Intervista a Crisula Stafida

Intervista a Crisula Stafida

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crisulaAppena diciottenne, dopo aver studiato teatro a Milano prendendo parte anche ad alcuni spettacoli, Crisula Stafida frequenta un corso di doppiaggio e perfeziona gli studi di attrice con stage di recitazione. Già da giovanissima è sul set di corti e film indipendenti sia italiani che francesi ma l’amore per il cinema la spinge a perfezionare la sua passione portandola a Parigi dove studia creazione e interpretazione dei personaggi.
Il 2006 è l’anno di esordio sul grande schermo nel film commedia Nero bifamiliare di Federico Zampaglione ma oggi Crisula Stafida è una venerata Scream Queen.
Dopo aver recitato nel mediometraggio horror Il marito perfetto (2011) di Lucas Pavetto, l’attrice affianca Claudia Gerini, Michela Cescon e Michele Placido in Tulpa (2013) di Zampaglione. Nello stesso anno è la protagonista del corto M is for Martyn di Francesco Picone. Ruoli che l’hanno portata a ricevere, lo scorso dicembre, il premio Regina del Noir italiano al cinema al XXIII Courmayeur Noir in festival.
Facciamole qualche domanda per conoscerla di più e per aver qualche anticipazione sui suoi progetti futuri.

L: Chi è Crisula Stafida?

C: Crisula è una folle che è partita dal Trentino Alto Adige con una valigetta piena di speranze perchè voleva realizzare il suo sogno: fare l’attrice. A Roma non conoscevo nessuno e non sapevo da che parte cominciare, non avevo nè parenti nè amici nell’ambiente, la strada è stata tutta in salita… ma oggi, ogni volta che conquisto qualcosa in campo professionale, la soddisfazione è doppia.

L: Cosa ti ha affascinato del cinema tanto da farti decidere di intraprendere un percorso professionale in questo campo?

C: Il Cinema per me rappresentava, appunto, un grande sogno. Le grandi attrici sullo schermo mi hanno sempre affascinato moltissimo, fin da piccola, e mi sono detta che un giorno anche io avrei vissuto l’esperienza del set. Poi mi sono iscritta ad una scuola di recitazione a Milano (dopo aver recitato in un villaggio turistico a Ibiza) e da lì questo “fuoco sacro” non mi ha più abbandonato, anzi arde sempre di più.

L: Nonostante la tua filmografia sia piuttosto variegata ci soffermeremo sull’aspetto che a noi interessa di più, ovvero i tuoi film horror. Cosa ti colpisce di questo genere? Sei un’appassionata di cinema horror?

C: L’horror è un genere che mi intriga, da ragazzina mi piaceva guardarli da sola e combattere emotivamente contro quel senso di paura che mi suscitava viverli attraverso lo schermo… mi dicevo: è tutto finto, voglio continuare a guardare, è tutto finto… e tremolante continuavo a vedermeli…

L: Hai esordito nel mondo horror nel mediometraggio low budget ”Il marito perfetto”. Come hai vissuto questa tua prima esperienza in questo genere?

C: Mi sono letteralmente “lanciata”. Non avevo mai recitato in un horror e la parte era davvero impegnativa: una donna apparentemente normale che a causa di un trauma mentale svelava dei retroscena caratteriali agghiaccianti. Il regista mi scelse, anche se non avevo mai fatto horror, e direi che andò benone. Il corto ricevette moltissime recensioni positive, la mia interpretazione anche, e lui, grazie a questo progetto, trovò i soldi per produrre il lungometraggio. E io da “Il Marito perfetto” ho cominciato a ricevere diverse e interessanti proposte lavorative…

L: Per questo titolo hai goduto di una nomination come migliore attrice protagonista al Buffalo Screams Horror Film Festival 2011. Cosa ha significato per te raggiungere questo obiettivo? Pensi che abbia influenzato la tua futura predisposizione al cinema horror?

C: Sicuramente essere apprezzata fa sempre piacere e ti dà uno slancio in più per fare sempre meglio.

L: Il 2013 è l’anno di Tulpa di Federico Zampaglione. Come nasce la collaborazione con questo regista? Hai dei ricordi particolari legati alla lavorazione del film? Ci sono strade aperte per un ritorno al genere assieme a Zampaglione?

