Neroanimale – Fiori d’arancio antracite | Recensione libro

Neroanimale – Fiori d’arancio antracite | Recensione libro

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neroanimale“Si vedeva bene dalla finestra sul retro, quella proprio sotto il cartellone della Coke Light, nel vicolo stretto fra due casoni e il cemento biancastro di farina e piume piovute chissà da dove, arrivata trillando come un ubriaco danzante di un bianco impalpabile si era posata su quel ciuffo d’erba spuntato tra l’asfalto e una pozza d’olio, dispettoso e insignificante intruso nel blu cobalto del catrame.” Un altro assaggio: “Si alzò e le prese il viso fra le mani sollevandolo… i suoi occhi… no… non era possibile… ebbe uno scatto… i suoi occhi ardevano come fuochi fatui… incenerivano l’anima… fiamme come serpi, senza coscienza, unico combustibile il tempo… un demone risvegliato dall’alcova…”

Neroanimale parla da sé. E’ un’antologia di racconti del tutto particolare che, a discapito delle sue 78 pagine, non si presta ad essere letta tutta d’un fiato. Il rischio sarebbe quello di perdersi ciò che la rende davvero interessante.
Le trame sono per lo più accattivanti ed estremamente eterogenee, subiscono l’influsso dei grandi autori del passato, da Poe a Lovecraft, ma conservano una loro spiccata originalità. Si va dall’orrore quotidiano a quello soprannaturale, che viene comunque puntualmente inserito in un contesto sociale concreto e realistico. Giocano un ruolo di prim’ordine sogni, reminiscenze e visioni ancestrali, anche se non manca un pizzico di sana truculenza di sapore barkeriano.
Ma non è questo il tratto saliente di Neroanimale. Ciò che ne fa un libro a sé è lo stile di Marangoni, poeta ancor prima che narratore. Praga, Rimbaud, Baudelaire, Dylan Thomas: è dai loro scritti che l’autore trae le frequenti citazioni che aprono i suoi racconti, racconti caratterizzati da uno stile personalissimo e di non sempre facile lettura, a metà fra prosa e poesia, fra classicismo e scapigliatura. A volte Marangoni sembra perdersi nelle ampie volute dei propri pensieri: trasportato da un istintivo gusto della parola, pare dimenticarsi della sintassi, dando vita a periodi interminabili e molto elaborati. Altre volte sceglie di essere rapido e bruciante, lasciando consapevolmente da parte ogni formalismo. Altre ancora si appoggia ad uno stile più tradizionale, senza mai però rinunciare ad un tocco di genuina creatività.

Un “quasi” esordio questo (il racconto Le ceneri, presente anche in questo volume, è già apparso sull’antologia Visioni Infernali, Edizioni G.Ho.S.T., Torino) certamente degno di nota, ma soprattutto carico di promesse che ora sta al giovane autore, classe 1979, rispettare.

Edizioni Il Foglio – Coll. Autori Contemporanei Narrativa – pag. 78 Prezzo € 7,00

Recensione a cura di Marco Zolin

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