The Field Guide to Evil | Recensione film

The Field Guide to Evil | Recensione film


The Field Guide to Evil (2019), il nuovo horror dei produttori di The ABC’s of Death, Ant Timpson e Tim League, è un film corale che esplora il lato più cupo del folklore. Della durata di due ore, questa antologia di alto livello è composta da otto segmenti diretti da altrettanti registi provenienti da ogni parte del mondo e che nel loro episodio hanno instillato miti, leggende e credenze popolari del proprio Paese per una visione quasi globale dell’orrore tramandato nei secoli.

Caratterizzato da diversi stili registici, The Field Guide to Evil abbraccia la cultura popolare di varie parti del mondo estrapolando da essa il lato più marcio, perverso e oscuro ma, soprattutto, è un ottimo esempio di film antologico grazie alla singola bellezza e particolarità irradiata da ciascun episodio.
Dall’indubbio fascino, The Field Guide to Evil è un’esemplare rappresentazione del male che continua a viaggiare nel tempo e che qui viene eternizzato con tutta la sua oscurità, il suo fascino e le sue ripercussioni nefaste.

Gli otto episodi sono diretti da Veronika Franz e Severin Fiala (Goodnight Mommy, The Lodge), Can Evrenol (Baskin – La porta dell’Inferno, Housewife), Peter Strickland (Berberian Sound Studio), Katrin Gebbe (Nothing Bad Can Happen), Agnieszka Smoczynska (The Lure), Calvin Reeder (The Rambler), Ashim Ahluwalia (Miss Lovely) e Yannis Veslemes (Norway).
Dopo gli ipnotici titoli di testa si apre l’episodio cornice in cui un libro con le pagine in movimento rappresenta il film corale mentre i capitoli che lo compongono sono in realtà le otto storie dell’orrore di The Field Guide to Evil.

die-trudAUSTRIA
Con “The Sinful Women of Höllfall” Severin Fiala e Veronika Franz, gli autori di Goodnight Mommy, danno un assaggio del folklore austriaco presentando il “Trud” (una sorta di elfo malvagio con abilità mutaforma), un essere sovrannaturale nato dalla colpa e dalla paura e che compare di notte per rubare il respiro della vita.
È quello che sperimenterà la giovane protagonista, colpevole di essersi lasciata andare con l’amica nonostante la madre, una donna molto religiosa, l’abbia avvisata di non commettere peccato.
The Sinful Women of Höllfall” è l’episodio che tocca tasti come la religione e la repressione sessuale in una comunità femminile e che apre dignitosamente il sipario sugli orrori del folklore con una storia che, lentamente (ma comunque in modo incisivo) accompagna lo spettatore verso un impensabile finale.
Molto d’effetto le inquadrature, il paesaggio e il sound design che stimola la suspense.
Nel cast: Marlene Hauser, Luzia Oppermann, Birgit Minichmayr e Karin Pauer.
La sceneggiatura è di Severin Fiala e Veronika Franz.

al-karisiTURCHIA
Con “Haunted by Al Karisi – The Childbirth Djinn” l’orrore si sposta in Turchia grazie a Can Evrenol, il regista di Baskin – La porta dell’Inferno.
Il corto è dedicato a “Karisi“, il demone del parto che si presenta con le sembianze di una donna ma anche di un gatto o di una capra.
Haunted by Al Karisi – The Childbirth Djinn” è la storia di una ragazza incinta che accudisce la madre malata.
Nel giorno del parto noterà la presenza di una capra fuori casa a cui seguiranno eventi raccapriccianti.
Can Evrenol avvicina la malattia alla nascita per poi concludere con la morte ma non prima di aver deliziato il pubblico con crudeli scene di sangue che, ben realizzate, sfiorano il realismo.
Molto cupo, questo segmento riesce a trasmettere ansia allo spettatore regalandogli infine un triste finale.
Nel cast: Naz Sayiner, Sureyya Kucuk. La sceneggiatura è a cura di Can Evrenol.

