Intervista al regista francese Mickaël Abbate

Intervista al regista francese Mickaël Abbate

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abbateIntervista a Mickaël Abbate, uno dei registi dell’affascinante Phantasmagoria, film horror ricco di suspense composto da tre segmenti: Diabolique (diretto da Mickaël Abbate), My Gift to You di Tiziano Martella e Il Serpente dalla Lingua d’Acciaio di Domiziano Cristopharo. I tre film sono legati insieme da brevi sequenze animate in stop-motion (a cura di Paolo Gaudio).
Mickaël Abbate ci parla del suo film Diabolique, il segmento iniziale di Phantasmagoria, e dei suoi progetti futuri.

L: Ciao Mickaël, grazie per averci concesso questa intervista! Parlaci un po’ di te.

M: Ciao Barbara. E’ un piacere essere intervistato da DarkVeins. Sono Mickaël Abbate, un giovane regista francese che ha appena presentato al Fantafestival di Roma il suo primo film, Phantasmagoria. Le recensioni sono per lo più positive!

L: Sei il direttore del Festival “Samain du Cinéma Fantastique”. Puoi parlarci di questa tua esperienza?

M: Esatto, sono anche il direttore del Festival dal 2012. Ho co-fondato questo Festival a Nizza con Hélène Mayet nel 2010. La città di Nizza sentiva il bisogno di espandere il suo programma sul cinema, e noi abbiamo risposto subito in questo modo. Ci è stata offerta una grande opportunità.

L: Cosa ti piace di questo Festival?

M: Il pubblico, le master-class e la convivialità. Abbiamo i nostri spettatori abituali, per la maggior parte studenti… Il nostro festival si apre anche all’Italia… L’anno scorso, ci sono stati molti fan italiani nelle nostre sale cinematografiche.

L: Come hai iniziato a fare cinema e, più specificamente, cosa ti attira verso il genere horror?

M: Sono cresciuto con il cinema horror. Quando ero un ragazzino, guardavo tutte le VHS che mi capitavano senza restrizioni da parte dei miei genitori… A volte è stato un vero shock per me. Provo ancora il sapore amaro per “Cannibal Holocaust” e “Face of Death” (ahahah).
Ho studiato comunicazione, poi ho seguito un percorso di formazione nell’arte del doppiaggio. Per un po’ mi è piaciuto molto questo lavoro, ma non faceva per me. Ho iniziato a dirigere cortometraggi all’età di quattordici anni utilizzando una videocamera VHS-C. Amo il cinema, ma sono fan del genere thriller e di quello slasher. Adoro la suspense nei film.

phantasmagoriaL: Com’é nata l’idea di Phantasmagoria? Cosa puoi dirci del bellissimo titolo e e del poster?

M: E’ un’idea mia e di Domiziano Cristopharo. Domiziano voleva lavorare con me su questo progetto da diversi anni. Prima sono stato il suo manager dei festival per i suoi primi film. Amo il suo universo, è un tipo folle e ha molto talento. Nel 2012 mi ha parlato di un’idea per un film
sui fantasmi… quest’idea mi è ritornata in mente molte volte. Poi ho pensato a tutti quei film italiani… li abbiamo guardati tutti in VHS perché la VHS aveva un’atmosfera decisa. E quindi ho pensato che sarebbe stato davvero fantastico far rivivere il cinema horror italiano con un film dal look retrò, con storie ricche e potenti che avrebbero stregato gli spettatori. Il film doveva avere anche una musica incantevole e un bellissimo poster… Phantasmagoria è una porta sul mondo dell’immaginario. E’ un’illusione in cui il mondo dei morti e quello dei vivi possono comunicare tra loro e anche con ciascuno di noi. Mi piace l’idea di sviluppare e interpretare la paura sulle nostre paure più profonde.
Per quanto riguarda il poster del film, è stato fondamentale per me avere una locandina che stregasse lo spettatore… un film può essere dimenticato in poche ore, ma un poster può vivere a lungo se è fatto molto bene.
Sono entusiasta di aver lavorato con Federico Bebber e Malleus sui poster. Malleus ha un talento mostruoso, sono davvero felice di aver lavorato con questi due grandi personaggi italiani del settore dell’illustrazione e del disegno.

