Intervista a Marinella Landi di NonSoloGore.it

Intervista a Marinella Landi di NonSoloGore.it


marinellaIntervista a Marinella Landi, la fondatrice di NonSoloGore.it, sito che punta i riflettori sul cinema indipendente italiano a 360°. Ma ora vediamo di conoscere meglio questo interessante soggetto femminile che ha deciso di dedicare il suo tempo alla cinematografia indie sostenendola e incoraggiandola attraverso il suo sito web.

A: Chi è Marinella Landi?

B: Marinella è una ragazza… no, le piacerebbe… è una donnina comune che ama il cinema horror, la musica, gli animali, l’odore della terra bagnata e scrivere. Anche se all’apparenza sembra un orso, in realtà lo è! Ma è anche altamente sensibile e pronta a commuoversi anche per la più piccola ed insignificante delle cose (non potete capire a volte per cosa… che vergogna!). Ama la genuinità, la semplicità, i sorrisi e il rispetto, sotto qualsiasi forma esso si celi. E’ allergica all’ipocrisia e all’opportunismo… e anche a Gigi D’Alessio & Co, ai Cinepanettoni e a tutti gli sciacalli mediatici che non fanno altro che danneggiare e insultare la nostra intelligenza!

A: Quando nasce in te l’amore per il cinema indipendente italiano di genere?

B: Conoscevo e apprezzavo già alcuni nomi del cinema indipendente, ma io stessa non immaginavo fosse un panorama così vasto, ricco e pulsante… appena me ne sono resa conto, addentrandomi più da vicino, me ne sono innamorata, e una delle cose che amo maggiormente è la libertà che questo cinema possiede…

A: Sei la fondatrice di NonSoloGore.it, portale dedicato al cinema indie italiano. Cosa ti ha spinto ad aprire questo sito e quali sono gli obiettivi prefissati?

B: E’ nato tutto per caso e inizialmente su Facebook, quando ho capito che volevo fare sul serio, il sito è stato il passo successivo. E’ la mia prima esperienza in questo senso, ero terrorizzata all’inizio e non sapevo bene come muovermi e temevo di sbagliare. Per una persona ansiosa come me è stato un incubo, ma quando ami qualcosa, alla fine viene tutto naturale. La cosa che mi premeva maggiormente, questo sempre all’inizio, era riuscire a trasmettere fiducia agli addetti ai lavori con i quali, se tutto fosse andato bene, avrei dovuto rimanere in contatto e sentire. Dovevano capire che non sono una cialtrona e che ci tenevo davvero. Non è stato facile, ma piano piano le persone si sono aperte e hanno iniziato a fidarsi.

L’obiettivo principale del sito è uno solo di base: che il messaggio arrivi a quanta più gente possibile! Questi professionisti meritano quella visibilità che a stento hanno, meritano che si parli di loro e delle loro opere, e non necessariamente sempre in bene, ovvio, ma meritano molto di più di quello che, per ovvie ragioni e difficoltà, a fatica ottengono. Le gente deve sapere, come io stessa ancora devo sapere, e più siamo uniti in questo intento, meglio è, per cui ben venga l’apertura, anche mentale, di siti e punti di appoggio, nuovi e vecchi, che si impegnano a mostrare questo lato nascosto di un cinema italiano più vivo che mai!

A: Perchè hai scelto di chiamare il tuo sito web NonSoloGore?

B: Oddio, qui la storia è lunga, non tanto per il nome, quanto per la nascita di tutto che ha avuto un suo percorso e un suo senso logico (per me). Diciamo che il nome che avevo scelto inizialmente era scomodo e sbattimento (era anche una frase presa da un film(accio) che mi ha dilaniato l’anima e ha causato in me non pochi problemi…), così, spremendo la mia poca fantasia in merito, è venuto fuori NonSoloGore, dal momento che il sito non si sarebbe occupato solo di horror, ma prettamente di cinema indipendente in generale. La verità è che per tutto questo dovrei ringraziare il regista di sto “filmone” e un giorno magari lo farò! Lo avrei fatto prima se non mi avesse bannato per non essere tra i sostenitori del film.

