Intervista ad Alex Visani, vecchia guardia dell’horror indipendente italiano

Intervista ad Alex Visani, vecchia guardia dell’horror indipendente italiano


alexTra il marasma di produzioni indipendenti italiche il nome di Alex Visani compare sin dagli ultimi anni ’90 a firma di tantissime opere cinematografiche horror. Il regista è stato anche un punto di riferimento nel web dai primi anni del nuovo millennio, grazie all’omonimo sito che ha nutrito la cultura degli appassionati del genere con le sue recensioni.

A: Chi è Alex Visani?

B: Alex Visani è un appassionato di cinema e cultura horror a 360°. Ecco credo che questa sia la definizione che mi descrive alla perfezione. Se poi scendiamo un po’ nello specifico allora posso dire che Alex Visani è un videomaker di professione che cerca, fra un lavoro commerciale e l’altro, di trovare tempo e soldi per realizzare le sue “cose” horror che rappresentano la vera ragione di vita. E allo stesso tempo, quando il tempo tiranno lo permette, cerca di ingozzarsi il più possibile di film e libri horror e magari ne scribacchia nel suo sito personale, nel forum oppure su facebook. E qualche volta anche su carta stampata.

A: Sei immerso nella cultura horror da molti anni sia in cabina di regia (nel 1999) che con il tuo sito web alexvisani.com (nel 2000). Quando è nata la tua passione per l’horror? Cosa ti ha spinto a dirigere film e ad aprire un sito di genere?

B: Credo che la mia passione per l’horror fosse da sempre dentro di me. Credo sia nata con me. Fin da piccolissimo tutto ciò che era orripilante, oscuro e semplicemente “diverso” mi ha sempre attratto irresistibilmente. Una sorta di campana di vetro dentro la quale correre ogni volta a proteggersi dall’orrore vero, quello di tutti i giorni. Il sito rappresenta la mia voglia di comunicare la mia passione per l’horror al mondo intero e il mio bisogno di parlare di cinema horror. Il bisogno di dare forma, attraverso le parole, alla mia passione. Dirigere film è invece il modo di dare forma alla passione attraverso le immagini e, più semplicemente, il mio umile omaggio e contributo al genere che tanto amo.

A: Gorebrothers è il nome del marchio sotto cui sono stati prodotti i tuoi primi lungometraggi e corti che vanno da Blade Killer – L’inferno di Nicholas del 1999 a McomeJIMMY del 2007. Che ricordo hai e cosa pensi oggi dei tuoi primi lavori che ti hanno introdotto nel mondo del cinema indipendente?

B: Gorebrothers era un marchio nato quasi per gioco che rappresentava l’unione di alcuni appassionati di horror che decisero di creare una serie di lungometraggi e cortometraggi dedicati al genere. Ne ho un ricordo decisamente piacevole e malinconico per tutto quello che abbiamo fatto insieme. Nessun budget, pochissimi mezzi tecnici ma tanta fantasia e voglia di fare. Sicuramente anche tanta ingenuità che rivedo in ogni singolo nostro lavoro che però, nonostante tutto, ci ha portati in giro per tanti festival e mi ha permesso di conoscere tanti altri appassionati ed artisti in ambito italiano e non solo.

A: Il cortometraggio Ultimo spettacolo del 2004 ha ricevuto un’incetta di premi tra cui Miglior cortometraggio, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura al Kingdom of Gore Horror Festival del 2009… Questo traguardo come ha segnato la tua vita?

B: “Ultimo Spettacolo” è andato decisamente bene come cortometraggio, sia nei festival di settore sia come critica in generale, e le soddisfazioni sono state davvero tante. Diciamo che il corto ha segnato la mia vita in due sensi: il primo è che mi son reso conto di dover assolutamente mantenere, per le mie capacità e possibilità, la qualità sempre più alta per ogni lavoro futuro ed è una cosa che mi ha ossessionato non poco negli anni a seguire. Il secondo è che mi sono reso conto, tempo dopo, che era la creatività a dover restare “alta” non tanto la qualità tecnica. Credo che la mia ossessione si sia sbloccata nel momento in cui mi son reso conto che se faccio corti o lungometraggi horror è in primis per il mio amore verso il genere e non per dimostrare qualcosa a qualcuno. Da quella presa di coscienza le cose sono andate decisamente meglio, in seguito.

A: C’è qualche titolo tra i tuoi primi lavori di cui non sei pienamente soddisfatto?

