Intervista a Francesco Basso, autore di Lucio Fulci – Le origini dell’Horror

Intervista a Francesco Basso, autore di Lucio Fulci – Le origini dell’Horror

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francescoDarkVeins si sofferma su Francesco Basso, scrittore e giornalista pubblicista di Arma Taggia, e sulla sua opera: Lucio Fulci – Le origini dell’Horror. Questo libro si discosta dagli altri realizzati sul celebre regista romano nel corso degli anni per la profonda analisi effettuata dall’autore. La lunga riflessione di Basso infatti abbraccia l’intera filmografia fulciana includendo tutti i generi di cui egli ha saputo essere sempre all’altezza. L’ammirazione che questo promettente scrittore nutre per Lucio Fulci gli ha permesso di identificare e di tracciare con dovizia di particolari un filo conduttore di stampo horror che serpeggia in tutti i titoli del grande regista.
Ma ora vediamo un po’ da vicino chi è questo giovane autore.

A: Chi è Francesco Basso?

B: Grazie mille dell’intervista. Ho 28 anni, sono di Arma di Taggia e mi sono laureato lo scorso dicembre 2012 in Lettere e Filosofia Dams con una tesi su Lucio Fulci. Sono giornalista pubblicista e collaboro con il mensile di Sanremo ‘L’Eco della Riviera.

A: Cosa ti ha spinto a svolgere la tua tesi di laurea su Lucio Fulci?

B: Mentre scrivevo la tesi il mio primo pensiero non era la tesi ma il libro. L’ho scritta pensando proprio alla sua pubblicazione, volevo pubblicarla a tutti i costi. Una tesi proprio su Fulci perché è un grande del cinema, ha affrontato tutti i generi e lo ha fatto sempre con il suo stile. Ho conosciuto il mio editore Gordiano Lupi de Il Foglio Letterario alla Fiera del libro di Imperia nel giugno del 2012, gli parlai della mia tesi, che all’epoca ero solo a poche pagine. Fu molto contento per una futura pubblicazione, che poi è stata.

A: Hai pubblicato la tua tesi di laurea col titolo Lucio Fulci – Le origini dell’Horror. Cosa rende questo libro diverso dagli altri testi sul regista romano?

B: Questo libro è diverso perché dà una chiave di lettura dell’opera di Lucio Fulci del tutto inedita. Analizzo i film pre horror che vanno dal ’66 (Tempo di Massacro) sino al ’79 (Sella d’Argento) e ricerco in queste pellicole le origini dell’horror della poetica fulciana, allacciandomi a pellicole come Zombi 2 e L’Aldilà che sono riconducibili, secondo la mia versione, a pellicole come Zanna Bianca e Beatrice Cenci.

A: A chi si rivolge e a chi consiglieresti la tua opera?

B: A chi ama Fulci, a tutti gli amanti dell’horror e chi non conosce abbastanza questo regista straordinario oppure vuole avere un’altra chiave di lettura della sua opera.

A: Come definiresti questo tuo lavoro?

B: Definirei il mio lavoro come molto personale e sentito. Sentito perché Fulci è un regista che amo e che mi ha segnato nel profondo. Ho dato davvero me stesso e ne sono molto contento.

A: Fulci è stato definito un “cineasta completo” o, come lui stesso si è definito, un “terrorista dei generi”. Secondo te cos’hanno in comune i diversi generi cinematografici che ha esplorato?

B: Provocatoriamente nel libro io vado contro la definizione ‘Terrorista dei generi’, perché in realtà Fulci non ha perseguito dei generi, ma è lui stesso un genere. E’ lui la bomba che fa esplodere il genere e lo ricostruisce a sua immagine. Se prendiamo ad esempio i western che fece, ebbene, cosa hanno in comune tra loro? Niente. Molti critici esaminano Fulci secondo generi, tipo ha fatto western, e allora parliamo del Fulci Western, ha fatto thriller e allora parliamo del Fulci thriller. Niente di più inesatto. Fulci è legato ad ogni pellicola, indipendentemente dal genere, ogni suo film è molto riconoscibile e ha collegamenti con pellicole apparentemente insospettabili. Ma sto svelando troppo, quindi se siete curiosi, mi raccomando, leggetemi.

