ILL: Final Contagium | Recensione film

ILL: Final Contagium | Recensione film

DVD horror extreme TetroVideo

Dall’unione di talenti cinematografici italiani, cileni e tedeschi nasce ILL: Final Contagium (2019), un horror antologico che offre una soddisfacente visione di un mondo che soccombe a causa del denaro e di virus. In un crescendo di tensione e di degrado sia psicologico che fisico, questo trascinante body horror offre grandiose mutazioni corporee, simboli della corruzione dell’anima qui esternata con tutta la sua mostruosità.

Con l’episodio “Contagium”, il regista cileno Lucio A. Rojas, noto per aver diretto l’horror estremo Trauma, affronta il tema dei batteri sperimentali diffusi attraverso il denaro, aprendo la strada al contagio che si estenderà a macchia d’olio fino a raggiungere l’Italia (secondo e terzo episodio) e tutti gli altri Paesi per una visione globale apocalittica che invece sarà affrontata nel capitolo conclusivo.

Per “Contagium (Day #0)“, Lucio A. Rojas si avvale nuovamente della collaborazione degli attori Felipe Rios e Ximena Del Solar, entrambi parte del cast di Trauma. Felipe Rios interpreta Andrés Canessa, un uomo che si appropria di un pericoloso materiale sperimentale che però gli verrà sottratto da due affascinanti sconosciute alla ricerca di ricchi da derubare.
In questo episodio, l’insaziabilità materiale accende la scintilla della lussuria e della violenza offrendo siparietti erotici in cui brillano le frizzanti performance di Ximena Del Solar e di Rayloren Mata mentre inquieta quella di Felipe Rios che, come in Trauma, dà un assaggio della sua imprevedibile e talentuosa versatilità recitativa.
La sceneggiatura è a firma di Lucio A. Rojas e di Ximena Del Solar.

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Il regista italiano Lorenzo Zanoni (segmento “Caetophobia” in Taste of Phobia) è l’autore di “Gully (Day #86)“, un episodio in cui il furto di denaro causerà una mutazione fisica a Owen, un ragazzo avaro e inerte che passa le giornate oziosamente.
Venato di tristezza e di malinconia, “Gully” è un inno al body horror e mette in risalto un pesante disfacimento del corpo umano che non lascia indifferenti grazie anche agli stupefacenti FX a cura di Athanasius Pernath e all’interpretazione di Tommaso Arnaldi. La lenta e inesorabile metamorfosi corporea inoltre sfiora il ricordo della dolorosa trasformazione di Seth Brundle ne La mosca (1986) ma anche quella del più recente Thanatomorphose (2012).
La fotografia di Daniele Trani (“Oltre il Guado”, “What have you done, Daniel?”) poi, è un altro punto a favore per questo “gioiellino”.
La sceneggiatura è stata scritta da Luca Nicolai.
Nel cast: Tommaso Arnaldi, Silvia Morigi e Giuseppe Di Biase.

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Domiziano Cristopharo (House of Flesh Mannequins, Doll Syndrome) invece ci mostra un corpo distrutto dai ritocchi chirurgici in “The Body (Day #104)“, un episodio in cui un transgender (Chiara Pavoni) farà un uso errato dei soldi riccorrendo, per risparmiare, a interventi di chirurgia estetica a domicilio. Le infiltrazioni di silicone purtroppo avranno effetti collaterali devastanti sul suo corpo.
Come “Gully“, anche “The Body” è un segmento potente che illustra magnificamente la decadenza del corpo umano grazie a un buon uso di FX (a cura di Athanasius Pernath) che evidenziano, con un tocco di realismo, la degenerazione della pelle e dei tessuti sottostanti.
In “The Body” la bellezza di un procace corpo femminile sfiorisce lasciando spazio ad un deterioramento fisico alterato da ferite autoinflitte che nutrono il lato masochistico della “protagonista”. Vanità, ossessione per la perfezione e denaro abbaglieranno il transessuale facendolo sprofondare in un violento e tragico viaggio senza ritorno incoronato in una preziosa e nostalgica sequenza ottantiana finale.
Nel segmento non mancano aghi conficcati in varie parti del corpo (labbra, capezzoli, glutei), lame nei seni e l’affondamento di un pugnale in gola, caratteristiche che rendono l’originale “The Body“, l’episodio più violento e sadico.
Nel cast, oltre a Chiara Pavoni (Xpiation), ci sono anche Arianna Bonardi, Giorgio Agri (P.O.E. 4 – The Black Cat), Francesco Giannotti e, in un piccolo cammeo, anche Poison Rouge (American Guinea Pig: Sacrifice).
La sceneggiatura è di Pasquale Scalpellino.

The Body
Noto per aver diretto il thriller horror Scars of Xavier, il regista tedesco Kai E. Bogatzki scrive e dirige “The Cabin (Day #913)” concludendo con toni drammatici e disperati la storia iniziata da Lucio A. Rojas con il segmento “Contagium“.
Con “The Cabin” Kai E. Bogatzki raggiunge picchi di desolazione sconfinata fornendo la visione di un’era post apocalittica dove i soldi saranno il mezzo con cui gli infetti cercheranno di restare in vita.
Cupo e pessimista, questo segmento si distingue dagli episodi precedenti per la sofferenza che un padre e un figlio sono costretti a sopportare e per il rimedio ai dolori che sono obbligati ad accettare. Le sequenze più crude e struggenti mostrano amputazioni e rimozione di pelle e altre parti del corpo con apprezzabili dosi di splatter che non fanno altro che spargere più terrore nella labile vita dei due superstiti.
Nel cast: Max Evans e Justin Salowsky.
Le musiche dei titoli di testa e di coda di ILL: Final Contagium sono a cura di Antony Coia (Scarecrowd, Virus: Extreme Contamination, Xpiation).

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Ill-Poster

Dall'unione di talenti cinematografici italiani, cileni e tedeschi nasce ILL: Final Contagium (2019), un horror antologico che offre una soddisfacente visione di un mondo che soccombe a causa del denaro e di virus. In un crescendo di tensione e di degrado sia psicologico che fisico, questo trascinante body horror offre grandiose mutazioni corporee, simboli della corruzione dell'anima qui esternata con tutta la sua mostruosità. Con l’episodio “Contagium”, il regista cileno Lucio A. Rojas, noto per aver diretto l'horror estremo Trauma, affronta il tema dei batteri sperimentali diffusi attraverso il denaro, aprendo la strada al contagio che si estenderà a macchia…

Considerazioni finali

Score - 68%

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Score

Sommario: In un crescendo di tensione e di degrado sia psicologico che fisico, questo trascinante body horror offre grandiose mutazioni corporee, simboli della corruzione dell'anima qui esternata con tutta la sua mostruosità.

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