E.N.D. – The Movie: intervista multipla ai registi

E.N.D. – The Movie: intervista multipla ai registi


END-POSTERDarkVeins intervista Luca Alessandro, Allegra Bernardoni, Domiziano Cristopharo e Federico Greco, i registi di E.N.D. – The Movie, lo zombie movie italiano diviso in tre episodi. Il primo segmento, “E.N.D.(Day Zero), è scritto e diretto da Luca Alessandro e Allegra Bernardoni, due allievi del corso di regia e scrittura di Federico Greco; “Reveniens (Day #1466) è il secondo episodio ed è diretto da Domiziano Cristopharo per una sceneggiatura a firma Antonio Tentori; il segmento conclusivo, “Z-Sapiens” (Day #2333), è diretto da Federico Greco, l’ideatore del progetto.
I tre segmenti di E.N.D. – The Movie sono collegati tra loro e la storia si svolge in un arco temporale di circa dieci anni. Causa dell’epidemia: la droga.

AlessandroRivolgiamo qualche domanda a Luca Alessandro (episodio “Dream Door” di The Pyramid) e Allegra Bernardoni, i registi del primo episodio (“E.N.D.”), i quali ne hanno curato anche la sceneggiatura.

L: Sei il regista del primo episodio (E.N.D.) insieme ad Allegra Bernardoni. Il film, che personalmente ho apprezzato molto, nasce come progetto finale del corso di regia e scrittura di Federico Greco. Parlaci di questa esperienza.

LUCA A.: Devo premettere che già conoscevo Greco di nome per il suo film “Road to L.”, che apprezzai molto, tanto da preferirlo al fratello più ricco TBWP. Quindi, non appena venni a sapere da un amico che teneva un corso al CineTeatro di Roma, non esitai ad iscrivermi. Ricordo ancora il
colloquio… dovetti iniziare un percorso parallelo per poter seguire le sue lezioni, che erano quelle del secondo anno, prettamente incentrate sulla scrittura cinematografica. Quello che mi piacque della scuola fu l’approccio pratico, che realmente preparava al set. Venivo da un’esperienza molto
negativa, dove mi erano stati letteralmente rubati i soldi. Poi la mia fortuna è stata la possibilità di continuare a lavorare con Greco, iniziando nuove collaborazioni. Ho rubato il mestiere con l’occhio, e continuo a farlo visto che ora siamo diventati amici. Penso che lo stare accanto ad un
professionista, unito alla pratica, sia il modo più adatto per imparare.

L: E.N.D. è un ottimo episodio pilota che introduce lo spettatore in una location claustrofobica e macabra. Perché la scelta di un’agenzia di pompe funebri come fulcro della storia?

LUCA A.: L’idea fu di Allegra, durante una seduta di brainstorming. All’epoca c’era anche un altro allievo, che poi si tirò indietro, creandoci non pochi problemi. Sempre Allegra trovò quella magnifica location, a Mentana, nelle vicinanze di casa sua. I proprietari dell’agenzia, i fratelli D’Antoni sono stati davvero molto disponibili e colgo l’occasione per ringraziarli ancora una volta. Rispondendo alla tua domanda: se scoppiasse un’epidemia zombie, chi mai vorrebbe trovarsi all’interno di un’agenzia di pompe funebri? Quale luogo più pauroso? Scherzi a parte, con il senno del poi, ci serviva un luogo funzionale al percorso dei personaggi, in cui l’angoscia della morte per forza di cose viene nel tempo razionalizzata… o quasi…

L: Come descriveresti E.N.D. ad uno spettatore che non lo ha ancora visto?

LUCA A: A nessuno dei registi coinvolti piace l’horror fine a se stesso, ma solo come pretesto per raccontare delle storie. Come ho detto in una precedente intervista, lo sviluppo di “E.N.D.” ha sorpreso anche me che lo scrivevo. È stata una bella sfida riprendere i vecchi personaggi e riadattarli al nuovo contesto. Se questo non bastasse… avete mai visto uno zombie sorridere?

