Lo strano vizio della signora Wardh | Recensione film

Lo strano vizio della signora Wardh | Recensione film


Nel 1971, il regista italiano Sergio Martino firma la regia del suo primo lungometraggio: Lo strano vizio della Signora Wardh. A questo thriller erotico/giallo seguiranno altre opere cinematografiche di successo dello stesso regista fra cui citiamo Tutti i colori del buio (1972), Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave (1972) e I corpi presentano tracce di violenza carnale (1973). Ad interpretare il film è Edwige Fenech, attrice sexy che comparirà successivamente in altre pellicole di Sergio Martino (Tutti i colori del buio, Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave…).

Lo strano vizio della Signora Wardh è un interessante mix di generi (thriller, giallo ed erotico) a cui si aggiungono rimandi argentiani ma anche note di sadismo e sadomasochismo. Sono proprio queste ultime, le parafilie appunto, a dare spessore ad un film altrimenti lento nello svolgimento della storia e povero di suspense ma che riesce a sorprendere in più circostanze, soprattutto per lo sviluppo di alcuni omicidi (come quello al parco), la fotografia e per il colpo di scena finale.

Perennemente incastrata in uno stato da vittima, la Fenech, oltre a mostrare il suo corpo, lascia trasparire l’animo tormentato della signora Wardh, una donna dominata dal suo passato ma anche dal presente. Sono d’effetto i flashback/sogni che la ritraggono in compagnia di un amante sadico (Ivan Rassimov) e che regalano indimenticabili sequenze di amore malato, immortalato elegantemente da una regia e fotografia di alto livello. Sono da citare, a questo proposito, gli amplessi fra i cocci di vetro e sotto la pioggia.

Contaminato da un forte erotismo e da temi quali la violenza (e il piacere nell’arrecarla e nel provarla), Lo strano vizio della Signora Wardh è sicuramente un cult da riscoprire.

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Ne Lo strano vizio della Signora Wardh, Edwige Fenech interpreta Julie Wardh, moglie di Neil (Alberto de Mendoza), un diplomatico che però la trascura. In realtà Julie nasconde un passato tormentato di cui conserva ancora i ricordi di un amore deviato e violento. Il suo ex, Jean (Ivan Rassimov), non ha mai accettato di essere stato abbandonato e continua a perseguitarla. Nel frattempo, la donna si innamora di George (George Hilton), un uomo che ha conosciuto a una festa, scatenando l’ira dell’ex amante. Intanto in città, un maniaco si macchia di atroci delitti utilizzando un rasoio.

Nel cast spicca il trio composto da Edwige Fenech, George Hilton e Ivan Rassimov. A loro si aggiungono anche Cristina Airoldi, Alberto de Mendoza, Bruno Corazzari, Manuel Gil, Carlo Alighiero e Brizio Montinaro.
La sceneggiatura del film è di Ernesto Gastaldi, Vittorio Caronia ed Eduardo Manzanos Brochero.

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Lo strano vizio della Signora Wardh fa parte della collana CineKult. Distribuito da CG Entertainment, il film è disponibile nel formato DVD. L’edizione proposta dalla label vanta un comparto audio/video privo di difetti. Nei contenuti speciali è presente l’intervista a Sergio Martino e a Sergio Gastaldi.

EDIZIONE DVD:
VIDEO: 16/9 2.35:1
DURATA: 95′
AUDIO: Italiano Dolby Digital 2.0, Inglese Dolby Digital 2.0
N. DISCHI: 1
SOTTOTITOLI: Italiano per non udenti
EXTRA: Sangue su Vienna: Intervista a Sergio Martino e Sergio Gastaldi

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Nel 1971, il regista italiano Sergio Martino firma la regia del suo primo lungometraggio: Lo strano vizio della Signora Wardh. A questo thriller erotico/giallo seguiranno altre opere cinematografiche di successo dello stesso regista fra cui citiamo Tutti i colori del buio (1972), Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave (1972) e I corpi presentano tracce di violenza carnale (1973). Ad interpretare il film è Edwige Fenech, attrice sexy che comparirà successivamente in altre pellicole di Sergio Martino (Tutti i colori del buio, Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne…

Considerazioni finali

Score - 70%

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Sommario: Contaminato da un forte erotismo e da temi quali la violenza, Lo strano vizio della Signora Wardh è sicuramente un cult da riscoprire.

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