B: Io amo tutti i miei lavori come fossero figli. E questo perchè sono dei veri e propri “parti” non molto distanti da quello fisico per fatica, impegno e amore. Allo stesso tempo però credo che ognuno di loro abbia difetti e limiti abissali. Ma li amo anche per questo. Dentro di loro c’è sempre una grande parte di me e credo che questa cresca di volta in volta e muti costantemente senza mai abbandonare le sue radici infantili.

A: Da dove trai ispirazione per la realizzazione delle tue opere?

B: Personalmente m’ispiro in parte al cinema horror degli anni ’80 (dai classici ai b-movies più ignoti) perchè è il mio periodo preferito per quanto riguarda il genere ed in parte al cinema italiano di genere e ai suoi grandi maestri, specialmente Mario Bava. Poi ci sono le mie fantasie, da sempre fervide, che rielaboro in funzione dei film che realizzo. E poi c’è la passione per i fumetti che credo influenzi molto il mio modo di “comporre” l’immagine filmica. Nel complesso il mio modo di fare cinema si può definire un continuo e costante omaggio al cinema dell’orrore del passato.

A: Il 12 ottobre 2011 è la data di pubblicazione del tuo libro Illusioni svelate in cui affronti il tema delle pellicole definite “brutte”. Com’è nato questo progetto?

B: Il libro “Illusioni Svelate” è nato da un’idea dell’editore Aldo Moscatelli che contattò sia me che Alessandro Pedrazzi e ci propose di scrivere un saggio, con toni un po’ ironici, che racchiudesse la passione e l’interesse mio e di Alessandro per il mondo dei cosiddetti “film brutti”. E’ stato molto divertente ripassare in rassegna tutta la mole di film trash e di ricordi ad essi legati ed imprimerli su carta. Personalmente è stato un onore ed un vero piacere poter scrivere un libro vista anche l’adorazione che nutro nei confronti della “carta stampata” nonostante l’avvento ormai dell’era internet.

A: Il titolo di una pellicola brutta (per te) in cui risiede il bello.

B: Beh sicuramente “The Laughing Dead” diretto dallo scrittore S.P.Somtow. Un film assolutamente assurdo e talmente ricolmo di esoterismo, follia, effetti speciali grandguignoleschi ed autentica passione per il folklore di stampo più bizzarro che davvero lascia sbalorditi. Un’esperienza da provare.

A: Quali sono i registi che consideri tuoi Maestri?

B: Sicuramente adoro (e venero) Mario Bava, John Carpenter e Charles Band.

A: A chi vorresti essere paragonato?

B: Charles Band!!! Magari ahahaha!!!!! (Pensa che la mia stessa casa di produzione si chiama Empire Video, proprio in omaggio alle leggendaria Empire di Charles Band!)

A: Cosa pensi del panorama cinematografico horror in Italia?

B: Il grande cinema horror in Italia è purtroppo morto. Legato ad un’epoca che è svanita e, purtroppo, non tornerà probabilmente mai più. Al tempo stesso però l’ambiente indipendente ed underground è fervido e pieno di artisti che amano il genere e si cimentano con esso, ottenendo talvolta anche buoni esiti specialmente all’estero. E’ sicuramente un mondo parallelo al cinema mainstream ma sono assolutamente orgoglioso di farne parte seppure spesso (e non mi riferisco ai miei prodotti) basterebbe forse meno cecità o ottusità da parte di produttori e distributori per scovare delle piccole perle e dargli la luce che meritano. L’Italia è un paese bello per quanto “difficile”. Ma noi non molliamo!

A: Come nasce Stay Horror? Con quale frequenza regali ai cinefili le puntate dedicate al cinema underground, alle serie horror TV…?

B: Visto il dilagare di youtubers (non sempre esattamente competenti in materia, vuoi anche per la loro giovanissima età) ho pensato anche io di cimentarmi davanti alla telecamera e dire la mia riguardo il cinema horror. Devo ammettere però che non mi sento molto a mio agio, troppo abituato a scrivere piuttosto che parlare. Inoltre il tempo a disposizione è sempre poco e stiracchiato pertanto le puntate viaggiano con tempi dilatati le une dalle altre. Di solito registro un paio di episodi al mese anche se ora conduco Stay Horror on Moveorama, una rubrica sul cinema horror indipendente nella trasmissione radiofonica Profiling John Doe, e quindi non riesco a registrare le puntate video. Non appena ci sarà una pausa dalla radio sicuramente tornerò a fare qualche video!

A: Parlaci di Empire Video, che differenza c’è tra il marchio Gorebrothers e quello EV?

