Scars of Xavier | Recensione Film

Scars of Xavier | Recensione Film


Kai E. Bogatzki, l’editor di Blood Feast (2016), esordisce alla regia con Scars of Xavier (Germania – 2017), un lungometraggio che attraversa più generi (drammatico e thriller) fino a sfociare, con grande stile, nell’horror e nel gore.
Il sipario si apre sulla vita di Xavier (Marc Engel), un uomo che trascorre le sue giornate apaticamente, lavorando presso un autolavaggio a Praga. Introverso e asociale, evita la gente ma di notte dà sfogo alle sue tensioni e frustrazioni trasformandole in pulsioni da spietato serial killer. L’incontro con Karolina (Alexia Von Wismar) scatenerà in lui una forte lotta interiore.


In Scars of Xavier, un marcato senso di disagio e un altrettanto profondo senso di estraniazione proliferano a dismisura. Il tutto è accentuato da una regia meticolosa e dalla straordinaria performance di Marc Engel. L’attore, completamente calato nel ruolo, impersonifica perfettamente una persona inaffidabile, consumata dai propri demoni interiori e afflitta da disturbo della personalità.

La storia punta sulla monotonia della sua esistenza per poi penetrare nei suoi ricordi, facendo emergere un passato triste e squallido. Dolorosi e shockanti flashback riaprono così le ferite del fragile protagonista, infettandole con nuova rabbia, rimpianti e vendetta. Trasformato in un mostro dalle ingiustizie della vita, Xavier alterna i suoi momenti di calma e silenzio in violenti scatti d’ira durante i quali si macchia di atroci omicidi.

Seppur non sia il primo film a raccontare la storia di un serial killer (di fantasia o meno), Scars of Xavier gode di una preziosa autenticità e originalità dettate da una buona regia e da una grandissima sceneggiatura (anche questa a firma di Kai E. Bogatzki) a cui si unisce, senza dubbio, una valida e sorprendente prova recitativa (Marc Engel).

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Non sono da meno gli sconvolgenti ed incisivi flashback legati all’infanzia del protagonista e le grandiose sequenze relative ai particolari omicidi impreziositi da sbalorditive scelte registiche non convenzionali (la donna martirizzata su un materasso, ad esempio).
A questo proposito sono da lodare anche gli effetti speciali (a cura di Philipp Rathgeber) che condiscono le scene più truculente (anche decapitazioni) trasformandole in magnifici siparietti horror/splatter/gore.

Scars of Xavier si distingue per essere, fra i film del 2017, un meraviglioso spaccato sulla follia.

Nel cast: Marc Engel, Alexia von Wismar, Isabelle Aring, Jelly Francis Gaviria, Angelina Markiefka, Daniele Rizzo (Stung), Dirk Sonnenschein e Oliver Troska.
Lucas Blank e Philipp Peißen hanno curato la fotografia mentre la musica è di Klaus Pfreundner.

Vincitore degli award “Best Feauture Film” e “Best Special Effects” (Philipp Rathgeber) al DarkVeins Horror Fest 2017, Scars of Xavier ha ricevuto inoltre il premio speciale (“Special Mention”) al The Optical Theatre Film Festival 2017. Proprio ieri, 20 dicembre, Scars of Xavier ha fatto incetta di premi al NYC Indie Film Awards: “Best Feature Film”, “Best Director (Kai E. Bogatzki), “Best Actor” (Marc Engel), “Best Score” (Klaus Pfreundner) e “Best Editing” (Kai E. Bogatzki).

Kai E. Bogatzki, l’editor di Blood Feast (2016), esordisce alla regia con Scars of Xavier (Germania – 2017), un lungometraggio che attraversa più generi (drammatico e thriller) fino a sfociare, con grande stile, nell'horror e nel gore. Il sipario si apre sulla vita di Xavier (Marc Engel), un uomo che trascorre le sue giornate apaticamente, lavorando presso un autolavaggio a Praga. Introverso e asociale, evita la gente ma di notte dà sfogo alle sue tensioni e frustrazioni trasformandole in pulsioni da spietato serial killer. L'incontro con Karolina (Alexia Von Wismar) scatenerà in lui una forte lotta interiore. In Scars of…

Considerazioni finali

Score

Score

Sommario: Scars of Xavier si distingue per essere, fra i film del 2017, un meraviglioso spaccato sulla follia. Il film gode di una preziosa autenticità e originalità dettate da una buona regia e da una grandissima sceneggiatura a cui si unisce, senza dubbio, una valida e sorprendente prova recitativa.

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