L’odio che uccide – Some Kind of Hate | Recensione film

L’odio che uccide – Some Kind of Hate | Recensione film

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lodiocheuccideDiretto da Adam Egypt Mortimer (segmento “New Year’s Eve” del collettivo Holidays), L’odio che uccide – Some Kind of Hate affronta il tema del bullismo in chiave horror. Questa (purtroppo) reale forma di comportamento di tipo violento, sia fisico che psicologico, è stata più volte trattata nel cinema di genere. L’odio che uccide è solo uno fra i tanti titoli che inglobano nella storia un simile atto oppressivo rivolto ai soggetti considerati “deboli” con conseguente atto di vendetta. Basti pensare all’inarrivabile capolavoro Carrie – Lo sguardo di Satana ma anche a The Final, o ancora al cyberbullismo affrontato in film come Unfriended e Friend – Request – La morte ha il tuo profilo.

Protagonista della storia è il giovane Lincoln (Ronen Rubinstein), un ragazzo umiliato e picchiato quotidianamente dai suoi coetanei. Dopo aver reagito, per difesa, all’ennesimo atto di violenza, viene spedito alla Mind’s Eye Academy, una comunità di recupero. Anche qui però sarà vittima di un’altra forma di bullismo che lo porterà ad evocare, accidentalmente, lo spirito di Moira Karp, una ragazza morta suicida anni prima.

some-kind-of-hate3A differenza dei film sopracitati però, ne L’odio che uccide lo sfortunato protagonista è un metallaro e questo potrebbe far storcere il naso ai metalhead. Ovviamente preso di mira perché “diverso” sia per il comportamento riservato sia per la scelta musicale ma soprattutto per la sua timidezza. Con il suo bell’aspetto però l’attore Ronen Rubinstein non incarna assolutamente il “metallaro sfigato” e pertanto sembra inadatto a ricoprire il ruolo della vittima del bullismo, anche a causa di una prova recitativa non sempre convincente.

some-kind-of-hate2L’entità evocata (interpretata da Sierra McCormick) inoltre lascia perplessi. Oltre ad essere accecata dalla vendetta, possiede anche un lato debole e umano, riservato alla sua fragilità emotiva. Triste e abbattuta nell’evocare, attraverso dei flashback, il suo tormento e il giorno della morte, si presta anche a consigliera per i vivi. Una creatura non ben inquadrata (si presume sia uno spettro) quindi e che per certi versi sfiora il ridicolo involontario.

Tuttavia questo essere dell’aldilà ha un modus operandi originale che lo rende molto interessante. Lo spirito di Moira Karp infatti tormenta le sue vittime facendo comparire sulla loro pelle, sui loro corpi, i tagli che si autoinfligge di proposito utilizzando lamette o altre armi affilate.

some-kind-of-hate4Una storia (a cura di Brian DeLeeuw ed Adam Egypt Mortimer) dai risvolti sadomasochistici ma prevedibile e adolescenziale, quasi infantile, che rende la visione de L’odio che uccide molto noiosa, indicata forse ad un pubblico di teenager che si è avvicinato da poco al cinema horror. Questa sensazione sembra amplificarsi per via del cast composto da protagonisti bellocci e il cui scopo sembrerebbe quello di attirare l’attenzione dei più giovani. Ne L’odio che uccide inoltre latita quel senso di oppressione, angoscia e tormento che un film sul bullismo dovrebbe scatenare nello spettatore.

Il film per certi versi ricorda It Follows (anche questo distribuito in Italia da Midnight Factory) per il tema prettamente adolescenziale, sebbene l’opera di Mortimer non raggiunga minimamente l’originalità e la qualità del film di David Robert Mitchell (qui la nostra recensione di It Follows).

Nel cast, oltre a Ronen Rubinstein e Sierra McCormick, anche Spencer Breslin, Grace Phipps, Brando Eaton, Andrew Bryniarski (Non aprite quella porta – 2003, Non aprite quella porta – 2006), Maestro Harrell, Lexi Atkins, Noah Segan, Michael Polish, Justin Prentice, Jasper Polish ed Audrey Ellis Fox.

Distribuito da Midnight Factory per Koch Media, L’odio che uccide – Some Kind of Hate (USA – 2015) è disponibile, in limited edition, sia in DVD che in Blu-ray con booklet da collezione, oltre che in digital download. Il Blu-ray, con custodia inserita in slipcase cartonato, presenta, tra gli extra, solo il trailer originale del film.
Impeccabile come al solito la qualità del formato fisico offerto da Midnight Factory, non soltanto quella video-audio ma anche quella del packaging.

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Diretto da Adam Egypt Mortimer (segmento “New Year’s Eve” del collettivo Holidays), L’odio che uccide – Some Kind of Hate affronta il tema del bullismo in chiave horror. Questa (purtroppo) reale forma di comportamento di tipo violento, sia fisico che psicologico, è stata più volte trattata nel cinema di genere. L’odio che uccide è solo uno fra i tanti titoli che inglobano nella storia un simile atto oppressivo rivolto ai soggetti considerati "deboli" con conseguente atto di vendetta. Basti pensare all'inarrivabile capolavoro Carrie - Lo sguardo di Satana ma anche a The Final, o ancora al cyberbullismo affrontato in film come…

Considerazioni finali

Score - 55%

55%

Score

Sommario: L’odio che uccide presenta una storia dai risvolti sadomasochistici ma prevedibile e adolescenziale che rende la visione probabilmente adatta ad un pubblico che si è avvicinato da poco al cinema horror.

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