L: Cosa ti aspetti da E.N.D. – The Movie?

LUCA A: Ho già partecipato ad un film ad episodi, firmando la regia del secondo episodio di “The Pyramid”, “Dream Door”. È stata un’esperienza fantastica, culminata con la distribuzione negli U.S.A. (Bayview Entertainment) e in Giappone (Zazie Films). Mi auguro lo stesso per “E.N.D. – THE
MOVIE”. Magari stavolta mi piacerebbe avere un riscontro maggiore in Italia.

AllegraPassiamo ora ad Allegra Bernardoni per farle qualche domanda sul primo episodio e sul progetto in  generale:

L: Hai diretto E.N.D. insieme a Luca Alessandro. Che ricordi hai di questa esperienza?

ALLEGRA B.: Beh diciamo che ho molti ricordi, innanzitutto l’emozione unita anche alla paura; ritrovarsi a 24 anni a scrivere e a dirigere un proprio film era una cosa del tutto nuova ed era inevitabile avere un po’ di paura di non riuscirci; la tensione della novità. Ricordo però che già dalla prima pagina, dal primo giorno che ci siamo incontrati e abbiamo deciso di affrontare quest’esperienza ho detto: “dai… figo ce la si fa… spacchiamo”.
Ricordo inoltre l’incontro con i proprietari dell’agenzia, dei personaggi che per me sono un’unione di due protagonisti di un film di Verdone ma anche un po’ grotteschi alla Burton; di una semplicità e disponibilità encomiabile. Ricordo inoltre una giornata in cui dovevamo girare l’arrivo di Monica e dovevamo far in modo che nel momento in cui tutti i protagonisti erano nella sala, una di queste bare si doveva muovere dall’interno. Ebbene io, Luca e Federico ci siamo guardati e… mi sono ritrovata io dentro la bara. Il problema è che allo stop di questa scena c’era la pausa… e sono rimasta li dentro per un bel po’… però debbo dire che si stava comodi =).

L: Un’esperienza che non tutti provano da vivi. Defunti e bare sono a corredo di una location molto macabra. Nel film però è presente la componente ironica che smorza il senso opprimente e doloroso della morte. Puoi parlarci di questo aspetto?

ALLEGRA B.: Si è vero la location poteva essere molto macabra. L’idea della morte, affrontare la morte del proprio figlio… è un qualcosa di molto triste ma credo che la componente ironica era la cosa più giusta per affrontare il tutto. Abbiamo voluto affrontare i diversi modi e aspetti della morte, e i diversi modi di vederla, non con la classica paura e dolore per la perdita o con la drammaticità esasperata ma trovare un aspetto, una chiave diversa, un po’ di “leggerezza”, che credo sia la chiave di tutto. In E.N.D. c’è quell’ironia cinica, che in fondo, almeno per me, dovremmo sempre avere, anche nella vita quotidiana, così da avere una visione a 360° di un qualcosa, per affrontare al meglio tutto.

L: Come descriveresti E.N.D. ad uno spettatore che non lo ha ancora visto?

ALLEGRA B.: Domandona!!!! Beh diciamo che è una storia fuori dai soliti “ranghi”. E’ un film che parla di diversi aspetti, non solo della morte ma anche di rapporti umani che si vengono a creare in una circostanza forzata, perchè comunque i nostri personaggi si ritrovano chiusi tutti insieme per causa di forza maggiore in un luogo sicuro da una parte e insicuro dall’altra. I tre protagonisti si trovano ad affrontare le proprie paure e a conoscere chi prima vedevano solo in funzione di un collega e di cui a malapena conosceva il nome. Ora invece sono costretti a creare comunque dei rapporti umani. Ognuno dei protagonisti comunque, come un po’ “un topo da laboratorio”, dovrà superare i propri limiti e le proprie paure, e credo che anche questo sia da insegnamento. Ognuno di loro ha un segreto con sé e ci farà i conti.
Inoltre, se dovessi incanalare il film in un genere, dire che non è solo horror-zombie ma anche commedia e drammatico. Quindi tu, spettatore che non hai ancora visto E.N.D. il corto, corri a vederlo: per me è interessante, scritto e girato bene. Puoi riconoscerti in qualunque personaggio della storia e in fondo è quello che facciamo ogni volta che guardiamo un film. Se poi se non dovesse piacerti, male che vada ti sei fatto una cultura di bare, che è sempre utile.

