Federico Frusciante dalla videoteca Videodrome di Livorno

Federico Frusciante dalla videoteca Videodrome di Livorno


federico-fruscianteFacciamo quattro chiacchere con Federico Frusciante, titolare della videoteca livornese Videodrome, e noto personaggio del web, che mette a disposizione di tutti la sua profonda cultura cinematografica e musicale.
Tramite la sua pagina Facebook, Federico risponde alle richieste di quanti chiedono opinioni su determinate pellicole per indirizzarli verso le migliori visioni. Inoltre il nostro è diventato un vero punto di riferimento anche tramite il suo canale Youtube con il quale pubblica videorecensioni su film ma anche su intere filmografie di registi.

A: Chi è Federico Frusciante? Come ti descriveresti?

B: Sono un normalissimo uomo-bimbo di più di quarant’anni che s’è ritrovato, grazie alla passione per la musica ed il cinema, ad essere seguito da un bel po’ di persone. Tutto qui. Se proprio mi devo descrivere, direi: stronzo ma buono.

A: In rete sei noto per il tuo amore per il cinema. Molti cinefili ti contattano per avere da te consigli su determinati titoli che intendono visionare o per conoscere il tuo parere su di essi. Col tempo sei diventato un punto di riferimento, un’enciclopedia cinematografica umana. Cosa pensi di tutto questo?

B: Che se gli amanti del cinema sono “costretti” ad ascoltare uno come me vuol dire che siamo vicini alla fine… eheheheheh…

A: Hai mai avuto paura di deludere i tuoi fan?

B: No. Sinceramente me ne fotto abbastanza di quel che pensano gli altri. Ascolto solo chi mi conosce davvero.

A: Quando ti trovi di fronte a gente con opinioni diverse dalle tue rispetto a un capolavoro, come affronti generalmente la questione?

B: Non sono affatto diplomatico. Se qualcuno dice che 2001 di Kubrick (solo per fare un esempio banale) è un brutto film reagisco malino, ma ci tengo a precisare che anche del gusto degli altri me ne fotto alla grande. Non ti piace un’opera d’arte perché non la capisci? Problema tuo, non mio.

A: Sei il gestore di una videoteca (Videodrome, via Magenta 85, Livorno) che porta il nome del celebre film horror di David Cronenberg, regista canadese noto per aver affrontato il tema della mutazione della carne. Perchè questa scelta? Che collegamento c’è tra questo film e la tua vita?

B: Quando decisi in società col mio amico Filippo di aprire una videoteca subito fummo d’accordo a chiamarla Videodrome perché entrambi amiamo il filmone di Cronenberg alla follia. I primi cinque anni di attività però fummo costretti a chiamare la videoteca in altro modo perché facevamo parte di un franchising. Il mio personale legame con il capolavoro di Cronenberg è forte perché è uno dei film che mi hanno fatto andare più a fondo nella lettura della settima arte.

A: Che tipo di film horror un cliente può trovare nella tua videoteca? Riesci a soddisfare la sete cinematografica anche dei cultori del cinema di nicchia?

B: Tutti i tipi di horror, che siano mainstrem o indie non fa differenza. La nostra videoteca è zeppa di cultori del cinema di nicchia e cerchiamo di accontentarli il più possibile, anche se la distribuzione italiana è sempre più penosa ed i titoli horror non blockbuster migliori escono in ritardo di anni o non escono affatto.

A: Qual è il pezzo più raro che hai nella tua videoteca?

B: Non ne ho idea…

A: Hai unito insieme passione cinematografica e lavoro. Non tutti riescono a far conciliare le due cose. Ti senti fortunato?

B: La fortuna non esiste. Mi sento uno che ha la possibilità di far capire il suo pensiero anche mentre lavora. Il che non è poco.

A: Qual è stata la prima pellicola horror che hai visto? Quale l’ultima?

B: La prima Profondo Rosso, l’ultima Silent Night.

A: Passi molto tempo nella tua videoteca. In questo modo hai una visione del cinema e dei tuoi clienti a 360°. Quali sono i film horror maggiormente richiesti? Chi è il cliente perfetto?

B: I film horror più richiesti degli ultimi tempi sono quelli con i fantasmi o demoni (alla Insidious per capirsi) o ancora i film post-Saw. Il cliente perfetto non esiste purtroppo.

A: Quale film consiglieresti ad una persona che si avvicina all’horror movie per la prima volta? Su cosa si basa il tuo suggerimento?

B: Il Seme della follia di Carpenter. Il suggerimento si basa sull’idea che sia il miglior horror degli ultimi 20 anni.

A: Qual è la decade cinematografica horror che preferisci?

B: Probabilmente dai ’60 fino agli ’80… Facciamo due decadi va…

A: Quali sono i generi e sottogeneri che prediligi?

B: Il genere zombesco, quello con le sette di ogni tipo ed infine se c’è un film con alieno devastatore gradisco…

A: I tuoi registi preferiti. Qual è il primo nome che ti viene in mente?

B: Hitchcock è il primo nome… Mario Bava, Lucio Fulci e Fellini per l’Italia…

A: Quali sono i film horror che sono riusciti ad angosciarti?

B: Solitamente sono quelli che hanno delle basi socio-politiche o che sono lovecraftiani. Il suddetto filmone di Carpenter, L’aldilà di Fulci, La notte dei morti viventi di Romero, Rosemary’s Baby di Polanski, Brood di Cronenberg, La maschera del demonio di Bava… ce ne sono troppi…

A: Quali sono i migliori film horror degli ultimi dieci anni?

B: … The Descent, Kill List, May… ma ce ne sono tanti anche qui…

A: Se dovessi consigliare il nome di un regista italiano emergente quale sarebbe?

B: Daniele Misischia, dopo Butterfly Room anche Zarantonello… ma in realtà di bravi e giovanissimi registi di genere ce ne sono a bizzeffe, peccato che nessuno produca loro dei film professionalmente.

A: La pirateria e la crisi economica oggi hanno sicuramente contribuito alla moria di tante videoteche italiane. Com’è cambiata la situazione dagli anni ’90 ad oggi?

B: E’ cambiata in peggio. Sergio Citti diceva che oramai le persone non sono più tali ma solo pubblico. Sono in linea col suo pensiero. Negli anni 2000 siamo messi anche peggio per me. Da persone a pubblico ed alla fine ci siamo trasformati in zombi romeriani.

A: Cosa pensi di questa intervista?

B: Che è un piacere averla fatta ma che come per tutte le interviste non ne capisco il motivo… eheheheh

A: Un messaggio per gli amici di DarkVeins!

B: Dark è bello!!! Sono sempre stato vestito di nero fuori ma per me l’essenza del dark non è MAI nel barocco modo di travestirsi dei neo-goth, più simili a romanticoni sfarzosi che a grigi e pensierosi esseri della notte, ma nel modo in cui si affronta la vita. Poi io son nero fuori ma rosso dentro, in tutti i sensi.

A: Grazie Federico!

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