B: Come dicevo in precedenza Gorebrothers era un marchio che identificava un gruppo di persone mentre Empire Video è una vera e propria casa di produzione, di cui sono il titolare, che si occupa di produzioni video, cinematografiche e televisive.

A: The Pyramid è il nuovo film indipendente prodotto da EV, scritto da te e Raffaele Ottolenghi. Il film presenta una struttura a episodi diretti da registi diversi: Alex Visani (Twinge & Ritual), Luca Alessandro (Dream Door), Roberto Albanesi e Simone Chiesa (Pestilence) e Antonio Zannone (Apocalypse).
Com’è nata la collaborazione con gli altri registi?

B: Il progetto è nato da una mia idea, dopo aver concepito il soggetto del film con Raffaele Ottolenghi. La volontà di fare un lungometraggio horror indipendente era tantissima e il budget a disposizione minimo, da qui la trovata di suddividere la storia in quattro parti, strettamente unite e narrativamente consecutive, da fare dirigere a registi diversi. Il coinvolgimento di giovani talenti del cinema emergente italiano ha permesso di realizzare un prodotto dai costi ammortizzati, grazie alla co-produzione di tutti e alla suddivisione in episodi della vicenda, e al tempo stesso ha permesso la realizzazione di un vero e proprio unico film, dotato di sceneggiatura unitaria e di una narrazione progressiva, molto differente dalla consueta raccolta di cortometraggi slegati ed autonomi. La grande fortuna mia e di The Pyramid è stato il gruppo. Luca Alessandro, Roberto Albanesi, Simone Chiesa e Antonio Zannone si sono rivelate persone assolutamente straordinarie, sia umanamente che professionalmente.

A: E’ prevista una distribuzione direct-to-video di The Pyramid? Puoi darci qualche informazione su questo titolo?

B: “The Pyramid” attualmente è stato venduto in Giappone, sia per la distribuzione home-video che per il video-on-demand e stiamo concludendo per home-video in USA e Germania. Se tutto va come previsto, il film dovrebbe essere disponibile in dvd e in VOD a partire da fine Gennaio 2014.

A: The Pyramid è già stato proiettato in diversi festival. Com’è stato accolto?

B: Molto bene devo dire! Specialmente nei festival esteri è stato accolto con grande calore e grandi apprezzamenti! Siamo stati proiettati in Messico, Germania, Belgio, Inghilterra, Spagna, Porto Rico, Colombia, Sud Africa e il film è stato selezionato in 14 festival internazionali! Una soddisfazione immensa!

A: Cosa ti aspetti dalla critica italiana per The Pyramid?

B: Finora, almeno nel web e nei siti specializzati, il film ha ricevuto critiche positive e la cosa ci rende tutti molto soddisfatti.

A: Hai anche diretto il videoclip “Key of Sheytan” di A Silk Method (Ivano Barbanera e
Luca Tomassi), il video ufficiale della colonna sonora di The Pyramid. Puoi argomentare la scelta di questa canzone?

B: E’ sempre stato un mio desiderio poter avere una canzone originale composta e dedicata ad un mio film, da poter inserire all’interno dello stesso e Luca Tomassi e Ivano Barbanera hanno scritto, suonato e registrato questo pezzo che mi piace moltissimo. Oltre che musicalmente e vocalmente, “Key of Sheytan” si sposa bene con The Pyramid perchè lo stesso testo è stato scritto basandosi sulle vicende del film stesso. Reputo sia Tomassi che Barbanera due artisti di grande talento e spero che la canzone vi piaccia!

A: Quali sono i tuoi progetti futuri?

B: Per ora ci sono in cantiere due nuovi lungometraggi di produzione Empire Video. Uno sarà di nuovo un progetto corale realizzato con gli stessi registi di The Pyramid, la cui idea di base mi entusiasma moltissimo, e l’altro sarà diretto da me e per adesso ho il soggetto che stiamo sviluppando, sempre io e Raffaele Ottolenghi, in sceneggiatura. Titolo provvisorio: Possession Town.

A: Cosa pensi di questa intervista?

B: Penso che è un onore per me aver potuto rispondere a tutte queste interessanti domande e penso anche sia particolarmente esaustiva ed intelligente. Devo dire che hai davvero scandagliato a fondo un po’ tutto quello che è il mio “percorso” artistico e di passione per l’horror. Grazie davvero.

A: Un saluto alla community di DarkVeins!

B: Un saluto a voi e grazie ancora per l’intervista!!!

A: Grazie a te Alex!

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