L: Cosa ti ha entusiasmato di più di questo progetto?

M: Fare qualcosa di diverso (ahaha). Quando i fondi sono stati messi insieme, e dopo aver trovato nuovi co-produttori (Extreme Video di Eaters, Zombie Massacre), la linea da seguire per tutti e tre gli sketch del film era chiara, sia per lavorare velocemente e in modo efficiente, ma anche per rispettare i nostri vecchi registi. Ho deciso quindi di girare un film che evocasse i film di Roman Polanski o i film di Pupi Avati. Le nostre regole erano semplici: suggestione, una data (31 ottobre) e dare una definizione di paura.

L: Il film ha appena avuto la sua premiere al Fantafestival. Puoi descrivere questa esperienza?

M: E’ stato divertente… mi è piaciuta la vicinanza con il pubblico. Ho incontrato i futuri produttori. Vorrei anche ringraziare gli organizzatori del festival che hanno fatto del loro meglio per organizzare questa 34esima edizione. Spero di tornare in futuro con un nuovo film.

diaboliqueL: Come descriveresti il tuo segmento Diabolique? Da dove è nata l’idea di una casa isolata e infestata nella storia?

M: Diabolique è un haunted movie come Phantasmagoria, abbiamo sperimentato interruzioni durante le riprese, la post-produzione e anche durante la proiezione al Fantafestival (ahahah). Come se ci fosse un fantasma dietro di noi… A quanto pare non è solo in “Poltergeist” o in “The Omen” che sisono verificate cose inspiegabili e misteriose (ahahah).
Diabolique è un preambolo alle festività fornite nei segmenti di Tiziano Martella e di Domiziano Cristopharo. Ho voluto giocare la carta della suggestione, del mistero e della frustrazione. Ho voluto risvegliare l’immaginazione nello spettatore per portarlo con Marilyn, Manson, Michel e Mia (sì, molti nomi con la lettera “M”, bizzarro non è vero?) su quella dimora lassù sulle colline… Così, mi sono buttato a scrivere una storia molto semplice, con un gruppo di studenti che gradualmente si scollegherà dalla realtà… fino a quando qualcuno di loro nutrirà il proprio inconscio con una nuova voce, una leggenda metropolitana…

L: Qual è il tuo momento preferito nel tuo film?

M: E’ difficile rispondere. Lo conosco a memoria. Ho lavorato duro sul montaggio del suono. Direi che la mia parte preferita è la scena della spiaggia. C’è una sorta di innocenza, stranezza incarnata da Maya Dolan nel modo in cui interpreta la sua scena che ho amato e che amo ancora.
Maya Dolan è pura, fragile. Lei incarna una vera bellezza, lei è la preda intrappolata in una ragnatela.
Amo il personaggio di “Madame” interpretato da Sophie Pâris. Mi è piaciuto creare questa figura e perfezionarla durante le riprese con Sophie. Questi sono momenti che rimarranno a lungo nella mia memoria.

L: Parlaci del casting per Diabolique e dell’affascinante musica di questo segmento.

M: Ho incontrato Maya Dolan a una festa. Lei è una ragazza fantastica, ha risposto molto rapidamente alla mia proposta. Conoscevo Dee Dee Barksdale da un po’ di tempo, da quando sono diventato goloso dei suoi biscotti. Lei lavora in un eccellente negozio di caffè nel sud della Francia… Ci sono stato molte volte durante il processo di scrittura della sceneggiatura. Un giorno, ha iniziato a parlare in inglese ai suoi clienti… io francamente le ho chiesto se fosse interessata a venire al provino. Ha fatto molto bene ad accettare.
I personaggi di Michel e Mia sono stati trovati durante il casting.

