Amanti d’oltretomba | Recensione film

Amanti d’oltretomba | Recensione film


Scritto e diretto nel 1965 da Mario Caiano (L’occhio nel labirinto, La svastica nel ventre), Amanti d’oltretomba (aka Nightmare Castle) è considerato un immortale capolavoro gotico italiano in cui confluiscono influenze del cinema di Mario Bava, Antonio Margheriti e Riccardo Freda. In particolare, Mario Caiano sembra omaggiare proprio I Vampiri (1957) di Freda, riprendendone argomenti quali l’invecchiamento e la giovinezza.
In Amanti d’oltretomba il doppio ruolo Muriel/Jenny è interpretato da Barbara Steele, icona horror nota per le sue performance nei film gotici italiani degli anni ’60 e che aveva già avuto un dual role (Asa Vajda/Katia Vajda) nell’inarrivabile La maschera del Demonio (1960) di Mario Bava.

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In questo film gotico di Caiano la magnifica Steele si scinde liberando nella storia due personalità opposte e contrastanti ma che allo stesso tempo sembrano compensarsi: una donna adultera che, spettrale, torna dal regno dei morti per vendetta e una donna ingenua e quasi angelica, vittima di complotti nel mondo dei vivi. La Steele incarna magnificamente il bene e il male dando ancora una volta prova delle sue straordinarie abilità recitative.

Mario Caiano dirige un potente horror gotico che ingloba i classici canoni del genere, avendo cura di regalare allo spettatore fantasiose e violente sequenze di torture e di morte (riservate ai due amanti) in cui confluiscono picchi di sadismo e masochismo che sfociano nella malvagità e nella crudeltà. Il tutto avvolto da un’eccellente e morbosa atmosfera valorizzata da una consona fotografia che impreziosisce il bianco e il nero di questa pellicola sicuramente adatta all’estimatore classico del genere.

Il Dr. Stephen Arrowsmith (Paul Muller) è un uomo infedele e tradisce sua moglie Muriel (Barbara Steele) con la governante Solange (Helga Liné). A sua volta, anche la consorte ha una relazione extraconiugale con il giardiniere e, una volta scoperto il tradimento, il medico tortura e uccide la donna (insieme al suo amante), convinto di ereditare tutti i suoi beni. Muriel però ha donato i suoi averi alla sorella Jenny e, deciso a prendersi l’eredità, il Dottore la sposa per poi impossessarsene e condividere tutto con Solange. Ad impedirgli di attuare il suo diabolico piano saranno i fantasmi di Muriel e di David che, accecati dalla vendetta, lo perseguiteranno.

Nel cast dell’horror gotico Amanti d’oltretomba oltre a Barbara Steele ci sono anche Paul Muller (I Vampiri, La vendetta di Lady Morgan, Il Conte Dracula), Helga Liné (Horror Express, L’ultimo vampiro), Rik Battagli, Marino Masé e Giuseppe Addobbati.
Alla storia e alla sceneggiatura del film ha collaborato anche Fabio De Agostini. La colonna sonora invece è di Ennio Morricone.

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Distribuito da CG Entertainment, Amanti d’oltretomba è disponibile in DVD (collana Cinekult). L’edizione è proposta con un packaging curato al cui interno è presente un artwork con alcune immagini del film. Buoni i formati audio e video. Molto interessante il comparto extra in cui sono presenti “Quella strana voglia di cinema” e “Intervista al regista Mario Caiano”.

EDIZIONE DVD:
VIDEO: 16/9 1.66:1
DURATA: 99′
AUDIO: Italiano Dolby Digital 2.0
N. DISCHI: 1
SOTTOTITOLI: Italiano per non udenti
EXTRA: Quella strana voglia di cinema, Intervista al regista Mario Caiano

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Scritto e diretto nel 1965 da Mario Caiano (L’occhio nel labirinto, La svastica nel ventre), Amanti d’oltretomba (aka Nightmare Castle) è considerato un immortale capolavoro gotico italiano in cui confluiscono influenze del cinema di Mario Bava, Antonio Margheriti e Riccardo Freda. In particolare, Mario Caiano sembra omaggiare proprio I Vampiri (1957) di Freda, riprendendone argomenti quali l'invecchiamento e la giovinezza. In Amanti d’oltretomba il doppio ruolo Muriel/Jenny è interpretato da Barbara Steele, icona horror nota per le sue performance nei film gotici italiani degli anni '60 e che aveva già avuto un dual role (Asa Vajda/Katia Vajda) nell'inarrivabile La maschera del…

Considerazioni finali

Score - 80%

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Score

Sommario: Mario Caiano dirige un potente horror gotico che ingloba i classici canoni del genere, avendo cura di regalare allo spettatore fantasiose e violente sequenze di torture e di morte. Il tutto avvolto da un'eccellente e morbosa atmosfera valorizzata da una consona fotografia.

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