Resident Evil 4 | Recensione videogioco

Resident Evil 4 | Recensione videogioco

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residentevil4La trama è leggermente diversa dagli altri capitoli della saga, anzi si discosta dalla classica “Sopravvivi agli Zombie che hanno invaso Racoon City per colpa della Umbrella”, ma mette Leon nei panni del cavaliere che deve salvare una dolce pulzella dalle grinfie del cattivo di turno. La giovine donna da salvare è la figlia del Presidente degli U.S.A. e il cattivo questa volta è il capo psicopatico di una setta che ha deciso di nascere nel centro Europa. Ovviamente Leon deve sbrigarsi a salvare la figlia del suo Capo di Stato, per evitare che questi “terroristi” possano creare scompiglio. Ma sin dalle prime battute del gioco di certo non riceve una calorosa accoglienza, anzi, sembra proprio che siano tutti incazzati con i turisti. Facendosi strada tra i vari nemici, cosa che ci permette di lasciare una cospicua striscia di cadaveri lungo la strada.

Durante i primi capitoli riusciamo a trovare Ashley Graham (la figlia del Presidente) chiusa in una sorta di chiesa, dedita al culto di queste Plaguas, che si scoprirà poi essere una specie di creatura capace di comandare le menti del Pueblo, i nemici “base” di questo capitolo, che vanno a sostituire gli zombie. Ovviamente la ragazza rimane con noi per veramente poco, mentre noi finiamo in compagnia di un certo Luis Sera, un ex poliziotto della polizia di Madrid, che sta indagando proprio sulle Plaguas, che incontreremo per alcuni capitoli, ma farà una brutta fine alla fine del terzo. Dopo la fuga dalla chiesa, la perdita di Ashley e la morte del capovillaggio, di cui acquisiremo l’occhio (dopo aver avuto uno scontro non semplice con lui) si arriva ad un castello, il maniero di uno dei cattivi più stronzi, antipatici e bastardi della storia dei Videogames (a parer mio, quel nano fottuto lo odiai e lo odio tutt’ora).

Il castello è la magione di un tappo vestito di azzurro chiamato Ramon Salazar, un altro dei pochi Luogotenenti del cattivo principale, Lord Saddler. Il bastardo è affetto da nanismo, da invecchiamento precoce e da stronzaggine genetica. Nonostante tutto cerca in ogni modo possibile di eliminare Leon, fallendo ogni volta. Alla fine della giostra ci troveremo ad affrontarlo, ma non sarà più tanto piccolo e indifeso, visto che diventerà una enorme massa pulsante di qualcosa, mutato dalle Plaguas (e da un paio di sue guardie del corpo). Uno scontro non particolarmente complesso, basta piazzare i colpi nei punti giusti, ed evitare gli schiaffoni (ben più complesso quello con il capovillaggio nel fienile a mio avviso). Fatto a pezzi anche lui, ci dirigiamo insieme ad Ada Wong (che incontreremo un paio di volte durante il gioco, e di cui son disponibili alcune modalità extra che la vedono protagonista) verso l’isola fortezza di Lord Saddler, lanciandoci in un assalto One Man Army degno di Rambo, per salvare Ashley, levarci la plaguas e salvare il mondo, insomma un pomeriggio come un altro, anzi una notte come un altra.

Dopo aver attraversato la fortezza, salvato Ashley, levato le Plaguas da entrambi ed aver incontrato una nostra vecchia conoscenza di nome Jack Krauser, ex camerata di Leon e membro dei SOCOM, sarà uno dei nemici che ci farà sudare sette camicie in uno scontro veramente tosto. Sconfitto anche lui, un paio di boss marginali ci sbarreranno la strada verso in nostro caro Lord Saddler. Sconfitto anche lui alla fine, grazie all’aiuto di Ada Wong, fuggiremo con Ashley al nostro fianco, pensando che tutto sia finito…. ma è realmente così?

Ambientazione

L’ambientazione è decisamente diversa da Racoon City. L’ambientazione europea è molto pittoresca, a partire dal piccolo villaggio fino alla fortezza finale. Il castello, la miniera, rendono il gioco vario e ben caratterizzato. Un ambientazione davvero azzeccata. I dettagli non si sprecano, sopratutto all’interno del castello, che è veramente ben realizzato. La base sull’isola è l’ambientazione più tetra di tutto il gioco, con tante zone di ombra, molti nemici, alcuni punti in cui vi prenderete degli infarti grossi come un masso, e vi fuggiranno piccole corollari della bestemmia. Insomma, l’atmosfera da Survival Horror c’è tutta eccome.

Personaggi

Residen Evil è una saga famosa anche per la capacità di far amare ogni singolo personaggio con un intensità stratosferica. Ogni personaggio è ben caratterizzato, rimane impresso nell’animo del giocatore, facendoti sperare nella loro salvezza, cercando di tenerli incolumi e sperando in un lieto fine. Sfido a non versare una lacrima per Luis alla sua morte, a non gioire quando Ada aiuta Leon, o quando Leon e Ashley trovano la cura, salvandosi dalla maledizione delle Plaguas. Leon è di certo il più caratterizzato di tutti, Ashley a volte risulta più una palla al piede che un personaggio da tenere in considerazione, ed a volte ci porta al volerla morta, ma questa è una mia opinione. Ada è la femme fatale, e come tale, non si può non amarla. I personaggi da odiare son resi alla perfezione anche se devo ammettere che come nemico Krauser è il più carismatico, con quello stile da supersoldato che lo rende epico. Saddler è il cattivo che tutti sognano, malvagio, senza scrupoli, folle ed esaltato. Veramente perfetti! Ma il personaggio migliore, anche se parla poco rimane e rimarrà il Mercante!
Come dice lui Welcome non lo dice nessuno!

Armi

Le armi in Resident Evil ricoprono un ruolo importante, e sono tante, di ogni tipologia e tutte potenziabili. L’unica arma base rimarrà il coltello per ovvie ragioni, mentre le pistole, i fucili, la mitraglietta e le Magnum (che sono più cannoni portatili che pistole) saranno potenziabili, aumentandone la potenza di fuoco, il rateo, la grandezza dei caricatori e la stabilità! Armi segrete saranno sbloccate in caso si concluda il gioco in Esperto (cosa ardua ragazzi fidatevi). Mentre Arco e Balestra saranno utilizzabili rispettivamente da Krauser in modalita Mercenaries e la balestra da Ada Wong, in Separated Ways. Alcune armi saranno più utili di altre, quindi scegliete bene dove spendere le vostre pesetas, in base al vostro stile di gioco!

Gameplay: è un Resident Evil, con nemici più veloci ed intelligenti (a difficoltà elevate almeno!). Buona rigiocabilità, non è mai noioso, gli enigmi sono ben fatti e non sono troppo semplici, mentre le sparatorie daranno di certo un tocco di ansia in più, dovuto al sistema di mira, che ci costringerà a stare fissi in un punto, ruotando solo lo sguardo! Fantastico!

Conclusione:

Resident Evil 4 è un capolavoro del panorama Videoludico. Mette paura quando deve, la tensione è usata come si deve, doppiaggio perfetto, i suoni sono impeccabili e la rigiocabilità è alta, per sbloccare tutte le armi! Nemici indimenticabili, storyline perfetta, ambientazione innovativa, un nuovo orrore da sconfiggere! Mossa coraggiosa che ha dato un degno seguito a RE Nemesis! Da giocare assolutamente!

 

Recensione a cura di BloodBullet

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