Just a Child | Recensione film

Just a Child | Recensione film

DVD horror extreme TetroVideo

Adam Ford, il regista dell’horror estremo Torment, abbandona il territorio extreme per dedicarsi ad una ghost story dalle atmosfere ottantiane: Just a Child (2019).
Sin dalla prima sequenza, Just a Child anima la componente horror introducendo un fantasma con le membra consumate, lacerate e marce. Figura, questa, che si impadronisce dei sogni ma anche della realtà dei protagonisti, qui intrappolati in una sorta di oscuro limbo dolorifico in cui non manca il gusto per il macabro (amplesso con il defunto, sepoltura da vivo).

La musica di Alex Cimini ruba l’attenzione plasmandosi sulla storia di cui ne accentua i toni drammatici e, soprattutto, quelli orrorifici. Spina dorsale del film, la colonna sonora colma quel senso di vuoto causato da una sceneggiatura non incisiva e da alcune sequenze eccessivamente lunghe.

Adam Ford dirige un horror che non convince appieno per i sopracitati punti negativi (fra i quali anche la prova recitativa) ma che comunque riesce ad esercitare un certo fascino. Il merito è della curata e travolgente atmosfera old style con chiari rimandi agli ultimi periodi del cinema di Lucio Fulci, degli sprazzi di violenza in cui si riconosce la propensione del regista verso l’efferatezza e la crudeltà (l’omicidio con il martello) e anche dell’intensa componente horror (intinta nella curatissima fotografia) dove Chiara Pavoni è più a suo agio.

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Chiara Pavoni è Barbara, una vedova che ritorna nella vecchia casa di famiglia insieme al figlio adolescente Bob e ad Anthony, il compagno più giovane di lei e molto autoritario che non ha un buon rapporto con il ragazzo. Fra tensioni familiari e suggestioni paranormali, il timido teenager instaurerà un macabro rapporto fatto di complicità con un’entità sovrannaturale che ha le sembianze del padre defunto.

Nel cast di Just a Child, oltre alla sopracitata Chiara Pavoni (Demonium, P.O.E. 4 – The Black Cat, Xpiation), ci sono anche Alfonso D’Auria, Alessandro Feudale e Giorgio Agri (P.O.E. 4 – The Black Cat, Xpiation). La sceneggiatura è a firma di Sebastan Sonta.
Il regista Domiziano Cristopharo (Doll Syndrome, Red Krokodil, Xpiation) inoltre compare in questo nuovo horror di Adam Ford anche in veste di produttore e direttore della fotografia.
Il film è una produzione Ulkurzu (UK).

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Adam Ford, il regista dell'horror estremo Torment, abbandona il territorio extreme per dedicarsi ad una ghost story dalle atmosfere ottantiane: Just a Child (2019). Sin dalla prima sequenza, Just a Child anima la componente horror introducendo un fantasma con le membra consumate, lacerate e marce. Figura, questa, che si impadronisce dei sogni ma anche della realtà dei protagonisti, qui intrappolati in una sorta di oscuro limbo dolorifico in cui non manca il gusto per il macabro (amplesso con il defunto, sepoltura da vivo). La musica di Alex Cimini ruba l'attenzione plasmandosi sulla storia di cui ne accentua i toni drammatici…

Considerazioni finali

Score - 58%

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Score

Sommario: Adam Ford dirige un horror che non convince appieno ma che comunque riesce ad esercitare un certo fascino grazie alla travolgente atmosfera old style con chiari rimandi agli ultimi periodi del cinema di Lucio Fulci, agli sprazzi di violenza e anche all'intensa componente horror intinta nella curatissima fotografia.

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