A: Il tuo sito è un vero e proprio archivio utile anche per gli addetti ai lavori. Raccoglie infatti tra l’altro anche schede dettagliate di attori, sceneggiatori, effettisti… Cosa ti ha spinto a muoverti in questa direzione?

B: Mi fa molto piacere questa domanda perchè la Behind The Lines, la sezione di cui parli, è quella a cui tengo di più. Senza tutti questi professionisti un’opera non potrebbe esistere ed è proprio questo il motivo che mi ha spinto a crearla. Purtroppo non riesco a starci dietro come vorrei e come si merita, ma non la mollo e un giorno riporterà tanti e tanti nomi, vorrei dire di tutti, mi piacerebbe, ma credo sia impossibile. E’ comunque una sezione sempre in aggiornamento e chiunque voglia farne parte, sempre rimanendo nell’ambito, deve solo contattarmi e lo spazio è gratuito!

A: Quanto lavoro c’è dietro al tuo sito?

B: All’inizio ce n’era, ma adesso è quintuplicato, se non di più, e a volte mi parte l’embolo e vado in pappa gestendo la maggior parte del lavoro da sola, ma sono grandi, grandissime soddisfazioni e se non fosse per i miei ragazzuoli belli che dedicano il proprio tempo al sito, senza che gli vada in tasca nulla se non la mia più grande gratitudine, con la quale lo so, ci si fa poco, NSG non sarebbe dove è ora. E per questo, approfitto dello spazio che mi state dando per ringraziarli a cuore aperto! Joel, Paolo, Davide, Stefano, Marco, Fabio e anche Andrea Kondra, sebbene la nostra collaborazione durata 2 anni, si sia da poco conclusa per i troppi impegni, grazie per TUTTO, vi voglio bene!!! (non sono sempre un orso)

A: Come vedi la scena italiana per quanto riguarda l’horror?

B: Molti affermano che la scena horror in Italia sia morta, io dico solo che sta soffrendo, ma di defunto c’è bel altro. Il panorama indipendente affoga nel suo stesso sangue – per restare in tema – per quantità di opere di genere che vengono partorite. Ok, non sempre si può parlare di capolavori, possono piacere e non, ma nel trambusto generale ci sono un sacco di questi film, anche cortometraggi, che meritano davvero. I problemi poi, sono sempre gli stessi, ovvero, produttori e distributori che nella maggior parte dei casi preferiscono la via più facile dando spazio al solito pattume (scusate). Ma sono fermamente convinta che il problema più grosso, quello alla base di tutti i disagi, arrivi dallo spettatore e dall’atteggiamento con il quale si approccia a qualsiasi cosa Made in Italy. Io stessa mi sono presa delle cantonate pazzesche, non è che perchè porto in alto questa bandiera, allora mi piace tutto, ma giudicare, spesso con insulti gratuiti, opere e registi a prescindere, solo perchè italiani, mi sembra davvero riduttivo e per nulla produttivo. Mi sta bene l’essere scettici, ci sta anche, ma a volte, bisognerebbe porsi in maniera diversa, nel criticare, ma soprattutto nei confronti di un cinema che, giorno per giorno, continua imperterrito a regalarci delle grosse emozioni, solo e purtroppo, non si trovano sulla via principale, quella illuminata a giorno con i negozi costosi, ma le si trova in quelle secondarie, che sono poi quelle dove si scoprono i negozietti, i bar o i ristoranti più belli e soddisfacenti.

A: Nonsologore tratta non soltanto il cinema horror ma anche altri generi. Puoi spiegarci il motivo di questa scelta?

B: NSG vuole parlare di cinema indipendente (italiano) a 360°, e questo comprende un occhio di interesse anche verso gli altri generi. Spesso il sito viene definito horror, e a volte mi viene chiesto se è possibile pubblicare qualcosa che non sia di genere. Il fatto è che il genere orrorifico è quello più battuto e di conseguenza quello più trattato, ma all’interno del sito si possono trovare notizie e cortometraggi relativi a opere western, drammatiche, comiche, demenziali, di fantascienza e molto altro. Per quanto ami il genere, non ho mai voluto incentrare questo percorso solo ed esclusivamente su questo.

A: Qual è il sottogenere horror che guardi con maggior piacere? Quali sono invece le derivazioni che non digerisci?

