (Romero) e scrittore (King). Il film è orientato su un tipo di horror macabro, ma venato da un fondo di ironia che ne esalta le qualità. I racconti sono prettamente in tema con lo stile dei famosi fumetti E.C. Comics anni ’50 che, per qualche anno, infestavano le edicole americane, facendo la gioia dei giovani adolescenti (tra i quali gli stessi Romero e King)…
Quello che fa di Creepshow un buon esempio di horror ad episodi è lo stile quasi baviano da fumetto (con prevalenza di colori rosso, verde e blu), l’uso appropriato dello split screen, un’ottima sceneggiatura ed interpreti molto calati nella loro parte. Se aggiungiamo che le storie presentano una morale di fondo (apparentemente banale), che gli effetti sono curati da Tom Savini e che la splendida colonna sonora (opera di John Harrison) a base di pianoforte cala l’atmosfera in un mondo “fantastico”, è facile capire l’alone di culto di cui il film è circondato.
Il macabro personaggio che presenta gli episodi è circolato in riduzione fumetto anche in Italia come Zio Tibia (e ha goduto di una fugace fama in veste di presentatore di film horror su emittente privata, nei primi anni ’90)…
Nella versione italiana circolata in sala, manca il secondo episodio (in effetti quello meno riuscito), reintegrato per l’edizione home video dall’esperto di cinema “fantastico” Giovanni Mongini (all’epoca curatore del negozio Profondo Rosso -ora chiuso- dislocato a Ferrara).
Oltre alla divertente interpretazione di Stephen King (nel ruolo di Jordy Verrill), si segnala che Tom Savini riveste i panni della “creatura” rinchiusa nella cassa (e di uno spazzino nella chiusa del film) e che il figlio stesso di King, Joe, interpreta Billy (il bambino del prologo)…
Curiosa la presenza di Hal Holbrook e Adrienne Barbeau, che ricalcano uno stesso set dai tempi di The Fog di John Carpenter. Tom Atkins (il padre di Bill nel prologo) in quell’anno interpreta un ruolo consistente nel film di Tommy Lee Wallace: Halloween 3… Gaylen Ross (Becky nell’episodio Something to tide you over) è nota ai cultori dell’horror per la sua interpretazione in Zombi, altra pietra miliare dell’horror, sempre diretta da George A. Romero.
In fase di stesura della sceneggiatura era previsto, al posto del 5° episodio, il racconto The Cat from Hell sempre di King. A causa di problemi di budget la storia è stata recuperata ne I delitti del gatto nero – Tales from the Darkside (1990) di John Harrison…
Analoga sorte per l’episodio dell’autostoppista, finito poi in Creepshow 2
Un capolavoro del cinema dell’orrore ad episodi, imprescindibile per ogni amante del genere e che riflette un modo di fare (e intendere) il cinema horror (americano) ormai dileguato e dissipato da una corrente “perbenista” e orientata alla diffusione via cavo…

Recensione a cura di Undying1

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