L: Una “cultura di bare”… molto interessante! Cosa ti aspetti da E.N.D. – The Movie?

ALLEGRA B.: È stato un grande progetto, un grande lavoro: 4 registi e 3 episodi… sarebbe ipocrita non dire successo ma sono convinta che quando un lavoro è fatto bene e ci sono bravi registi con nomi affermati nel genere, questo non mancherà. Siamo stati e siamo una grande squadra composta da grandi persone affermate nel loro campo. Abbiamo avuto già diverse recensioni e questo gratifica non solo noi registi ma tutto il cast tecnico e artistico. E poi E.N.D. – The Movie per me è una novità nel suo genere e nel campo zombie non più i morti viventi come i cattivi ma… e forse è proprio questo il punto di forza, dissacrare i vecchi schemi del genere.

domizianoQualche domanda a Domiziano Cristopharo (House of Flesh Mannequins, Doll Syndrome, Red Krokodyl…) che ha diretto il secondo episodio, “Reveniens“:

L: Hai rilasciato un’intervista a DarkVeins esattamente un anno fa ed E.N.D. The Movie non era ancora fra i tuoi progetti. Cosa ti ha affascinato di questo film da decidere di farne parte?

DOMIZIANO C: E.N.D. è nato dopo la nostra intervista, durante un viaggio in treno molto profiquo con Federico Greco. Il capitolo 1 di E.N.D. si prestava perfettamente per esser sviluppato ed integrato… del resto nasceva come web-serie e avevamo tutti una gran voglia di Zombie!

L: Parlaci del tuo episodio, Reveniens. Innanzitutto da cosa è guidata la scelta del titolo? Come descriveresti gli zombie del tuo film? Cosa dobbiamo aspettarci da Reveniens?

DOMIZIANO C.: Volevo un titolo elegante che rappresentasse appunto un qualcosa di italico… i nostri zombie non hanno niente da invidiare a quelli americani ed io son un fan di Fulci. Reveniens è latino, significa “ritornanti”… sto diventando nazionalista. I miei Zombie sono abbastanza aggressivi ma son più simili a fantasmi… si vedono poco.
Penso che lo spettatore potrà così fantasticare di più e creare più mostri nella sua mente.

L: Puoi svelare qualcosa in più sul tuo episodio?

DOMIZIANO C.: Mah, guarda non credo alle novità… tutto è nuovo e tutto ridiventa nuovo… in tema zombie poi è davvero difficile inventare qualcosa. Diciamo che E.N.D. lo vedo più vicino a Il ritorno dei morti viventi di O’Bannon che ad altri film.

L: Cosa ti aspetti da E.N.D. – The Movie?

DOMIZIANO C.: Molto divertimento, molta visibilità e la diffusione di un messaggio: l’unione fa la forza e le idee possono diventare realtà se si crede in esse fino in fondo. Fino a dare loro vita fisica e non solo nei sogni.

federico-grecoConcludiamo l’intervista con alcune domande a Federico Greco (Road to L – Il mistero di Lovecraft, Liver, Nuit Americhèn, Angelika), il regista dell’espisodio conclusivo, “Z-Sapiens“.

L: Ciao Federico. Nella nostra intervista di maggio ci avevi già rivelato che E.N.D. sarebbe stato il primo episodio di un lungometraggio composto da tre segmenti. Come nasce la collaborazione con Domiziano Cristopharo?

