Intervista ad Alberto Cattaneo tra letteratura e cinema horror

Intervista ad Alberto Cattaneo tra letteratura e cinema horror

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alberto-cattaneoIntervista ad Alberto Cattaneo, attore protagonista ne Il Serpente dalla Lingua d’Acciaio di Domiziano Cristopharo nel film horror a episodi Phantasmagoria. Alberto ci parla della sua esperienza in campo cinematografico e anche dell’associazione culturale Nero Cafè e del suo marchio editoriale Nero Press Edizioni per cui collabora.

L: Ciao Alberto, parlaci un po’ di te.

A: Ciao Barbara! Nasco informatico. Sono arrivato al cinema per vie molto tortuose, ma ne sono sempre stato attratto, in particolare da noir e horror. Poi da quando ho iniziato a collaborare per Nero Cafè e Nero Press Edizioni, me ne sono ancora di più avvicinato. Mi piace anche leggere gli stessi generi, ma non disdegno la saggistica, soprattutto su fatti di cronaca nera, psicologia ed esoterismo. Poi sono un cultore di arti marziali, che ho praticato per oltre 10 anni, e appassionato di musica, specialmente rock e metal. Da qualche mese collaboro anche con loudvision.it, sito per il quale scrivo recensioni di album e film.

L: Cosa ti affascina dell’horror e di tutte le sue sfumature?

A: Ho iniziato a vedere horror non prestissimo. Ricordo bene che avevo 16 anni e in una calda sera di estate vidi il primo, storico Nightmare, a casa di amici. E’ stato amore a prima vista, sia per il genere che per la saga, che unisce abilmente horror e ironia. Ma ciò che mi affascina più di tutto è la critica sociale inserita in molti film di questo genere. Il cinema è stato capace anche di dure prese di posizione verso l’uomo avido e affamato di denaro, ma l’horror è il genere che ci riesce meglio. Spesso la realtà è ben peggiore di quello che si può vedere in un horror, e questi film sono per me un modo per esorcizzarla.

L: Puoi parlarci dell’Associazione culturale Nero Cafè e del suo marchio editoriale Nero Press Edizioni per cui collabori?

A: Con piacere! Il sito di Nero Cafè, è nato come blog di informazione su cinema e letteratura noir e gialla, poi negli anni con lo stesso nome abbiamo fondato l’associazione culturale e oggi, è un network, comprendente pagine sui più noti social e il forum, punti di riferimento per molti appassionati di noir, thriller, horror e misteri. Non contenti, nel 2012 abbiamo anche fondato Nero Press Edizioni, marchio editoriale indipendente e NOEAP, specializzato nei nostri generi preferiti.
La Nero Press Edizioni è il frutto di tanta passione e professionalità. Abbiamo degli editor professionisti, una esperta in criminologia e altri validi collaboratori, che ci garantiscono degli ottimi libri, sia come contenuti che nella grafica e nell’impaginazione. Ci tengo a ribadire che non chiediamo soldi agli autori, ma anzi, proponiamo loro un regolare contratto. Io mi occupo di comunicazione e sono anche segretario dell’associazione e redattore del sito.

L: Parlando di Edizioni Nero Press, quali opere consiglieresti a priori ai lettori?

A: Sono tanti i titoli che consiglierei ma vorrei citarne uno per tipo. Inizio con la nostra prima pubblicazione, “Exilium – L’inferno di Dante”, horror di Kim Paffenroth, scrittore e professore americano, che nella sua opera ha immaginato che Dante, durante il periodo dell’esilio forzato del quale si sa pochissimo, si sia imbattuto in un’epidemia zombie.
Poi c’è “Il sussurro dell’uomo nero” di Emanuele Corsi e Ilaria Tuti, una storia illustrata per ragazzi, dalle caratteristiche decisamente ‘dark’.
Per rimanere in ambito gotico, abbiamo “Tim Burton. From Gotham to Wonderland” di Giulio Muratore, saggio sul geniale regista americano.
Per concludere, l’ebook “Croatoan sound” scritto da Danilo Arona e ispirato al mistero dell’isola di Roanoke. Trovate tutti i titoli su neropress.it!

L: Sei il protagonista de “Il Serpente dalla Lingua d’Acciaio” (l’episodio conclusivo di Phantasmagoria) diretto da Domiziano Cristopharo. Cosa pensi del tuo ruolo? Quale aspetto del tuo personaggio ti ha più affascinato? Quali sono state le maggiori difficoltà incontrate?

A: Interpreto un turista italiano di passaggio in un piccolo paese, di uno stato non definito. Ha perso i bagagli all’aeroporto e nella ricerca di una sistemazione per la notte, trova una locanda gestita da un ambiguo personaggio. Ho recitato infatti in inglese e in italiano, ma è un ruolo che mi ha soddisfatto.
L’aspetto che più mi ha affascinato, è la sua evoluzione. Se in un primo momento è goffo e quasi impaurito per la situazione, poi acquista sempre più sicurezza fino al sorprendente finale. E questo si nota maggiormente nella scena del cimitero, che poi è una delle mie preferite. Questa è la mia prima vera esperienza nel cinema, e la difficoltà maggiore l’ho incontrata nel ricordarmi le battute.