B: Amo da sempre lo slasher, genere con il quale sono cresciuta, mi piacciono però anche i mockumentary, i found footage e gli horror a sfondo naturalistico e/o demoniaco. Più che di sottogenere, che bene o male li apprezzo un po’ tutti, chi più chi meno, direi che detesto i remake, sebbene ce ne sia qualcuno anche abbastanza riuscito. I remake trovo che siano la morte della creatività individuale. Se arrivi a fare un remake, e ci stanno sommergendo negli ultimi anni, significa che non ha più nulla da dire, allora tanto vale che smetti di fare questo lavoro. Mi rendo conto che può essere un pensiero un po’ estremo, ma non vedo tutto sto senso in questo nuovo mercato. E poi, le grandi opere che spesso vengono toccate (e rovinate), non hanno certo bisogno di essere (ri)spolverate in quanto godono, e godranno sempre, di una luce e di un’importanza propria.

A: Quali sono secondo te le migliori leve del panorama horror indipendente italiano e non?

B: Ci sono diversi giovani registi nostrani che hanno dalla loro molto talento, tanta passione e sicuramente molta strada da percorrere ancora, che stimo molto. Ma questo è un mio pensiero e magari chi per me è valido, per qualcun altro, anche tecnicamente più preparato, e lo ammetto, non ci vuole tanto, non lo è. Per quanto riguarda invece il panorama internazionale, ci sono diverse opere che ho visto e anche apprezzato. Il talento, quello vero, lo si trova ovunque, in questo caso la difficoltà sta nel farlo arrivare a chi ama il cinema e il genere e questo purtroppo avviene a fatica ed è un grande peccato.

A: Quali sono i film horror indipendenti del nostro Paese che ti hanno colpito maggiormente negli ultimi anni?

B: In termini di lungometraggi, di recenti posso dire I Rec U di Federico Sfascia, Red krokodil di Domiziano Cristhoparo, The Pyramid di Alex Visani, Roberto Albanesi, Simone Chiesa, Luca Alessandro e Antonio Zannone, True Love (anche se non è un horror) di Enrico Clerico Nasino per Mercurio Domina del duo Fabio Resinaro & Fabio Guaglione e Morituris di Raffaele Picchio. Poi ci sono quelli che appartengono un po’ di più al passato e sono Custodes bestiae di Lorenzo Bianchini, Colour From The Dark & Nympha di Ivan Zuccon (di entrambi non ho ancora visto gli ultimi), Road To L. di Federico Greco, The Museum of Wonders (anche in questo caso non proprio horror) sempre di Domiziano Cristopharo. Ma ce ne sono davvero tanti che mi sono piaciuti, diciamo che questi li amo particolarmente, e me ne sarò scordata sicuro qualcuno…

A livello di cortometraggi horror, qui è davvero tosta, ce ne sono a palate; Nuit Americhèn e Liver di Federico Greco, Origine dei Demoni di Davide Cancila, Io sono Morta e Anger of the Dead di Francesco Picone, Versipellis di Donatello Della Pepa, Sarcophaga di Giuseppe Peronace, Nightshot di Maurizio Scala, Betania di Andrea Giomaro, L’Estate Fredda 1&2 di Claudio tacchi, Diesis & Happy Easter del duo Albanesi/Chiesa, Recording di Stefano Rossi… no davvero, qui ci sto un sacco… Per cui mi fermo così, sottolineando che in entrambi i casi, quelli non menzionati, non significa che non mi siano piaciuti, ma c’ho anche una certa età e la memoria è quella che è!

A: Quando non ti occupi di cinema indipendente quali sono le tue preferenze per quanto riguarda le grandi produzioni horror?

B: Divoro, quando ci riesco, parecchi film, non solo horror anche se hanno sempre la precedenza. Vorrei tanto che venissimo invasi da slasher vecchio stampo, lo so, non hanno troppa sostanza ma, come dicevo sopra, è il genere che prediligo. Purtroppo qualsiasi cosa in salsa horror che poteva essere fatta, è stata fatta e viene davvero dura trovare qualcosa che sia bello e originale al tempo stesso, e negli ultimi anni qualcosa che mi ha fatto sbavare c’è stata. Mi sto accorgendo che spesso mi piacciono film che molti snobbano, devo cominciare a chiedermi il perchè, dove sbaglio, ma per esempio, sebbene a molti non sia piaciuto, ho molto apprezzato Lords of Salem (anche se il demonietto cicciottoso e bi-ombelicale è un tantinello ridicolo). Beh, diciamo che sono vecchia dentro e le mie preferenze vanno ancora tutte al cinema del passato.