A: Se Lucio Fulci fosse vivo e avessi la possibilità di fargli una domanda, quale sarebbe?

B: Oltre a chiedergli cosa ne pensa del libro gli direi che è un grande!!! e gli chiederei se posso fare un film con lui. Avrei davvero voluto conoscerlo…

A: Di quale suo film avresti voluto firmare la sceneggiatura?

B: Non è retorica, ma li avrei voluti firmare tutti.

A: Quali sono i migliori e i peggiori film di Fulci?

B: Il mio preferito è I quattro dell’apocalisse, straordinario. Mi piacciono anche L’Aldilà, All’Onorevole Piacciono le Donne, Beatrice Cenci, Non si Sevizia Un Paperino e molti altri. Credo che i più violenti e i più shoccanti siano Lo Squartatore di New York e Quella Villa Accanto al Cimitero. I peggiori per me fondamentalmente nessuno. A me non è piaciuto particolarmente La Casa degli Orologi, ma non perché sia girato male, ma perché i personaggi erano tutti cattivi: senza neanche un buono non riesco a immedesimarmi (non è sempre così).

A: Qual è il genere che più lo rappresenta?

B: Lui a mio parere dal ’66 sino a tutta la sua carriera, un genere solo lo caratterizzerà più di ogni altra cosa: l’horror. L’horror la farà da padrone, c’è horror nei due Zanna Bianca come in Dracula in Brianza e in La pretora. Quindi Fulci è Horror, il che non vuol dire che sia esclusivamente gore ma tutt’altro. Le sfumature dell’horror sono molteplici e Fulci le tocca tutte rielaborandole ef acendo un genere a sé. E’ Fulci un genere a sé.

A: Anche tu pensi che la trilogia della morte del “Poeta del macabro” sia un valido ed ineguagliabile esempio di cinema horror?

B: Sì. Ineguagliabile, esaudiente e irripetibile. Poesia allo stato puro e in chiave horror, Fulci è stato davvero un innovatore e un esteta. Un artista visivo che a mio parere ha precorso il digitale. Utilizzava dei piani sequenza della paura, senza scatti. Basti vedere in Paura nella città dei morti viventi, il trapano che trafigge Giovanni Lombardo Radice. La scena è senza stacchi, gli effetti sono artigianali e la spettacolarità è tanta. Col digitale oggi è facile riprodurre scene senza stacchi, lui riusciva a farlo senza digitale e con grande maestria e con tanto realismo.

A: Fai un breve commento su: Paura nella città dei morti viventi, …E tu vivrai nel terrore! L’aldilà, Quella villa accanto al cimitero.

B: Paura è molto splatter, memorabile la scena degli intestini vomitati, molto bella anche l’atmosfera alla Lovecraft, dove la nebbia l’ombra la fanno da padrone. L’aldilà è bellissimo, Emily è grandiosa e tutta la sceneggiatura, il libro maledetto, le porte dell’inferno, sono elementi fantastici e spettacolari. Quella villa è quello più pauroso dei tre, quello più claustrofobico e il più pessimistico

A: Fulci a parte, chi salveresti tra i registi del vecchio horror italiano?

B: Sicuramente Mario Bava, Dario Argento, Pupi Avati, Sergio Martino, Ruggero Deodato, Umberto Lenzi, Enzo G. Castellari and more…

A: Cosa ne pensi del panorama letterario horror italiano? Quali sono per te le migliori leve?

B: Sul piano letterario spero prima o poi di ‘emergere’ nel senso che ho fatto dei romanzi brevi horror che spero di pubblicare al più presto. Sono horror surreali. In Italia Tiziano Sclavi ha dato molto alla letteratura horror, sia con i suoi libri, sia con le sue storie di Dylan Dog, memorabili e fantastiche. Marco Vallarino è un bravo autore che oltre ad aver pubblicato, ha scritto un’avventura testuale horror: Darkiss! Il bacio del vampiro.
Oggi come oggi un autore italiano che si avvicina all’horror, di per sé è un grande perché secondo me è con l’horror che puoi dire qualcosa e puoi anche cambiare qualcosa.

A: E di quello cinematografico horror attuale? Quali sono secondo te i migliori registi di oggi?