L: Quale la sequenza che hai gradito maggiormente?

A: Come ho detto in precedenza, una delle mie preferite è quella del cimitero. Domiziano è bravissimo anche nella fotografia e come suo solito, inventa delle riprese geniali. Una ad esempio, è quella nella mia stanza, nella quale da sotto il letto si vede il mio piede insanguinato. Bellissimi colori!

L: Com’é nata la collaborazione con Domiziano Cristopharo?

A: Ho conosciuto Domiziano, grazie alla mia attività per Nero Cafè, che mi porta spesso a incontrarmi con registi e attori. Non di rado, partecipiamo anche ad iniziative organizzate da altre realtà. Come dicevo, siamo soprattutto appassionati!

L: Dacci un tuo parere sui primi due episodi di Phantasmagoria: “Diabolique” di Mickael Abbate e “My Gift to You” di Tiziano Martella.

A: Ho visto per la prima volta Phantasmagoria alla proiezione in anteprima al Barberini, avvenuta pochi giorni fa, all’interno del Fantafestival. Non avevo visto nulla prima, neanche gli episodi dove recito io, e mi sono piaciuti tutti. Di Diabolique mi è piaciuta la fotografia e la recitazione degli attori, ma non altrettanto il finale, che lascia la storia un po’ in sospeso. My Gift to You è sorprendente: mi ha tenuto incollato alla sedia per tutta la durata. Bravissima la protagonista, Cristina Puccinelli, e come non parlare del grande Venantino Venantini. Tra l’altro, in questo episodio faccio davvero paura in almeno due scene!

L: Tra l’altro hai collaborato anche con quest’ultimo per il suo episodio My Gift to You. Quanto è durata la sessione di make up del tuo personaggio? Puoi parlarcene?

A: Sì, in questo episodio interpreto il villain. Ogni giorno, il trucco durava dalle 3 alle 4 ore, e poi, finite le scene, un’altra ora per struccarmi. Maschera e make-up sono stati realizzati dal bravissimo Luigi D’Andrea, con il quale ho subito trovato molta sintonia.

L: Se ti chiedessi di esprimere un giudizio complessivo su Phantasmagoria, quale sarebbe?

A: Phantasmagoria è un bel progetto indipendente, che ha molti aspetti positivi, ma non mancano le cose da rivedere. Tutti gli episodi sono tecnicamente ineccepibili e molto belli visivamente, però a mio avviso, Il Serpente dalla Lingua d’Acciaio ha una freccia in più al suo arco: la riuscitissima sceneggiatura, scritta da Davide Chiara.

L: Come hai vissuto l’esperienza del Fantafestival?

A: Ero emozionato e temevo che le persone si impressionassero più per le mie scene di nudo che per il film! Ahahahaha! Ci sono stati dei problemi tecnici e anche alcuni stupidi disturbatori che hanno in parte rovinato la visione. Da appassionato e spettatore del festival, spero che certi fatti non accadano più.

L: Hai avuto altre esperienze in campo cinematografico prima di questa?

A: Ho fatto la comparsa per la web-serie ShadowS, diretta da Giuseppe Capudi, in arte Scorpione. Poi ho recitato anche in un cortometraggio, ma non posso dire nulla al riguardo. Questa è sicuramente la prima di una certa importanza.

L: Parlaci dei tuoi gusti in ambito cinematografico. Quali sono i tuoi film horror preferiti?

A: Sicuramente c’è il primo amore: Nightmare – Dal profondo della notte. Amo Shining, diretto da Stanley Kubrick, e Phenomena di Dario Argento, che sono anche due dei miei registi preferiti. Ma ho molto apprezzato anche produzioni più recenti, come Silent Hill, diretto da Christophe Gans, e La casa dei 1000 corpi di Rob Zombie.

L: Nuovi progetti all’orizzonte?

A: Sono in attesa di alcune risposte, ma non posso dire nulla per ora. E poi ovviamente, continuo a lavorare per Nero Cafè, Nero Press Edizioni e non ultimo, Loudvision. E chissà che un giorno, non toccherà a me intervistare qualcuno di DarkVeins!

L: Un’opinione su questa intervista?

A: In genere, sono io dalla vostra parte e faccio le interviste. Non sono abituato a trovarmi di quà. Comunque mi sono piaciute le domande e sono contento che ci sia gente professionale e amante del genere come voi.

L: C’è sempre una prima volta! Lascia un messaggio ai lettori di DarkVeins!

A: Termino con una mia personale battaglia. Cari lettori, vi invito a scoprire i progetti indipendenti. Leggete libri, ascoltate musica e guardate film, di marchi e autori indipendenti, rimarrete sorpresi dalla qualità e dal coraggio di talune opere. E se siete indecisi se acquistare un indipendente o un grosso nome, scegliete il primo, farete del bene alle vostre tasche e all’economia! Stay horror, stay DarkVeins!

L: DarkVeins ti ringrazia Alberto!

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