C: Ho conosciuto Federico al provino per “Nero bifamiliare”, non volevo andarci, stavo malissimo, reduce da un’intossicazione di pesce… ma alla fine mi sono fatta forza e mi sono vestita ma ero veramente un cencio… mi girava la testa e devono aver pensato che fossi un po’ sciroccata o svampita, ma in qualche modo gli rimasi impressa perchè mi chiamò per un piccolo ruolo nel film, tra l’altro la mia primissima esperienza sul grande schermo. Poi in seguito mi richiamò per “Tulpa”, film in cui ho la discussa scena lesbo con Claudia Gerini, oltre ad una morte veramente molto tosta. Anche se molti si ricordano più che altro della doccia…

L: Sempre nel 2013 sei la protagonista di M is for Martyn diretto da Francesco Picone per il concorso ABC’s of Death 2. E’ stato facile riuscire a gestire il tuo personaggio in soli quattro minuti?

C: Anche qui il ruolo è stato davvero molto tosto, in quattro minuti dovevamo suscitare varie reazioni. Non abbiamo vinto il contest, ma il nostro Martyn è stato tra i più cliccati e apprezzati “tecnicamente”.

L: Il corto di Picone purtroppo non è rientrato nella selezione finale così come M is for Mouth (che gode anch’esso della collaborazione di Tiziano Martella) di Raffaele Picchio e quelli di tanti altri registi italiani. Hai visto M is for Masticate, il corto vincitore? Quali sono le differenze che secondo te hanno fatto scegliere per questo piuttosto che per M is for Martyn?

C: Probabimente l’originalità della storia. In quattro minuti penso che conti particolarmente “il messaggio” che riesci a fare emergere.

L: Nel circuito degli appassionati del cinema horror sei ormai riconosciuta come vera e propria Horror Scream Queen. Ti piace questa definizione o la trovi limitante?

C: Certo che mi piace e ne vado orgogliosa. Poi sto facendo lavori che esulano da questa “etichetta” tanto gradita, quindi va benissimo cosi’.

L: Nel 2013 hai ricevuto il premio “Courmayeur Noir In Festival & Film House Tv – Regina del Noir Italiano al Cinema “. In questa sede è stato fatto l’augurio di un ritorno, per il cinema di genere, ai fasti del passato. Cosa ha significato per te questo evento?

C: E’ stata una graditissima sorpresa per me. Dopo “Il Marito perfetto”, “Tulpa“ e “M is for Martyn” avere questo premio è sicuramente una bella soddisfazione. L’evento è stato molto interessante e illuminante per certi versi, la parte tragicomica è stata quando, emozionatissima, ho frantumato il premio a terra… nell’imbarazzo generale. I direttori del festival e Luca Svizzeretto, ideatore del premio, hanno avuto un momento di panico… alla fine l‘ho voluto tenere cosi’, non l’ho fatto sostituire, e ogni volta che lo guardo con quella crepa incollata mi fa tanto sorridere.

L: L’Italia è piena di talenti cinematografici che non riescono a trovare i favori del pubblico. Perché secondo te?

C: Non è facile, questo è un mestiere davvero pieno di insidie e colpi bassi. Non basterebbe un capitolo per valutare le teorie dei “perchè”. Si potrebbe cadere nel luogo comune in cui per forza di cose vanno avanti i raccomandati, è vero in parte. Secondo me, se vali molto, prima o poi emergi. Magari non subito, nel tempo, ma se vali e hai costanza prima o poi l’occasione giusta arriva, bisogna saperla creare, oltre che aspettare.

L: Attualmente ti stai dedicando ad altri generi. Hai però da deliziarci con qualche novità che possa interessare i patiti del cinema a noi tanto caro?

C: Dopo avere terminato le riprese di “Delinquenti abituali”, un lungometraggio destinato al mercato tedesco che probabilmente verrà distribuito anche in Italia, mi sto preparando ad interpretare “Angelika” un’eroina dei nostri tempi… non è proprio horror ma ci sono delle scene abbastanza forti che i patiti del genere potrebbero apprezzare molto… ho un gruppo di lavoro strepitoso che va dal regista Luigi Marani allo sceneggiatore Damiano Brogna, dal co-sceneggiatore e organizzatore Stefano Ricciardi, al grafico Nicola Roversi. E stiamo aggiungendo carne ottima alla brace.

L: Una tua opinione su questa intervista?

C: Ho dovuto tralasciare qualche risposta per la disperazione… ma quante domande mi avete fatto?? Scherzi a parte, chi l’ha preparata si è davvero documentato bene, non ho trovato nemmeno un piccolo errore!

L: Lascia un messaggio a tutti coloro che leggeranno questa intervista e uno in particolare ai tuoi fan più accaniti!

C: Se avete un sogno, cercate di realizzarlo, la vita è troppo corta per non provare ad essere felici. Male che vada, avrete vissuto un viaggio strafico ed emozionante e lo avrete probabilmente condiviso con altri folli come voi.

L: Grazie Crisula!


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