FEDERICO G.: Io e Domiziano ci conosciamo da qualche anno perché in passato abbiamo già provato a collaborare e finalmente ci siamo riusciti con “E.N.D. – The Movie”. Volevamo realizzare un lungometraggio di zombie e abbiamo pensato che “E.N.D.” sarebbe stato perfetto come primo capitolo sull’inizio di un’epidemia planetaria. Ci stimolava la sfida di affrontare una storia e un’estetica che nessuno di noi aveva mai affrontato, perché in realtà il primo capitolo, girato più di tre di anni fa, mostra molto poco gli zombie e quando lo fa li racconta in una fase ancora troppo acerba per coincidere con l’immaginario cui siamo tutti abituati. A dire il vero anche nel terzo capitolo non abbiamo voluto rimanere nel cliché estetico dello zombie e mi sono divertito a giocarci un po’. Così come ho giocato col genere stesso. “Z-Sapiens” infatti è un horror venato da sfumature di commedia. Un po’ come il mio precedente lavoro, “Nuit Americhèn”.

L: Z-Sapiens è il titolo del terzo episodio da te diretto. Il titolo ad esempio desta molta curiosità e da quanto emerge dalla trama, le azioni dei protagonisti sembrano guidate dagli istinti più bassi. Puoi svelarci qualcosa a riguardo?

FEDERICO G.: La domanda è: cosa succederebbe se gli zombie, a distanza di diversi anni dall’inizio dell’epidemia, fossero “evoluti”, non solo tecnologicamente? E se gli umani, specularmente, si fossero “involuti”? Una delle cose più interessanti, per me, era cercare di capire cosa sarebbe successo ad alcuni personaggi che nel primo capitolo erano amici se avessero seguito strade e destini diversi in questo senso. E se le circostanze li avessero divisi o addirittura messi uno contro l’altro. Il soggetto di partenza di “Z-Sapiens”, di Roberto Papi, era perfetto come base per questa riflessione e con Luca Alessandro e lo stesso Roberto lo abbiamo sviluppato fino alle più estreme conseguenze.

L: Lo zombie è la figura più sfruttata nel cinema di genere ma credo che nel tuo progetto abbia ancora molto da dire. L’uso della cocaina tagliata male come causa del contagio è un’idea eccezionale oltre che molto particolare. Com’è nata l’idea di usare la droga come mezzo di diffusione dell’epidemia?

FEDERICO G.: E’ proprio questa la sfida: provare ad andare oltre i classici schemi del genere e allo stesso tempo mantenere l’efficacia e la tensione propria di uno zombie-movie. L’idea della cocaina nacque durante le riunioni di scrittura con i miei allievi del Cineteatro (Allegra Bernardoni e Luca Alessandro), di cui “E.N.D.”, il primo episodio, era il prodotto di fine anno. Cercavamo uno strumento di diffusione che fosse al contempo originale, critico e ironico. Che un’epidemia planetaria si diffonda tramite la cocaina denuncia implicitamente che la cocaina è molto più diffusa di quanto si voglia far credere e in più implica che il vettore sia anche qualcos’altro, di ancora più diffuso: i soldi.

L: Cosa rende diverso E.N.D. – The Movie dal resto della filmografia zombesca? Cosa devono aspettarsi i fanatici degli zombie-movie?

FEDERICO G.: Innanzitutto la struttura narrativa, che si dipana in un arco temporale molto lungo. Poi l’attenzione ai personaggi e alla scrittura, attenzione che purtroppo non è scontata in un prodotto horror. E infine – come dicevo – il tentativo di andare oltre la classica estetica zombesca ribaltando i cliché.

L: Quando e come vedrà la luce E.N.D. – The Movie?

FEDERICO G.: E’ ancora prematuro per dirlo ma abbiamo riscontrato un certo interesse e stiamo vagliando alcune ipotesi – anche internazionali – che ci paiono molto appetibili.

DarkVeins ringrazia Federico Greco, Domiziano Cristopharo, Luca Alessandro e Allegra Bernardoni per la loro disponibilità.

Un commento

  1. Cerbero

    Eccolo un film italiano che spacca!

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