The Head Hunter | Recensione film

The Head Hunter | Recensione film


Diretto da Jordan Downey (ThanksKilling), The Head Hunter (USA – 2019) è un horror medievale che narra la storia di un guerriero solitario alla ricerca della creatura che ha assassinato la giovane figlia. Sin dalla prima sequenza, il film mette in rilievo un contesto che rimanda al lato più cupo del genere fantasy incantando anche lo spettatore con suggestivi e meravigliosi paesaggi (la fotografia è di Kevin Stewart).
Tra battute di caccia al mostro, pozioni e teste mostruose (realizzate da Kevin Stewart) posizionate come trofei su una parete del suo rifugio, il protagonista trascorre anni della sua vita accecato dalla vendetta e con un solo obiettivo inchiodato nel cuore.
Tempo, il suo, intaccato dalla difficile elaborazione del lutto che scatena una profonda solitudine e taglienti sensi di colpa nonché uno strascico di tristi sentimenti.

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Lo svolgersi della storia procede lentamente dando spazio al protagonista, egregiamente interpretato da Christopher Rygh. I primi quaranta minuti di questo horror-fantasy si concentrano infatti sul suo personaggio, sui suoi rituali esoterici quotidiani e sull’agognato scontro finale con il suo nemico. L’uomo aggiunge teste alla sua collezione dopo lotte (negate alla visione dello spettatore) e di cui porta le lacerazioni che poi cura con i suoi intrugli. Dettagli, questi, che potrebbero risultare superflui e, poiché ripetitivi, anche monotoni per chi magari si aspetta un film adrenalinico concentrato maggiormente sull’azione o su scontri con mostri.

Incentrati sul silenzio, i primi quaranta/quarantacinque minuti di The Head Hunter invece trasmettono un profondo senso di solitudine del guerriero-stregone (di cui è impossibile non notare la magnifica armatura) e preparano lo spettatore ad un inferno visivo ed uditivo che esplode nel finale quando The Head Hunter mostra una creatura (dotata solo di testa e spina dorsale) che, dopo essere stata catturata e uccisa, torna accidentalmente in vita a causa di una pozione.
Sarà proprio quest’essere ad innescare una serie di eventi nefasti facendo sprofondare il protagonista in una sorta di limbo angosciante. La caccia al pericoloso mostro infatti condurrà il guerriero in macabri antri oscuri in cui riecheggiano lamenti, sospiri e urla infernali.

Il finale, emozionante e inatteso, conclude dignitosamente questo insolito e particolare film che abbraccia esoterismo, sangue e amore paterno.
Il tutto è poi accentuato da una coinvolgente colonna sonora (a cura di Nick Soole) che scandisce i momenti più funebri e toccanti della storia.

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Trama: Medioevo. Un guerriero protegge il regno dai mostri e dall’occulto. La sua raccapricciante collezione di teste non è ancora completa perché ne manca solo una: quella del mostro che ha ucciso sua figlia (Cora Kaufman) anni fa.
Accecato dalla vendetta, l’uomo viaggia a cavallo, ricorrendo alla stregoneria per raggiungere il suo obiettivo. L’atteso scontro finale però lo farà sprofondare in un mondo più terrificante della realtà dal quale sembrerà non esserci alcuna via di uscita.

The Head Hunter è diretto da Jordan Downey (ThanksKilling, ThanksKilling 3) il quale ne ha anche scritto la sceneggiatura insieme a Kevin Stewart (Unfriended: Dark Web). Entrambi lo hanno anche prodotto in collaborazione con Ricky Fosheim ed Erin Moody.
Nel cast anche Aisha Ricketts.

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Diretto da Jordan Downey (ThanksKilling), The Head Hunter (USA – 2019) è un horror medievale che narra la storia di un guerriero solitario alla ricerca della creatura che ha assassinato la giovane figlia. Sin dalla prima sequenza, il film mette in rilievo un contesto che rimanda al lato più cupo del genere fantasy incantando anche lo spettatore con suggestivi e meravigliosi paesaggi (la fotografia è di Kevin Stewart). Tra battute di caccia al mostro, pozioni e teste mostruose (realizzate da Kevin Stewart) posizionate come trofei su una parete del suo rifugio, il protagonista trascorre anni della sua vita accecato dalla…

Considerazioni finali

Score - 70%

70%

Score

Sommario: La caccia all'essere condurrà il guerriero in macabri antri oscuri in cui riecheggiano lamenti, sospiri e urla infernali. Il finale, emozionante e inatteso, conclude dignitosamente questo insolito e particolare film che abbraccia esoterismo, sangue e amore paterno.

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