B: Federico Zampaglione a me piace molto. Tulpa è stupendo e la suspense che riesce a infondere è eccezionale, anzi secondo me era superiore anche alla violenza che c’era.
Lorenzo Bianchini, Francesco Mirabelli e Roberto Albanesi and more.

A: Solitamente prendi parte ai concorsi horror letterari banditi dai siti web?

B: Sì, a volte sì. Mi piacciono le storie a tema, mi permettono di creare nuove storie e mettermi in gioco. Ho provato anche concorsi fantasy ma riesco a esprimermi di più con l’horror.

A: Com’è nata la tua collaborazione con Gordiano Lupi?

B: Incontrai Gordiano alla Fiera del Libro di Imperia, mentre lavoravo alla tesi. Lo conoscevo già per il suo scritto Lucio Fulci Filmare la Morte, quindi ero molto contento di incontrarlo. Mostrò subito interesse per la mia tesi e sono molto contento di aver pubblicato con lui, mi sta dando modo di farmi conoscere, partecipare a convegni, conoscere persone nuove. Grande Gordiano! Lo ringrazio davvero tanto.

A: Quali sono i libri editi da Edizioni Il foglio che preferisci?

B: All’onor del vero ogni collana è molto bella e ben curata, il mio genere è l’horror ma devo constatare che tutte le collane sono davvero fantastiche. I libri di cinema, i saggi, i racconti, i romanzi sono tutti ben fatti e gli scrittori sono molto bravi.

A: Sei autore di diversi romanzi brevi. Ti è possibile accennarne?

B: Come pubblicazioni ho pubblicato per Skan Magazine: Failed Exorcism e Amor e Psiche. Il boia per Parole per Strada Rovereto. Per il magazine musicale Where is the Club ho pubblicato Blood Orchid, Cannibal Sound e Murder Love. Al momento non ho ancora pubblicato romanzi brevi ma ho in cantiere uno fantascientifico che è Disincanto. Un mondo parallelo in cui i robot impersonano gli attori famosi e si fanno la lotta tra loro. Poi ho scritto il Lepidrurno, Pornopopera e The New Yorker Torture. Spero un domani non troppo lontano di pubblicarli davvero tutti. Il mio sogno è essere letto, letto e letto.

A: Parlaci dei tuoi progetti futuri e dei tuoi sogni.

B: Il mio sogno è pubblicare le mie creazioni e vivere di questo. Adesso sto scrivendo una sceneggiatura per un tributo a Mario Bava, un film che lo ricordi e che lo omaggi. I registi con cui sto lavorando sono Marco e Riccardo Di Gerlando e Simone Caridi.

A: Hai mandato un video di presentazione per il programma televisivo letterario Masterpiece. Com’è andata?

B: Credo molto nella scrittura e nelle sue potenzialità. Il mio sogno è lasciare un’impronta nella storia, proprio come dico nel video di presentazione. Non mi hanno scartato perché non hanno ritenuto valido il romanzo breve, che era il Lepidrurno, ma mi hanno scartato perché possono partecipare al programma solo chi non ha mai pubblicato.
Non si può sapere ma credo che non mi avrebbero preso a priori, per tre volte ho mandato il Lepidrurno al concorso La giara d’ora Rai ma non è mai stato preso. C’è da dire che ricavarci uno sceneggiato è molto improbabile visto che c’è gente che si squarta e si distrugge, però direi che è uno scritto meritevole, almeno a me piace.

A: Cosa pensi di questa intervista?

B: Devo ringraziarti perché le domande erano davvero bellissime e spero di essere stato all’altezza, mi è piaciuto molto rispondere e parlare di ciò che mi piace.
Grazie ancora davvero tanto!!!

A: Lascia un messaggio per gli amici di Darkveins!

B: Agli amici di Darkveins dico tenete duro, vedrete che l’horror presto si riscatterà e che per l’Italia tornerà quell’era d’oro che tanto gli altri Paesi ci invidiarono e ci invidiano ancora.
Grazie a tutti voi e spero che il mio libro vi piacerà!
Aspetto vostri giudizi…
A presto e un caro e horror saluto a tutti voi!
Francesco

A: Grazie Francesco!

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