Sophie Pâris si trovava a Dubai ed è venuta da me appena 10 giorni prima delle riprese per interpretare il suo ruolo… Lei è pazzesca proprio come il suo personaggio nel film.
È stata la prima esperienza cinematografica per tutti loro, abbiamo lavorato molto duramente sui personaggi affinché fossero credibili e per avere una perfetta performance fonetica.
In parallelo, credo profondamente che la musica sia fondamentale in un film. Ad essere onesti, non c’è un solo film intitolato “Diabolique”, ma in realtà ce ne sono due. Il primo è quello che ho girato, il secondo film è tutto nell’audio. Era importante per me installare uno strano climax che catturasse il pubblico e offrisse uno spettacolo diverso da quello a cui è abituato.
Ho avuto la possibilità di incontrare una grande squadra. Mi è piaciuto lavorare con il mio sound mixer e sound designer Robin Bensiri, il compositore Antoine Bensa, Mike Theis dei Gyrls, il mio editore Akseli Plane e il mio DOP Stefan Hofmann. Ho scoperto i Gyrls e Chela grazie al mio compositore. Sono contento delle reazioni positive della prima proiezione al Fantafestival. Spero di lavorare di nuovo con tutti questi talenti in un film di prossima uscita.

L: Cosa pensi degli altri due segmenti di Phantasmagoria, “My Gift to You” e “A Snake with a Steel Tongue”?

M: Dopo aver lavorato sulla supervisione della post-produzione, direi che li amo. I nostri segmenti sono complementari, pur essendo diametralmente opposti. “Diabolique” è una storia di mistero e di paura associata con l’ignoto. Nella seconda parte My Gift to You, diretto da Tiziano Martella, la storia introduce la frustrazione, le paure che non trattengono le nostre emozioni.
Per quanto riguarda l’ultimo, Il Serpente dalla Lingua D’Acciaio diretto da Domiziano Cristopharo, devo dire che mi piace la sua storia, è drammatico, macabro e poetico. La storia introduce la paura associata con la perdita di qualcuno che ami, e questo è sempre molto difficile.

L: Com’é stato lavorare con Tiziano Martella e Domiziano Cristopharo? Com’é nata la collaborazione con loro?

M: E’ stato fantastico. Sono abbastanza esigente e anche Domiziano Cristopharo lo è. Lui conosce le difficoltà legate a questo tipo di produzione grazie alla sua esperienza con la saga POE. Mi è piaciuto lavorare con altri tecnici come Paolo Gaudio e Alessandro Redaelli.

L: Quali sono le tue influenze cinematografiche?

M: Mi piace William Friedkin, Greg Araki, Roman Polanski. Sono di larghe vedute. Amo i film indie.

L: Qual è il tuo film horror preferito di tutti i tempi e perché?

M: The Exorcist. Mi piacciono anche The Burning, Bloody Bird (Stage Fright), Mysterious Skin, The Craft, Urban Legend (il mio vizio preferito), Long Weekend, The Changeling, Misery, Rosemary’s Baby, The Beyond, Let Sleeping Corpses Lie… posso guardare questi film all’infinito… Ultimamente, mi sono piaciuti due film francesi: “Stranger by a Lake” e “You and The Night”.

L: A cosa stai lavorando in questo momento? Puoi darci qualche dettaglio?

M: Purtroppo non posso dire molto perché i pochi progetti che voglio affrontare sono veramente in una fase iniziale. Sto scrivendo una sceneggiatura con una produzione scandinava. Il titolo è Aphrodite e sarà un dramma con molte scene erotice e un’influenza del genere Giallo. Sto anche lavorando a un nuovo film horror che per ora si chiama It Gives Me The Creeps. Sarà divertente e raccapricciante! E se a te piacciono le bambole, questo film ti piacerà moltissimo. Chucky, Annabelle (The Conjuring) and co. avranno delle sorelline… (ahahah). Non posso dire chi parteciperà in questo progetto, ma sarà divertente creare un nuovo tipo di uomo nero e persino sviluppare, auspicabilmente, un franchising con questo titolo. Vedremo. Spero di coinvolgere ancora i Gyrls e Malleus.

L: Attenderò con ansia i tuoi film, specialmente quello sulle bambole! Quali sono i tuoi progetti futuri?

M: Sostenere Phantasmagoria, la nostra raccapricciante creatura. Questo è un film strano, retrò. Ha un proprio fascino e un proprio stile in grado di attrarre a sé il suo pubblico.

L: Lascia un messaggio per la community di DarkVeins!

M: Grazie per aver dedicato del tempo nel leggermi. Spero che possiate vedere presto Phantasmagoria da qualche parte vicino a voi. Siate determinati in quello che fate, vinceremo! Grazie per il supporto DarkVeins. Ci vediamo!

L: Grazie per l’intervista Mickaël! Ti auguro buona fortuna!

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