field-guide-to-evilPOLONIA
La regista polacca Agnieszka Smoczynska (The Lure) scrive e dirige “The Kindler and the Virgin“, un corto sulla magia e sul desiderio di ottenere la saggezza. Secondo la credenza polacca però, una mente troppo colta può essere pericolosa.
È quello che accade ad un uomo a cui vengono promessi saggezza e poteri una volta consumato il cuore di tre defunti.
Con “The Kindler and the Virgin“si tasta il terreno del macabro con un protagonista che diventa profanatore di tombe e che compie atti di cannibalismo sui cadaveri.
La notevole fotografia (Kuba Kijowski) dai toni bluastri accentua il contesto tetro in cui si annida una figura luciferina (foto) in grado di corrompere la mente umana.
Nel cast: Andrzej Konopka, Kordian Kadziela.

melonheadsUSA
Calvin Lee Reeder scrive la sceneggiatura e firma la regia di “Beware The Melonheads”, un corto in cui ad essere punita sarà una coppia di genitori distratti. Si narra infatti che nei boschi settentrionali degli Stati Uniti si nascondano i “Melonhead“. Trattasi di umanoidi molto aggressivi che hanno le sembianze di bambini e che sono caratterizzati da teste enormi.
Questo segmento sul folklore americano è cucito sui tipici stereotipi della maggior parte dei film horror con la classica famiglia che si trasferisce in una nuova casa. La storia però poi stuzzica l’interesse dello spettatore grazie ad una buona dose di cattiveria e brutalità di fondo che raggiunge il culmine con l’incontro tra gli esseri umani e i Melonhead (la caduta di uno dei genitori e il lancio di una pietra rimangono abbastanza impressi così come gli efficaci practical effects).
Molto gradito anche lo spietato finale che ben incornicia l’efferatezza dei “bambini”.
Nel cast: Kannon Hicks, Jilon VanOver, Sarah Navratil, Luca Flaim, Claude Duhamel, Paul J. Ford, Quentin Beibel, Tyler Skyndiel, Noah Dobson, Ben Garon, Jesse James Baldwin e Zachary Read.

The-Field-Guide-to-Evil-filmGRECIA
Con “What Ever Happened to Panagas the Pagan?” Yannis Veslemes (Norway) ci immerge nel folklore natalizio greco introducendo ilkallikantzaros“, creatura mostruosa che, secondo la tradizione, vive sottoterra tutto l’anno fino al giorno di Natale, quando visita le case per arrecare οgni sorta di angherie alle persone.
What Ever Happened to Panagas the Pagan?” è il segmento più surreale dell’antologia. Visionario e travolgente, questo episodio sfocia nel fantasy ricordando per certi versi Legend (1985), non tralasciando comunque l’horror insito nella natura umana.
Regia, fotografia (Christos Karamanis) e location fanno di questa metafora della bestialità umana (scatenata dall’eccesso di alcol) un oscuro gioiello.
Nel cast:
Vangelis Mourikis, Vasilis Kamitsis, Antonis Tsiotsiopoulos, Nikos Ntalas, Kostas Laskos e Panagiotis Papadopoulos. Makeup special effects a cura di Giorgos e Roulis Alahouzos.
Special effects: Michalis Samiotis.
Yannis Veslemes si è occupato anche della sceneggiatura del film mentre gli efficaci effetti speciali sono stati realizzati da George Alahouzos, Roulis Alahouzos, Georgia Laladak e Michalis Samiotis.