A: Cinque film horror che ti fanno impazzire.

B: In The Market… no, è uno stupido scherzo!!
Custodes Bestiae, Cabal, Freaks di Tod Browning, anche se più sul dramma, Morte a 33 giri, La Casa, Jolly Killer, ops, ne ho detti 6…

A: Parliamo di colonne sonore. Qual è la musica perfetta per un film dell’orrore?

B: Le musiche in un film horror, ma anche in generale, occupano una delle fette più importanti, quindi, quella che ti fa accapponare la pelle e che ti fa salire l’ansia, ma la scelta che prediligo è la potenza del metal.

A: Ti piace molto il cinema di paura e questo lo abbiamo capito, ma per quanto riguarda la letteratura ad esempio? Puoi citarci i tuoi autori preferiti?

A: Sono una lettrice accanita solo in alcuni periodi, ma senza dubbio, amo Clive Barker e la potenza narrativa di Lovecraft.

A: Il tuo amore per l’horror si riflette anche nei gusti musicali? Quali gruppi ascolti?

B: Non so come sia potuto accadere, ma mi sono distaccata un po’ dalla musica negli ultimi anni e la cosa un po’ mi da noia… Spazio tra diversi generi, dalla classica al country, al rock, al metal, a quella folk. In gioventù ho ascoltato parecchio death e black metal e ho amato e amo molti gruppi, ma tutt’ora, quando scrivo, lo faccio con I Summoning con gli album Minas Morgul e Dol Guldur, mi ispirano… Insomma, la lista dei nomi che potrei fare varia veramente tanto passando dai Queen, ai Velvet Underground, Foo Fighters, Lynyrd Skynyrd, Beethoven, Theatre of Tragedy, Deicide, Six Feet Under, Lou Tapage, Death SS, e via discorrendo… Mi rendo conto che vedere accostati certi nomi e generi può far accapponare la pelle, ma sono musicalmente instabile e starei anche ore ad ascoltare pianoforte, arpe e violini…

A: Se dovessi citare i titoli dei film di genere che ti hanno accompagnata nella tua crescita, quali sarebbero?

B: Il primo film in assoluto che ho volutamente e consciamente visto a 8 anni (credo) è stato Nightmare Il non risveglio, nà tragedia cosmica, mi sono maledetta per averlo fatto. A 11 anni ho cominciato, nonostante la paura, ne avevo davvero tanta, a guardarli regolarmente e grazie a quella che poi è diventata la mia videoteca di fiducia che non faceva storie sull’età, non mi sono più fermata. Quindi più che titoli, che sono tanti, direi che ho cominciato, e sono stata accompagnata e introdotta al genere con Dario Argento, che per quanto possa amare, non è più quello di una volta (il chiodo è sempre li è… pronto), Carpenter, Raimi, Cronenberg, Hooper, Craven (che non amo troppo se non per alcuni film), Deodato, Bava, Fulci, Lenzi e anche un sacco di registi che poi non sono andati oltre o hanno fatto poco. La generazione è quella, quindi scusate la risposta banale e scontata.

A: La tua opinione su questa intervista?

B: Per me è una cosa nuova, e, nonostante l’ansia e l’emozione, mi sono divertita un sacco. E’ ampia e ho potuto spaziare parecchio, forse troppo… Bella! Grazie davvero per il tempo che mi avete dedicato, sono onorata ^_^

A: Lascia un messaggio alla community di DarkVeins!

B: Sono stata involontariamente logorroica e me ne scuso, spero di non avervi tediato troppo e, visto che siamo in tema, supportate, o continuate a farlo, il cinema indipendente italiano perchè lo merita! Informatevi quanto più potete e guardate on line le opere che sono a disposizione… diffondete il verbo! E grazie grazie grazie dell’attenzione! m/

A: Grazie Marinella!

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