Confessioni di una necrofila: completate le riprese del film – La vera storia di Karen Greenlee
Angela del Regno

Confessioni di una necrofila: completate le riprese del film – La vera storia di Karen Greenlee

DVD horror extreme TetroVideo

Si sono appena concluse le riprese di Confessioni di una necrofila (aka Confessions of a Necrophile Girl), il disturbing drama ad alto tasso erotico che vede alla regia Domiziano Cristopharo (TetroManiac eROTik).
Confessioni di una necrofila (Italia – 2020) è il nuovo film della collana TETROMANIAC di TetroVideo, la serie di film disturbanti sulle vere storie di criminali e serial killer, in cui rientrano anche eROTik (ispirato agli omicidi di Jeffrey Dahmer) e 61 – Scorecard Killer (film basato sulla storia di Randy Steven Kraft).

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 invece è liberamente ispirato alla vera storia della necrofila americana Karen Greenlee ed è interpretato da Angela del Regno. Completano il cast Lorenzo Fedele (Vore/Gore), Dario Almerighi (Me and the Devil), Vincenzo Paliasc e Daniele Arturi (The House Guest). Special guest: Alvia Reale (Tales to tell in the Dark), Chiara Pavoni (Xpiation), Andrea Autullo (Baby Gang), Paolo Di Gialluca (7 Sins) e Mario De Lillo.

Trama – Attraverso un videodiario, Karen ripercorre i momenti più importanti della sua vita: dall’infanzia ai primi amori, fino allo scandalo che l’ha travolta, facendo emergere una profonda attrazione per la morte e per i cadaveri, un’ossessione che l’ha sempre accompagnata.

Negli anni ’70, la ventenne Karen Greenlee lavorava come imbalsamatrice presso un’agenzia di pompe funebri in California. Nel 1979 finì in carcere per aver rubato il carro funebre che trasportava il cadavere di un trentatreenne per poi farci sesso. La donna fu ritrovata giorni dopo con una confessione scritta in cui parlava della sua forte attrazione verso i cadaveri e che la portava a compiere atti necrofili, perversione sessuale da lei descritta come una “dipendenza”.
Dopo aver rilasciato una lunga intervista nel 1987, la donna cambiò la sua identità e si trasferì in un’altra città.
La sua storia ha ispirato il racconto “We So Seldom Look On Love” (di Barbara Gowdy) a cui a sua volta è stato dedicato il film canadese Kissed diretto da Lynne Stopkewich nel 1996.

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