I migliori film horror del 2018

I migliori film horror del 2018


Stiliamo una breve lista dei “Migliori film horror del 2018“, anno che ha regalato titoli esemplari (mainstream ma anche indie ed extreme) che vanno dall’horror psicologico all’horror sovrannaturale ma anche al thriller con contaminazioni orrorifiche e drammatiche.
Qui la lista dei “Migliori film del 2017.

The House That Jack Built, il nuovo film scritto e diretto da Lars Von Trier (Melancholia, Nymphomaniac), conquista le vette della classifica. Questo brutale inno alla follia e all’arte (pittura, scultura e letteratura) può essere considerato uno dei migliori film sui serial killer.
The House That Jack Built fa luce su alcuni atroci omicidi compiuti da uno psicopatico affetto da disturbo ossessivo compulsivo ai danni di vittime ignare e da costui percepite come parti di un’opera d’arte allucinata, surreale e infernale.
In questo capolavoro in cui spiccano la maestosa regia e la ricca sceneggiatura, Lars Von Trier guida lo spettatore nella mente labile del protagonista (interpretato da un esemplare Matt Dillon) rendendolo partecipe dei suoi deliri che hanno radici nel sangue e nella morte.

Lascia un segno molto incisivo anche Ghostland – La casa delle bambole (aka Incident in a Ghostland), il nuovo horror diretto da Pascal Laugier (Saint Ange e Martyrs).
Il regista e sceneggiatore francese confeziona un horror tagliente, distruttivo e che si riversa in uno straziante contesto traumatico in cui i riflettori sono puntati su una condizione di stress e di sofferenza psicologica. Come in Martyrs, anche in Ghostland la pietà soccombe per dare spazio alla crudeltà e al dolore.

Si è fatto notare The Lodgers – Non infrangere le regole (aka The Lodgers), l’horror gotico sulle entità iraconde.
Un castello fatiscente nell’Irlanda rurale degli anni ’20 è la magnifica location in cui si svolge la macabra storia di due gemelli orfani tormentati da un maleficio. Trattasi di una ghost story che gioca sul destino oscuro dei protagonisti, qui sospesi in una dimensione evocativa che ha echi in un lugubre mondo onirico.
Il film è diretto da Brian O’Malley (Let Us Prey).

Scritto e diretto da Demián Rugna, l’horror argentino Aterrados (aka Terrified) è un agghiacciante horror sovrannaturale pregno di morti violente.
Impreziosito da un’atmosfera terrificante e angosciante, Aterrados (Argentina – 2018) si distingue dagli horror sul paranormale per l’inquietudine e il senso di oppressione che riesce a trasmettere al pubblico. Gli stereotipi del genere inoltre, qui rielaborati, assumono una luce e un significato diversi attribuendo al film un’innovativa aura.

Diretto da Jeremy Dyson e da Andy Nyman, Ghost Stories (UK – 2018) è un horror sovrannaturale che, tra casi di attività paranormale, mistero e scetticismo, porta in scena un dramma che dà vita alla paura e all’orrore. Coinvolgente, Ghost Stories gode inoltre di un finale scorcentante che getta luce sui punti volutamente bui della storia.

Il regista spagnolo Jaume Balaguerò dirige La settima musa (Spagna – 2018), l’adattamento cinematografico del romanzo “La dama numero 13” di Jose Carlos Somoza.
Scandita da una regia elegante, questa rivisitazione cinematografica offre un mix di crimini e mistero fornendo altresì una raffinata visione del genere horror in cui i concetti di bellezza, amore e arte sono tramutati in una tragica e claustrofobica visione della vita.

Hereditary – Le radici del male (USA – 2018) di Ari Aster è un horror sovrannaturale che potrebbe lasciare interdetti per la lentezza che caratterizza lo svolgimento della storia. Trattasi in realtà di un pregio che consiste nell’esercitare, lentamente, un fascino sinistro sullo spettatore.
La vera natura del film è quella di essere un potente film diabolico la cui riuscita è dovuta a regia, fotografia e cast impeccabili. Una nota di merito va senza dubbio a Toni Collette, qui in un ruolo che sigilla ambiguità, finzione e terrore.

Tra i “Best Extreme” del 2018 invece citiamo “Your Flesh, Your Curse” e “Who’s Watching Oliver“.

Pessimismo, violenza e degrado sono le costanti su cui si installa la storia dell’extreme danese Your Flesh, Your Curse, un film che si incrocia violentemente con il genere drammatico. Il supplizio di un corpo femminile, sia nella vita che nella morte, diviene fulcro del piacere altrui.
Umiliazioni e tormenti sono le costanti che echeggiano in un contesto infernale in cui serpeggiano patti diabolici e dove si consumano vivide perversioni.

L’horror estremo Who’s Watching Oliver di Richie Moore sonda il terreno della malattia mentale e dei problemi da essa scatenati come quelli connessi al comportamento e alla sfera emozionale, con conseguenti ripercussioni nella vita sociale. Il film gioca sui disturbi d’ansia e sugli impulsi del protagonista che, come affetto da disturbo borderline, si lascia andare ad azioni abominevoli seguite poi da vergogna e dal senso di colpa.
Russell Geoffrey Banks, l’attore protagonista, regala al pubblico una buona prova recitativa, tanto da incarnare un iconico ed indimenticabile omicida.

 

Un commento

  1. siete gente malata…seriamente disturbata (finito su sto sito x pura sfiga)

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