palace-of-horrorsINDIA
Scritto e diretto da Ashim Ahluwalia“Palace of Horrors” è un cortometraggio in bianco e nero e tratta di un palazzo decadente celato agli occhi del mondo. Secondo la credenza indiana, nel luogo avvengono strani riti e sono presenti mostruosità collezionate da un re sacro.
In “Palace of Horrors” due stranieri raggiungono la struttura per visitarla con l’intento di acquistare qualche “curiosità” che vive nascosta o rinchiusa al suo interno per poi usarla come attrazione per il loro spettacolo.
Palace of Horrors” concilia la credenza popolare con lo sfruttamento, il sogno e la follia. Trattasi di un segmento efficace che rimanda a Freaks di Tod Browning per i personaggi (lillipuziani, donne barbute o con quattro gambe, uomini con il volto deforme…) che la popolano.
Triste e amaro, fa luce sulla diversità e sulla malvagità dell’essere umano.
Nel cast: Mark O’Gleby, Henry Throop, Niharika Singh, Robin Das.
Horror FX: Jitendra Mhatre & Team

The-Field-Guide-to-Evil4GERMANIA
La storia di “A Nocturnal Breath” (regia e sceneggiatura di Katrin Gebbe) è incentrata sul “Drude” del folklore tedesco.
Il Drude è uno spirito malevolo che lascia il corpo del posseduto per diffondere malattie. La persona giace esanime fino a quando lo spirito non ritorna nel suo corpo.
Protagonisti della vicenda sono due ragazzi: un fratello e una sorella che vivono con il costante terrore del Drude. La ragazza infatti, è posseduta dal malvagio spirito e, insieme al fratello, assiste impotente alla moria del bestiame.
Calato completamente in un clima di disagio e di sofferenza, A Nocturnal Breath” è l’episodio più inquietante e potente di The Field Guide to Evil. La particolarità della strana forma di possessione affrontata, unita ad una fredda fotografia rendono questa storia di dolore ancora più angosciante.
Nel cast: Lili Epply, Thomas Schubert.

The-Field-Guide-to-EvilUNGHERIA
Con “The Cobblers’ Lot” Peter Strickland conclude con eleganza questa torbida e straordinaria antologia horror con un episodio vagamente ispirato al racconto popolare “The Princess’s Curse” in cui due fratelli cercano di attirare l’attenzione di una Principessa.
Peter Strickland stravolge il sopracitato racconto trasformandolo in un sorprendente film muto sulla gelosia.
Protagonisti sono infatti due fratelli calzolai che amano la stessa donna. Botond, il maggiore, inizia ad essere geloso del rapporto fra i due e non perderà l’occasione per tentare un approccio con la Principessa usando la menzogna.
Visivamente ammaliante, “The Cobblers’ Lot” è un concentrato di bellezza. In questo omaggio al cinema del passato in cui si scorgono tenui echi nel cinema moderno (cinema di Tim Burton), amore, rivalità e menzogna tramutano il film in un eclatante manifesto funereo grazie ad immagini estremamente evocative e poetiche.
Nel cast: Fatma Mohamed, Károly Hajduk, Péter Jankovics, László Konter, Anna Balogh, Marina Gera, Vivien Koltai e Justin Turner. DOP: Márk Gyõri.
La sceneggiatura è a firma dello stesso regista.

Il poster realizzato da Ghoulish Gary Pullin:

The-Field-Guide-to-Evil-poster

The Field Guide to Evil (2019), il nuovo horror dei produttori di The ABC’s of Death, Ant Timpson e Tim League, è un film corale che esplora il lato più cupo del folklore. Della durata di due ore, questa antologia di alto livello è composta da otto segmenti diretti da altrettanti registi provenienti da ogni parte del mondo e che nel loro episodio hanno instillato miti, leggende e credenze popolari del proprio Paese per una visione quasi globale dell'orrore tramandato nei secoli. Caratterizzato da diversi stili registici, The Field Guide to Evil abbraccia la cultura popolare di varie parti del…

Considerazioni finali

Score - 78%

78%

Score

Sommario: Dall'indubbio fascino, The Field Guide to Evil è la giusta rappresentazione del male che continua a viaggiare nel tempo e che qui viene eternizzato con tutta la sua oscurità, il suo fascino e le sue ripercussioni nefaste.

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